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FAI per il clima: le zone umide

Dopo #salvailsuolo e #salvalacqua il FAI lancia una nuova campagna di sensibilizzazione e attivazione sul tema urgentissimo del cambiamento climatico: #faiperilclima.

Nei Beni, climatologi, geologi, botanici, zoologi e altri esperti guideranno il pubblico a osservare e toccare con mano gli effetti concretissimi del cambiamento climatico sugli ambienti di cui il FAI si prende cura, e illustreranno strategie e progetti di adattamento e mitigazione, già avviati o futuri, dai grandi lavori alle buone pratiche che tutti possiamo e dobbiamo adottare.

Domenica 14 novembre 2021 alle Saline Conti Vecchi si parlerà di zone umide, l’ecosistema più importante per la storia dell’umanità.

A dispetto di ciò che normalmente viene insegnato, le grandi civiltà si sono evolute in prossimità di zone umide, come in Mesopotamia. Tuttavia, la storia ci parla solo dei fiumi che ad esse danno vita. Le zone umide, infatti, a causa della malaria sono spesso state associate alla malattia e alla povertà e in passato si è cercato spesso di bonificarle, prosciugandole.

Diverso è stato il destino, invece, di quelle zone umide destinate alla produzione di sale, di cui le Saline Conti Vecchi rappresentano un modello unico di sostenibilità ante litteram con la creazione di un ambiente in cui tutela ambientale, sviluppo economico e sociale andavano di pari passo.

Una passeggiata guidata a Porto San Pietro in compagnia della dott.ssa Vania Statzu, Vicepresidente di MEDSEA Foundation, che si occupa della tutela e la gestione sostenibile delle risorse marine e costiere della Sardegna e del Mar Mediterraneo, consentirà di comprendere come e perché le zone umide sono nuovamente a rischio a causa del cambiamento climatico. Siccità, aumento del livello del mare, alluvioni stanno mettendo in crisi questi ecosistemi, privando le popolazioni che vivono attorno dei fondamentali servizi che esse offrono: dal cibo all’uso ricreativo, da oasi di biodiversità alla funzione di mitigazione offerta da questi habitat rispetto al cambiamento climatico.

Oggi le zone umide sono l’esempio perfetto di Nature based Solutions ma si rischia di perdere questa opportunità, se non si agisce in tempo. Spesso bastano piccoli cambiamenti delle nostre abitudini per contribuire notevolmente alla riduzione delle emissioni climalteranti e alla conservazione delle zone umide.Oltre alla passeggiata guidata sono compresi nel biglietto il tour in trenino di 50′ all’interno della salina e la possibilità di visitare in autonomia gli edifici storici.

Vania Statzu, economista dell’ambiente, è vicepresidente e socio fondatore di MEDSEA Foundation dove si occupa di analisi e valutazione monetaria dei servizi ecosistemici, economia circolare, green economy e sustainable blue economy. Segue dal 2017 il progetto Maristanis, cofinanziato dalla Fondazione MAVA per la Natura e coordinato da MEDSEA Foundation, per la tutela e valorizzazione delle 6 aree Ramsar dell’Oristanese, in Sardegna. Svolge attività di ricerca in collaborazione con ricercatori di diversi centri di ricerca e università italiane e straniere sulle politiche ambientali e di sostenibilità, con particolare interesse per la gestione sostenibile delle risorse idriche, e relativi indicatori. Opera nel campo della consulenza ambientale per promuovere lo sviluppo sostenibile a livello territoriale e di azienda e svolge attività di divulgazione scientifica ed ambientale.

Per ulteriori informazioni e per prenotare: fondoambiente.it/eventi/le-zone-umide

EXTREME E: il Grand Prix dei Suv elettrici sbarca in Sardegna

La serie di gare in SUV elettrici da corsa, Extreme E, ha confermato oggi i suoi programmi “legacy” (per il territorio) per il suo quarto X Prix in Sardegna. Le gare si svolgeranno il 23 e 24 ottobre ma per ridurre al minimo l’impatto locale, le gare Extreme E non saranno aperte agli spettatori, che potranno seguire l’evento in diretta TV e sui social media.

