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Anno: 2018

Capodanno 2019: musica e festa nelle piazze sarde

La Sardegna si prepara a festeggiare l’anno che verrà in musica. Cagliari ballerà nelle quattro piazze scelte per una nuova edizione del capodanno diffuso. In piazza Yenne, dalle ore 22.30, per chiudere il 2018 e aprire il 2019 saliranno sul palco i Subsonica per un viaggio nel tempo tra i successi della fine degli anni ’90 e il loro ultimo lavoro “8″.. Dopo il brindisi di mezzanotte salirà sul palco Pille per il suo djset. Al Bastione di Santa Croce alle ore 22.30 arriveranno i Dancity, con la musica anni ’70, ’80 e ’90 prima del djset di Bettosun. In Piazza San Giacomo il jazz del Mauro Mulas Quartet e i dj Foxi&Herny. All’ex Vetreria di Pirri toccherà ai Zep’s, cover band dei Led Zeppelin prima del dJ Nicola Masu.

Al nord dell’isola si passa dalla musica dance del DeejayTime con Albertino, Fargetta, Prezioso e Molella al Porto di Alghero al concerto di Gianna Nannini a Castelsardo per finire con i Maneskin al Molo Brin di Olbia per la loro prima volta in Sardegna.

Festa anche a Oristano, in Piazza Eleonora e piazza Roma con i Celebration e i dj di Radio105 e a Nureci con il capodanno per famiglia organizzato al consorzio “Due Giare”. A Carbonia toccherà ai “Golaseca” e al batterista del Litfiba, Luca Martelli, con il live dal titolo “Ride Gorilla”. Insieme a loro anche Francesca Pani, Giulia Zedda e il gruppo rap dei Piranhas. A Sant’Antioco,  in Piazza Umberto, la band ska-reggae sarda dei Tasinantska. A Lanusei, sul palco allestito in Piazza della Cattedrale, festeggerà Beppe Dettori mentre a Cala Gonone ci saranno i nuoresi “Bette the Band”. Il giro della Sardegna ternima a Bitti, in piazza Asproni, con Cordas e Cannas e i pugliesi Alla Bua. A Loculi chiuderanno l’anno Danilo Sacco, ex cantante dei Nomadi e gli Skaoss.

Elezioni Regionali 2019, si vota il 24 febbraio

Le prossime elezioni regionali si terranno domenica 24 febbraio. Il governatore Francesco Pigliaru ha firmato il decreto che indice la consultazione e che verrà pubblicato sul Bollettino della Regione (BUAS) il prossimo 10 gennaio in contemporanea con l’affissione dei manifesti in tutti i 377 comuni sardi. Da quella data, partiti e coalizioni avranno dal terzo e al quarto giorno successivo alla pubblicazione per presentare simboli e apparentamenti.

Al momento sono sei i candidati alla carica di presidente della Regione. Il primo ad annunciare la sua candidatura è stato Andrea Murgia (Autoderminazione), poi Massimo Zedda (centrosinistra), Christian Solinas (centrodestra), Francesco Desogus (M5S), Paolo Maninchedda per il Partito dei Sardi e Mauro Pili per Sardi Liberi (Unidos e Progres). La lista potrebbe allungarsi con la settima candidata, Ines Pisano. Sulla candidatura della magistrata pesa l’incognita del raggiungimento di firme per potersi candidare.

Antipasto della partita delle regionali è fissato per il domenica 20 gennaio con l’elezione supplettiva per la Camera dei Deputati nel collegio uninominale di Cagliari 1 per la sostituzione del deputato M5S, Andrea Mura, dimessosi qualche mese fa. Quattro i candidati in lizza: Andrea Frailis (Progressisti di Sardegna, centrosinistra); Daniela Noli (centrodestra); Luca Caschili (M5S); Enrico Balletto (CasaPound). Saranno chiamati al voto 250mila elettori dei comuni Cagliari, Burcei, Maracalagonis, Monserrato, Quartu Sant’Elena, Quartucciu, Sinnai e Villasimius.

Dune Chia, 40mila euro raccolti per la campagna di Gruppo d’Intervento Giuridico

Quarantamila euro raccolti in una settimana. Sono questi i primi numeri della campagna promossa dall’associazione ambientalista Gruppo d’Intervento Giuridico che nei giorni scorsi ha stipulto un contratto preliminare di compravendita per atto pubblico con uno dei comproprietari per quattro ettari delle dune e della spiaggia di Chia.

La campagna, denominata “Salviamo insieme dune e spiagge di Chia”, ha raccolto le prime sottoscrizioni e il sostegno pubblico di Piero Pelù e Piero Marras. «Nonni che contribuiscono per i nipotini, collette organizzate sui luoghi di lavoro, turisti che vogliono difendere il loro mare, Sardi via dall’Isola da troppi anni che non intendono mancare alla difesa della propria Terra, bambini che offrono i loro soldini per la spiaggia dell’estate» racconta l’associazione con una nota pubblicata sul suo sito internet.

«Purtroppo non è azzardato ipotizzare un futuro privatizzato per dune e spiaggia – prosegue GrIG – .Per non parlare di altamente probabili integrazioni normative che consentano la produzione di volumetrie edilizie da concentrare subito a ridosso di dune e spiaggia. Si tratta del cosiddetto trasferimento di volumetrie, riconosciuto in giurisprudenza» . L’area delle dune ha una estensione di 9,5 ettari, intestati a otto privati con quote diverse. «L’obiettivo – conclude la nota che raccoglie anche i dati per la sottoscrizione –  salvaguardare le dune e la spiaggia anche per le generazioni future e garantirne la fruizione pubblica». 

