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Assistenza, soccorso, protezione civile: le azioni di Quartu Soccorso

Assistenza sanitaria, soccorso extra ospedaliero e protezione civile. Sono questi i tre settori nei quali, da oltre ventuno anni opera l’associazione di volontariato “Quartu Soccorso”.

I soci attivi sono novanta, divisi nei tre settori, così da garantire eventuali richieste da parte di privati cittadini o enti locali e nazionali per prestare supporto in caso di necessità tra la città di Quartu e i comuni dell’hinterland cagliaritano.

«Ogni anno siamo impegnati in attività di prevenzione e sensibilizzazione della popolazione per quanto riguarda i rischi delle condizioni meteorologiche avverse – come gli interventi del 2018 in soccorso alle popolazioni della città metropolitana di Cagliari coinvolte nel maltempo –  e nel caso fosse necessario attivare delle squadre in supporto al sistema di soccorso territoriale, in collaborazione con le altre associazioni, il corpo di polizia locale, vigili del fuoco e forze di polizia» racconta Sonia Solla, la presidente dell’Associazione. I mezzi e i volontari di “Quartu Soccorso” hanno portato a termine una media di 57 interventi al mese.

Dal 2003, in collaborazione con l’Areus (Azienda Regionale Emergenza Urgenza Sardegna) organizza il progetto Coste Sicure che potenzia la rete di soccorso nel territorio della città metropolitana di Cagliari. Nella stagione estiva in corso viene garantita una postazione 24 su 24 in una delle località turistiche più conosciute della costa, Kal’e Moru. Nel 2018, gli interventi durante “Coste sicure” sono stati quaranta.

Per garantire i servizi, l’associazione organizza annualmente corsi di primo soccorso per la formazione di nuovi soccorritori e operatori di protezione civile: «Il corso – spiega Michela Fantini, consiglio direttivo “Quartu Soccorso” –  è strutturato al fine di formare il volontario  nella gestione del paziente, il rilevamento dei parametri, trattamento del paziente traumatizzato e la rianimazione attraverso l’uso del defibrillatore. Quest’anno, come ogni anno, cerchiamo nuovi volontari con un età minima di 19 anni ed un buon stato di salute. Il corso inizierà indicativamente ad ottobre e sarà strutturato con lezioni frontali insieme ai nostri istruttori e con simulazioni al fine di assimilare nel modo corretto le nozioni ricevute. I nuovi soccorritori verranno formati nella rianimazione BLS-D e nel trattamento del paziente traumatizzato, nonché nella gestione stessa del malato».

Per ulteriori informazioni e per la partecipazione al corso basterà mandare una mail a quartu.soccorso@gmail.com  oppure contattare l’associazione su facebook “Quartu Soccorso” o su instagram @quartusoccorso.

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Dopo di noi, autonomia e libertà: il progetto ANFASS Cagliari

Noi speriamo che ce la caviamo da soli..”. È questo il nome del progetto a carattere regionale, messo in campo dall’ANFFAS Onlus di Cagliari (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale),  L’associazione è impegnata da sessanta anni nella tutela dei diritti e nella promozione della piena inclusione sociale delle persone con disabilità intellettiva e/o relazionale.

Il progetto è finanziato dal Ministero della Salute e delle Politiche Sociali e la sua finalità è quella di promuovere innovativi percorsi di autonomia personale ed abitativa per le persone con disabilità.

L’associazione cagliaritana, partner del progetto realizzato su scala nazionale, ha avviato le azioni progettuali nel mese di ottobre 2018 nei comuni di Cagliari e Iglesias grazie al coinvolgimento di sette persone dell’associazione. I partecipanti al progetto, grazie alla condivisione di momenti di vita all’interno di una casa sita nel comune di Iglesias, hanno modo di vivere delle esperienze volte a favorire l’autonomia, l’adultità e il passaggio dal “con noi” dell’assistenza familiare al “dopo di noi” dell’età più adulta.

