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Cambiamo Quartu: idee e proposte per la città a Casa Olla

Venerdì 8 novembre alle ore 18.00 nell’Antica Casa Olla in via Eligio Porcu 29 è in programma un nuovo incontro di “Cambiamo Quartu”.

Il confronto pubblico sarà la sintesi della prima elaborazione dei contenuti racconti durante gli incontri tenuti quest’anno e apre a integrazioni e nuove proposte sui temi che riguardano la città. 

Sei i temi principali: cultura (istruzione, cultura, beni culturali, tradizioni); ambiente e territorio (Molentargius, Poetto, saline, costa marittima, Sette Fratelli; urbanistica, servizi, pedonalità, infrastrutture, metropolitana, ciclabilità); sviluppo (fondi europei, organizzazione, sburocratizzazione, nuove tecnologie, partecipazione, lavoro);  turismo (accoglienza, tradizioni, promozione);  sociale (tempo libero, sociale, sport, salute) e la città oltre la città (prospettive, problematiche e proposte per Flumini e il litorale quartese).

Evento facebook: “Cambiamo Quartu con idee e proposte” 

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Connessioni: istituzioni, associazioni e cittadini insieme a “Sa Manifattura”

Seminari, workshop e uno spazio di networking per le associazioni. Sabato 18 ottobre, a partire dalle ore 10.00, a “Sa Manifattura”, ex Manifattura Tabacchi a Cagliari è in programma “Connessioni”,  la quarta edizione della Fiera del Volontariato Internazionale in Sardegna.

L’iniziativa, organizzata dal CASMI, Comitato delle Associazioni Sarde per la Mobilità Internazionale e con il patrocinio della Regione Sardegna, del Comune di Cagliari e di Europe Direct Regione Sardegna, punta a favorire l’incontro tra le istituzioni, il terzo settore e cittadini grazie alla condivisione di buone pratiche e la realizzazione di progetti nell’ambito dei progetti europei per la mobilità, il lavoro e la formazione. 

La giornata inizierà alle ore 10.00 con la presentazione dell’iniziativa; alle 10.30, i saluti istituzionali prima dell’inizio dei laboratori, fissato per le ore 11.00. Alle ore 12.30, il networking prima della pausa (ore 13.30). Nel pomeriggio, alle ore  15.00, la seconda sessione dei laboratori e alle 17.00, le conclusioni. 

In mattinata sono in programma cinque laboratori: “Progettare e crescere in Europa”; “Formazione in movimento”; “Cittadinanza giovanile digitale”; “Cittadinanza giovanile digitale”  e Opportunities with Erasmus+” che si svolgerà in lingua inglese. Nel pomeriggio spazio a “L’inclusione sociale nel lavoro giovanile” e “L’inclusione sociale nel lavoro giovanile”.  Maggiori dettagli sull’evento facebook dedicato a “Connessioni” oppure all’indirizzo mail info@casmisardegna.org  o al 392 786 7434

Queste le associazioni che hanno aderito all’iniziativa: Associazione TDM 2000, TDM 2000 International. Associazione Studenti per la Città, Associazione ABìCì, Malik Associazione, Assonur, Sucania Equo e Solidale Cagliari, Acli Provinciali Cagliari, Giovani delle ACLI, Ipsia Sardegna, AEGEE-Cagliari, Aladin Pensiero, Scuola di cultura politca Francesco Cocco, UniCa LGBT, OpenMed, F4CR network, Sarditinera, Confederazione Sindacale Sarda Css, Ufficio studi G.M. Angioy, Fondazione terra di Sardegna, Coordinamento Diaspore in Sardegna, Associazione La Rosa Roja Onlus- ARORO ONLUS, Associazione Internazionale per lo sviluppo e la Cooperazione atipica, Colors of LIfe Phils, CSV Sardegna Solidale, Mine Vaganti NGO, Associazione Connessioni Culturali, Sardegna Palestina, Cultura Moda Solidale Onlus, Associazione Dei Sardi In Torino “a.gramsci”

 

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“Comedy Class” all’Hostel Sardinia

Arriva il primo laboratorio di Stand Up Comedy in Sardegna. Da martedì 15 ottobre alle ore 21.30 all’Hostel Sardinia in via Dante 35 a Quartu Sant’Elena è in programma la prima serata di “Comedy Class”. 