“Musicanto”, musica e beneficenza all’auditorium della Basilica di Sant’Elena

Sabato 29 dicembre alle ore 21 nell’auditorium della Basilica di Sant’Elena a Quartu è in programma “Musicanto“. Organizzata da spettacolart.it, dell’associazione culturale Gong in collaborazione con l’associazione The Flame e Stefania Adamu, la serata è dedicata ad alcuni dei musicisti più intessanti del panorama sardo.

Sul palco si alterneranno:  Gigi Marras, chitarra e voce, con Francesco Sotgiu, percussioni e Piero Di Rienzo al contrabbasso, presenta il nuovo disco “Quando sarò più giovane”; Chiara Effe, chitarra e voce, con Emilia Mulas al clarinetto insieme a Fancesco Sotgiu, percussioni; Lavinia Viscuso, voce, presenta alcuni brani del prossimo cd; Mübin Dünen, chitarra, ney, santur e voce, presenta alcuni brani del nuovo cd; Andrea Andrillo, chitarra e voce, presenta alcuni brani del nuovo cd; Panky Alma voce e percussioni, feat. Francesco Carboni, chitarra e Luca Attene al basso, presenta alcuni brani del nuovo cd; Claudio Deoricibus, chitarra new flamenco, presenta alcuni brani dei suoi cd; Alberto Sanna one man band e Tony Carboni, il poliedrico artista presenta una performance ironica. La seratà verrà presentata da Stefania Adamu.

Il ricavato sarà devoluto ai giovani per dar loro la possibilità di partecipare di un corso di avviamento alla musica condotto dal noto musicista polistrumentista Francesco Sotgiu.

Vescovi sardi: no al business delle armi in Sardegna

I vescovi sardi dicono no al business della armi in Sardegna e in Italia e chiedono un impegno alla riconversione delle industrie che le fabbricano. A partire dal messaggio di Papa Francesco, in occasione della cinquantaduesima Giornata Mondiale della Pace “La buona politica è al servizio della pace” e della Marcia della Pace in programma a Villacidro,i vescovi della Sardegna affermano la loro contrarietà alle fabbriche che generano morte chiede l’impegno di istituzioni, Università, scuole, imprese, associziazioni di lavoratori per «studiare con serietà, impegno e profondo senso di responsabilità la possibilità di un lavoro dignitoso per gli operai attualmente impegnati in tali attività»

«Oggi, anche nella nostra Regione, abbiamo bisogno di una buona politica che faccia crescere il lavoro libero, creativo, solidale e partecipativo. Un lavoro degno – si legge in una nota – che permetta ad ogni lavoratrice e lavoratore di tornare a casa ogni sera con la soddisfazione di aver guadagnato un pane dignitoso e di aver contribuito al progresso della società. Un lavoro che possa far crescere e consolidare la Pace, rispettoso della vita umana e della salvaguardia del creato».

«La produzione e il commercio delle armi – proseguono i vescovi – non contribuiscono certo alla Pace, anche se occupano molte persone e collocano in alto l’Italia nella classifica dei fabbricanti di armi. La Chiesa ha sempre sostenuto con fermezza che “la vendita e il traffico di armi costituiscono una seria minaccia per la Pace” (cfr Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa, n. 511). Nel mondo invece crescono sempre più le spese militari e si registrano ancora tanti “conflitti dimenticati”: lo scorso anno sono stati 378, sparsi in diverse parti del pianeta, di cui 20 classificati come guerre ad elevata intensità. La gravissima situazione economico-sociale non può legittimare qualsiasi attività economica e produttiva, senza che se ne valuti responsabilmente la sostenibilità, la dignità e il rispetto dei diritti di ogni persona. In particolare non si può omologare la produzione di beni necessari per la vita con quella che sicuramente genera morte. Tale è il caso delle armi costruite nel nostro territorio regionale e usate per una guerra, che ha causato e continua a generare nello Yemen migliaia di morti, per la maggior parte civili inermi. Un business tragico che sembra non avere nessun colpevole, poiché i vari Paesi interessati si scaricano a vicenda le responsabilità. La questione diviene ancor più lacerante, sotto il profilo etico e socio-economico, poiché tale produzione avviene in un territorio, il nostro, tra i più poveri del Paese, ancora privo di prospettive per il lavoro. Cosi ai nostri operai si offre uno stipendio sicuro, ma essi devono subire l’inaccettabile per mancanza di alternative giuste e dignitose» proseguono la nota.

«L’impegno per la riconversione delle industrie della morte – scrivono i vescovi – non può essere solo il grido appassionato e sicuramente profetico di quanti sentono con particolare passione la necessità di coltivare la Pace.  Può sembrare utopia, ma sappiamo che quando tale impegno è stato assunto da persone di buona volontà si è dimostrato realizzabile e fecondo. Come Chiesa dobbiamo e vogliamo lavorare soprattutto per la formazione delle coscienze e per ricordare a tutti il dovere del rispetto dei diritti di ogni uomo e di ogni donna, a qualunque Paese appartengano. C’è bisogno della preghiera e della responsabilità di tutta la comunità cristiana, c’è bisogno dell’impegno di ogni cittadino e di tutti i rappresentanti delle istituzioni cui stia veramente a cuore il bene comune»

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