«In particolare – si legge nella nota dell’associazione –  sulla base dei singoli progetti di vita e dei percorsi già avviati sul tema della vita indipendente, si è ritenuto opportuno formare due gruppi distinti di destinatari: un primo gruppo, formato da quattro giovani di età compresa tra i 20 e i 30 anni hanno modo di sperimentarsi in processi finalizzati all’acquisizione di autonomie sul versante personale, sociale, lavorativo e abitativo, per una emancipazione dai propri genitori e lo sviluppo di un progetto personale di vita indipendente (sperimentazione di una “palestra di vita” per autonomie e vita indipendente, stage lavorativi). Nello specifico – spiega la nota –  i giovani hanno già realizzato quattro residenzialità all’interno dell’appartamento di Iglesias vivendo l’esperienza della co-abitazione tra giovani, dello stare insieme nel tempo libero e assaporando, nel contempo, la responsabilità del vivere “da soli” anche attraverso lo sviluppo di competenze socio lavorative attraverso degli stage».

«Un secondo gruppo di tre adulti di età compresa tra i 40 e i 60 anni per i quali è più evidente la necessità di avviare azioni legate al tema del “Dopo di Noi”, sviluppando una progettazione di vita in autonomia dai familiari ormai anziani (sperimentazione gruppo di convivenza per il “Dopo di Noi”). Anche il secondo gruppo ha sperimentato quattro residenzialità e si prepara, anche attraverso laboratori specifici, alla realizzazione di ulteriori tre esperienze».

Le azioni progettuali si basano sullo sviluppo della capacità di scelta personale, della responsabilizzazione e del pieno protagonismo delle persone coinvolte in coerenza con la metodologia di lavoro utilizzata dall’Anffas all’interno dei propri servizi e centrata su concetti di Qualità della Vita e Self Advocacy.

All’interno del progetto sono previste delle azioni di sostegno e di auto mutuo aiuto a favore dei familiari al fine di supportarli nella fase del distacco iniziale e nel percorso graduale di emancipazione e autonomia del proprio familiare. Allo stesso modo, sono state avviate specifiche azioni formative rivolte agli operatori e volontari convolti nell’attuazione del progetto, in modo da favorire l’adesione a pratiche d’intervento innovative. Particolare attenzione è stata data alla promozione dell’iniziativa e al coinvolgimento del territorio con specifiche azioni finalizzate alla creazione della rete, indispensabile nell’accompagnare ed ampliare le opportunità di inclusione sociale e lavorativa.

Il progetto Noi speriamo che ce la caviamo da soli…” ha preso avvio a livello nazionale nell’agosto 2018 grazie al sostegno del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali; si concluderà a febbraio 2020 per una attività totale di18 mesi. Il valore complessivo del progetto è di oltre 900mila euro»

Il progetto è articolato in 12 regioni e sviluppato da tredici associazioni che operano nel campo della disabilità. Ognuna di queste associazioni ha dato il via ad un serie di iniziative messe in un sistema di confronto e scambio di buone pratiche su scala nazionale. Gli individui coinvolti sono 52 mentre quelli coinvolti nel processo più ampio di indagine e promozione sono 208. Inoltre sono 158 i volontari e 26 gli operatori attivi.

«L’obiettivo del progetto è favorire l’autonomia e la libertà di scelta in modo graduale, già prima del “Dopo di noi“, senza attendere che essa si imponga improvvisa col venir meno del sostegno familiare. Contemporaneamente ogni associazione si è confrontata con le famiglie, in una azione di mutuo aiuto, allo scopo di misurarsi con l’idea di autonomia, creare senso di fiducia e superare la fase di “distacco” iniziale, che può essere difficile tanto per il ragazzo, quanto per il genitore» conclude la nota dell’associazione.

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SoloWomen Run 2019, premiate le associazioni vincitrici

SoloWomen Run 2019, ultimo atto. Nella sala consiliare del Comune di Cagliari sono stati premiate le tre associazioni finaliste del “Charity Goal”. A consegnare i premi ai tre progetti è stata Isa Amadi, ideatrice e organizzatrice della corsa.

Il primo premio, 7.000 euro, è andato al progetto “Sport, laboratori e benessere psicofisico” di Karalis Pink Team, Fondazione Taccia “Mai più sole contro il tumore ovarico” e Passu Passu. Tre “vecchie” conoscenze di Profilo Sociale tra il numero dedicato alle donne e l’intervista su RSE.

4.200 euro per il secondo classificato, il programma “La cura di chi cura”, del team formato da “Abbracciamo un sogno” e Associazione Sardegna Medicina, (che a marzo aveva stabilito il record di partecipanti come associazione con ben 3159 iscritti). Terze l’Associazione Idea Onlus e Nordic Walking Cagliari, con 2.800 euro per il progetto “Idea che cammina”.