Dieci stand-up comedian, cinque ogni martedì sera, si metteranno alla prova con nuovi pezzi da testare davanti ad un pubblico.

Il cast del Lab-Club è composto da: Alessandro Atzeni, Alessandro Cappai, Valeria Pusceddu, Roberto Lai, Pasqualino Massa, Albert Huliselan Canepa, Massimiliano Puddu, Alessandro Murtas, Silvia Saba, Luca Tramatzu.

Comedy class @ Hostel Sardinia spot

+++ Cavie umane CERCASI: verrete seduti ad un tavolo, sedati con della birra e studieremo la reazione del vostro cervello ai nuovi monologhi dei peggior comici in circolazione.Una ricerca in collaborazione con l' istituto di Stand-up Comedy Sardegnahttps://www.facebook.com/events/489408508508788/?event_time_id=489408511842121?ti=icl

Pubblicato da Hostel Sardinia su Domenica 22 settembre 2019
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Assistenza, soccorso, protezione civile: le azioni di Quartu Soccorso

Assistenza sanitaria, soccorso extra ospedaliero e protezione civile. Sono questi i tre settori nei quali, da oltre ventuno anni opera l’associazione di volontariato “Quartu Soccorso”.

I soci attivi sono novanta, divisi nei tre settori, così da garantire eventuali richieste da parte di privati cittadini o enti locali e nazionali per prestare supporto in caso di necessità tra la città di Quartu e i comuni dell’hinterland cagliaritano.

«Ogni anno siamo impegnati in attività di prevenzione e sensibilizzazione della popolazione per quanto riguarda i rischi delle condizioni meteorologiche avverse – come gli interventi del 2018 in soccorso alle popolazioni della città metropolitana di Cagliari coinvolte nel maltempo –  e nel caso fosse necessario attivare delle squadre in supporto al sistema di soccorso territoriale, in collaborazione con le altre associazioni, il corpo di polizia locale, vigili del fuoco e forze di polizia» racconta Sonia Solla, la presidente dell’Associazione. I mezzi e i volontari di “Quartu Soccorso” hanno portato a termine una media di 57 interventi al mese.

Dal 2003, in collaborazione con l’Areus (Azienda Regionale Emergenza Urgenza Sardegna) organizza il progetto Coste Sicure che potenzia la rete di soccorso nel territorio della città metropolitana di Cagliari. Nella stagione estiva in corso viene garantita una postazione 24 su 24 in una delle località turistiche più conosciute della costa, Kal’e Moru. Nel 2018, gli interventi durante “Coste sicure” sono stati quaranta.

Per garantire i servizi, l’associazione organizza annualmente corsi di primo soccorso per la formazione di nuovi soccorritori e operatori di protezione civile: «Il corso – spiega Michela Fantini, consiglio direttivo “Quartu Soccorso” –  è strutturato al fine di formare il volontario  nella gestione del paziente, il rilevamento dei parametri, trattamento del paziente traumatizzato e la rianimazione attraverso l’uso del defibrillatore. Quest’anno, come ogni anno, cerchiamo nuovi volontari con un età minima di 19 anni ed un buon stato di salute. Il corso inizierà indicativamente ad ottobre e sarà strutturato con lezioni frontali insieme ai nostri istruttori e con simulazioni al fine di assimilare nel modo corretto le nozioni ricevute. I nuovi soccorritori verranno formati nella rianimazione BLS-D e nel trattamento del paziente traumatizzato, nonché nella gestione stessa del malato».

Per ulteriori informazioni e per la partecipazione al corso basterà mandare una mail a quartu.soccorso@gmail.com  oppure contattare l’associazione su facebook “Quartu Soccorso” o su instagram @quartusoccorso.

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Dopo di noi, autonomia e libertà: il progetto ANFASS Cagliari

Noi speriamo che ce la caviamo da soli..”. È questo il nome del progetto a carattere regionale, messo in campo dall’ANFFAS Onlus di Cagliari (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale),  L’associazione è impegnata da sessanta anni nella tutela dei diritti e nella promozione della piena inclusione sociale delle persone con disabilità intellettiva e/o relazionale.

Il progetto è finanziato dal Ministero della Salute e delle Politiche Sociali e la sua finalità è quella di promuovere innovativi percorsi di autonomia personale ed abitativa per le persone con disabilità.