“Siamo quasi alla penultima gara della primissima stagione di Extreme E. Finora è stata un’avventura fantastica e sono
così orgoglioso di ciò che abbiamo già realizzato quest’anno sia in pista che fuoristrada” afferma Alejandro Agag, fondatore e CEO di Extreme E.

Il Campionato Sportivo lavorerà con il team di MEDSEA (Mediterranean Sea and Coast Foundation) in Sardegna per sostenere due importanti progetti. Il primo si concentrerà su Green Carbon, come risposta ai devastanti incendi boschivi di quest’anno sull’isola, mentre il secondo progetto sosterrà la conservazione della Posidonia Oceanica, mitigando gli effetti dannosi del carbonio blu nelle acque del Mediterraneo.

Lavorando insieme a MEDSEA, Extreme E visiterà le aree più colpite dagli incendi. Il personale e i volontari della serie di gare incontreranno le comunità colpite e lavoreranno a fianco delle ONG locali, tra cui Legambiente. L’organizzazione è sul campo per sostenere il progetto di ripristino della foresta originaria. Inoltre, in collaborazione con Extreme E, EY presenterà e lancerà uno strumento di mappatura e rilevamento degli incendi boschivi che può aiutare i vigili del fuoco a prendere decisioni più tempestive e informate, a salvare vite e proteggere le proprietà e la biodiversità dai danni degli incendi.

Dall’altro lato gli scienziati di Extreme E in collaborazione con ENEL progettano insieme a MEDSEA di ripristinare le praterie di Posidonia oceanica nelle acque delle Aree Marine Protette intorno alla Sardegna. La ricerca ha dimostrato che la riforestazione delle praterie di posidonia può essere uno strumento efficace per ripristinare i danni e migliorare
significativamente la funzione complessiva dell’ecosistema.

“È chiaro che dobbiamo affrontare le cause profonde dei terribili incendi che hanno distrutto non solo la Sardegna, ma tanti altri paesi” afferma Agag. “Sappiamo tutti che l’aumento delle temperature globali, causato esclusivamente dalle emissioni di gas serra, aumenta il rischio di incendi non solo qui ma ovunque. I titoli dei giornali ci mettono in allerta.
Questa è un’emergenza e dobbiamo agire ora e cambiare per evitare che accadano ulteriori atrocità come questa.
Inoltre, il nostro lavoro in Sardegna con MEDSEA ci consentirà di affrontare il problema del Blue Carbon causato dalla scomparsa delle praterie di posidonia e di lavorare per il reimpianto e la riparazione di questi vitali ecosistemi marini” continua fiducioso.

Nel mese di luglio 2021, in Italia si sono verificati 13.000 incendi in più di quanto non si fosse mai stato registrato prima. Diverse aree boschive della Sardegna sono andate completamente distrutte, costringendo gli abitanti dei comuni di Cuglieri, Sennariolo, Scano di Montiferro e Santu Lussurgiu a fuggire per mettersi in salvo. Questi rovinosi incendi hanno distrutto vaste aree di pascoli, ulivi e agricoltura e ucciso un numero enorme di animali e insetti, tra cui 30 milioni di api. L’emergenza ha provocato danni incalcolabili all’economia del territorio, alle risorse finanziarie di migliaia di persone e, non in ultimo, alla natura. Si stima che ci vorranno almeno 15 anni per ricostruire i 20.000 ettari di terreno colpiti.

“Il tempismo è cruciale per rafforzare la nostra missione di ripristinare e proteggere il Mediterraneo passando dalla conoscenza scientifica all’azione concreta e prevenendo così il degrado degli ecosistemi in pericolo. Negli ultimi 50 anni è andato perso più del 30% dell’estensione delle praterie di posidonia. Questo richiede urgentemente un’azione sugli ecosistemi per rivitalizzare la vita marina e affrontare il cambiamento climatico in Sardegna” conclude Agag.

Foto: Jordi Rierola, Extreme E

Puliamo la Sella: l’iniziativa tra ecologia e communĭtas

Come parte del progetto PlasticFreeMed, la fondazione MEDSEA ha chiamato a raccolta le realtà locali per un mare libero da rifiuti.