Chiusa l‘edizione 2019, organizzata da 42K e Apd Miramar, con il Comune di Cagliari, sotto l’egida dell’Asi, che lo scorso 10 marzo aveva invaso la città con 13.338 donne si pensa all’edizione del prossimo anno con un grande obiettivo: arrivare a 20.000 iscrizioni.

«L’obiettivo – ha annunciato il project manager della corsa, Fabio Carini – è diventare la prima corsa rosa in Italia. Al momento siamo terzi, dietro Torino (19000 iscritte) e Treviso (16000), ma con la determinazione di voi sarde ce la possiamo fare».  

Le iscrizioni per la prossima corsa scatteranno il 1 agosto. Tra le novità della nuova edizione, le atlete della Challenge potranno iscriversi tramite le associazioni e l’arrivo finale: «Iscrizioni e consegna dei pacchi gara verranno effettuate al centro commerciale La Plaia, nostro fedele sponsor. Per la partenza vorremo confermare via Roma, mentre abbiamo proposto al Comune di Cagliari un meraviglioso arrivo in piazza dei Centomila, sotto la scalinata della basilica di Nostra Signora di Bonaria, uno dei simboli della città».

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Emergenza sangue, Avis Quartu chiama a raccolta i donatori

L’estate porta con se una nuova emergenza sangue. Sabato 29 giugno dalle ore 17.00 alle ore 21.00, l‘autoemoteca dell’Avis Quartu Sant’Elena sarà presente presso il Centro Commerciale “Le Vele & Millenium” per il secondo e ultimo appuntamento del mese di giugno con la donazione di sangue.

«Il sangue è l’unico e vero farmaco salva vita – ricorda l’associazione sull’evento facebook dell’iniziativa – Il sangue non si può prendere tramite prescrizione medica con una ricetta in farmacia ma solo ed esclusivamente donandolo. È solo grazie a questo atto di generosità che molte persone vivono. Ecco perché ti chiediamo di donare il sangue: perché queste persone abbiano sempre un domani»

Lo slogan della giornata è “Il Sangue è Vita. Donalo”.

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Arte Migrante, secondo appuntamento a Monteclaro

Giovedì 27 giugno alle ore 19.00 al Parco Monteclaro è in programma il secondo incontro di Arte Migrante, dedicato alle arti e alla condivisione.

Dopo la presentazione dell’iniziativa e i giochi di conoscenza seguirà la cena condivisa «chi può porta qualcosa da mangiare da condividere con tutti» scrivono le organizzatrici nell’evento facebook. Per una serata a impatto zero, i partecipanti dovranno portare piatti, posate e bicchieri.

La serata proseguirà con lo spazio dedicato all’arte e alla condivisione: «Ognuno è libero di portare la sua arte, in ogni forma e con ogni mezzo. Musica, ballo, canto, poesia, teatro, giocoleria e tanto altro».

Ecco “Arte Migrante” raccontata da Alex, Sara e Francesca

Arte Migrante 1

Le ragazze di Arte Migrante Cagliari (da sx Alex, Sara e Francesca) ci raccontano com'è nata Arte Migrante.Ogni giorno pubblicheremo una pillola della nostra intervista che racconta questo interessante progetto di #inclusionesociale.#ArteMigrante #ArteMigranteCagliari

Pubblicato da Profilo Sociale su Lunedì 13 maggio 2019
Arte Migrante 2

Le ragazze di Arte Migrante Cagliari (da sx Alex, Sara e Francesca) raccontano Arte Migrante."Come avete conosciuto questo #progetto e qual è la vostra #missione?"#ArteMigrante #ArteMigranteCagliari

Pubblicato da Profilo Sociale su Martedì 14 maggio 2019
Arte Migrante 3

Le ragazze di Arte Migrante Cagliari (da sx Alex, Sara e Francesca) raccontano Arte Migrante."Che tipo di organizzazione avete?"#ArteMigrante #ArteMigranteCagliari

Pubblicato da Profilo Sociale su Venerdì 17 maggio 2019
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Profilo Sociale - Periodico Online - Registrazione Tribunale di Cagliari n.4 del 26 aprile 2018