L’associazione cagliaritana, partner del progetto realizzato su scala nazionale, ha avviato le azioni progettuali nel mese di ottobre 2018 nei comuni di Cagliari e Iglesias grazie al coinvolgimento di sette persone dell’associazione. I partecipanti al progetto, grazie alla condivisione di momenti di vita all’interno di una casa sita nel comune di Iglesias, hanno modo di vivere delle esperienze volte a favorire l’autonomia, l’adultità e il passaggio dal “con noi” dell’assistenza familiare al “dopo di noi” dell’età più adulta.

«In particolare – si legge nella nota dell’associazione –  sulla base dei singoli progetti di vita e dei percorsi già avviati sul tema della vita indipendente, si è ritenuto opportuno formare due gruppi distinti di destinatari: un primo gruppo, formato da quattro giovani di età compresa tra i 20 e i 30 anni hanno modo di sperimentarsi in processi finalizzati all’acquisizione di autonomie sul versante personale, sociale, lavorativo e abitativo, per una emancipazione dai propri genitori e lo sviluppo di un progetto personale di vita indipendente (sperimentazione di una “palestra di vita” per autonomie e vita indipendente, stage lavorativi). Nello specifico – spiega la nota –  i giovani hanno già realizzato quattro residenzialità all’interno dell’appartamento di Iglesias vivendo l’esperienza della co-abitazione tra giovani, dello stare insieme nel tempo libero e assaporando, nel contempo, la responsabilità del vivere “da soli” anche attraverso lo sviluppo di competenze socio lavorative attraverso degli stage».

«Un secondo gruppo di tre adulti di età compresa tra i 40 e i 60 anni per i quali è più evidente la necessità di avviare azioni legate al tema del “Dopo di Noi”, sviluppando una progettazione di vita in autonomia dai familiari ormai anziani (sperimentazione gruppo di convivenza per il “Dopo di Noi”). Anche il secondo gruppo ha sperimentato quattro residenzialità e si prepara, anche attraverso laboratori specifici, alla realizzazione di ulteriori tre esperienze».

Le azioni progettuali si basano sullo sviluppo della capacità di scelta personale, della responsabilizzazione e del pieno protagonismo delle persone coinvolte in coerenza con la metodologia di lavoro utilizzata dall’Anffas all’interno dei propri servizi e centrata su concetti di Qualità della Vita e Self Advocacy.

All’interno del progetto sono previste delle azioni di sostegno e di auto mutuo aiuto a favore dei familiari al fine di supportarli nella fase del distacco iniziale e nel percorso graduale di emancipazione e autonomia del proprio familiare. Allo stesso modo, sono state avviate specifiche azioni formative rivolte agli operatori e volontari convolti nell’attuazione del progetto, in modo da favorire l’adesione a pratiche d’intervento innovative. Particolare attenzione è stata data alla promozione dell’iniziativa e al coinvolgimento del territorio con specifiche azioni finalizzate alla creazione della rete, indispensabile nell’accompagnare ed ampliare le opportunità di inclusione sociale e lavorativa.

Il progetto Noi speriamo che ce la caviamo da soli…” ha preso avvio a livello nazionale nell’agosto 2018 grazie al sostegno del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali; si concluderà a febbraio 2020 per una attività totale di18 mesi. Il valore complessivo del progetto è di oltre 900mila euro»

Il progetto è articolato in 12 regioni e sviluppato da tredici associazioni che operano nel campo della disabilità. Ognuna di queste associazioni ha dato il via ad un serie di iniziative messe in un sistema di confronto e scambio di buone pratiche su scala nazionale. Gli individui coinvolti sono 52 mentre quelli coinvolti nel processo più ampio di indagine e promozione sono 208. Inoltre sono 158 i volontari e 26 gli operatori attivi.

«L’obiettivo del progetto è favorire l’autonomia e la libertà di scelta in modo graduale, già prima del “Dopo di noi“, senza attendere che essa si imponga improvvisa col venir meno del sostegno familiare. Contemporaneamente ogni associazione si è confrontata con le famiglie, in una azione di mutuo aiuto, allo scopo di misurarsi con l’idea di autonomia, creare senso di fiducia e superare la fase di “distacco” iniziale, che può essere difficile tanto per il ragazzo, quanto per il genitore» conclude la nota dell’associazione.

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