Foto: MEDSEA

Sabato 26 Giugno si è svolto a Cagliari il grande evento di clean-up collettivo “Puliamo la Sella”, promosso dalla fondazione MEDSEA e supportato dall’associazione di rappresentanza studentesca Reset Unica. L’iniziativa ha coperto l’area del primo tratto della spiaggia del Poetto e il litorale tra Marina Piccola a Cala Mosca.

“Questo clean-up è un evento puntuale che serve a lanciare un messaggio chiaro” ha affermato Andrea Alvito, biologo marino della MEDSEA foundation. “L’impatto dell’uomo sul mare si fa sentire anche in Sardegna, tant’è che nelle edizioni passate abbiamo raccolto centinaia di chili di rifiuti”.

Foto: MEDSEA

Nella mattinata l’invito a ripulire l’area del Poetto di Cagliari é stato raccolto da un gran numero di associazioni, enti e volontari, compresi minori accompagnati e autorizzati dai genitori. La spinta giovanile é dovuta anche all’impegno di Reset Unica, che ha “sparso la voce tra universitarie e universitari” come ha spiegato il coordinatore Francesco Piseddu. “Non c’era modo migliore di mettersi in gioco dopo i fermi obbligati dalla pandemia”

Le normative di sicurezza hanno infatti fatto saltare l’evento del 2020. “Lo scorso anno non è stato possibile per via delle restrizioni” racconta Piera Pala, membro del direttivo di MEDSEA. “Tuttavia non ci siamo fermati, lavorando su progetti di sensibilizzazione. Ancora una volta vogliamo rendere un omaggio a Cagliari, alla Sardegna ed ispirare giovani e cittadini al rispetto quotidiano dell’ambiente”.

Foto: MEDSEA

Ospite della giornata di clean-up il campione di Surf Francisco Porcella. L’evento è stato supportato dal Comune di Cagliari e da numerose associazioni sportive, ambientali e culturali: UniCa LGBT e Giovani per il Pianeta, la Scuola di Kayak Olè Kayak, TuttiInSup, Cooperativa Golfo degli Angeli, AIR Sub, Subaqua Diving, UpsideDown Sardinia, EcoClean Villacidro, Tribune Apnea, Scout Cngei (Ca2), Scout Assoraider (Ca24), Farmacia Politica.

2021-06-02 - Flash Mob Poetto

Flashmob per il Poetto

Agli esordi della stagione turistica il Poetto, la spiaggia dei quartesi e dei cagliaritani, è al centro delle polemiche per via dei sacchi di nylon posizionati a metà degli anni ’90, con l’intenzione di rallentare e contenere l’erosione dell’arenile.

2021-06-02 - Flash Mob Poetto_02“I sacchi, riemersi e ormai in gran parte distrutti, rilasciano in mare quotidianamente ingenti quantità di plastica che andranno inevitabilmente a danneggiare l’ecosistema marino. Il tema è caro a tantissimi cittadini che, anche autonomamente, si sono mossi in questi ultimi mesi per denunciare la situazione.

Con questo flashmob vogliamo invitare alla collaborazione tutte le parti interessate perché venga data immediata priorità alla rimozione dei sacchi, alla bonifica ambientale e quindi all’interruzione del danno che si sta generando”.

Il 2 Giugno, alle ore 9.30, privati cittadini e associazioni sensibili al tema si riuniranno alla prima fermata del Poetto per per tenere alta l’attenzione delle istituzioni e dei gestori degli stabilimenti balneari interessati.

2021-06-02 - Flash Mob Poetto_01Per partecipare porta con te un’immagine stampata che rappresenti i danni che le plastiche causano alla flora e alla fauna marina.

L’organizzazione sottolinea che verranno rispettate rigorosamente tutte le norme anti-covid. 

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Ambiente, una “Caretta Caretta” al Margine Rosso

Una tartaruga marina della specie “caretta caretta” è stata trovata adagiata sul fondale di Quartu in località Margine Rosso. Dopo l’intervento della pattuglia della stazione forestale di Cagliari è stata attivata la rete regionale di conservazione della fauna marina che ha provveduto all’intervento di biologi e veterinari. La tartaruga sarà ricoverata in una struttura specializzata e dopo un periodo di cure e riabilitazione sarà messa in libertà.

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