Quartu, buoni spesa elettronici accreditati sulla tessera sanitaria

I buoni spesa elettronici saranno erogati tramite accreditamento sulla tessera sanitaria. È questa la misura annunciata dall’amministrazione comunale di Quartu a favore dei nuclei familiari che sono in difficoltà per l’emergenza sanitaria Covid-19. 

Sarà l’assessorato ai Servizi Sociali ad avvertire i cittadini dell’accreditamento tramite sms. Il bonus sarà utilizzabile presso gli operatori che aderiscono al sistema. Nello scontrino emesso dalla cassa sarà indicato il credito residuo nella tessera.

Gli interventi di assistenza economica del beneficiario saranno caricati sulla tessera sanitaria, che non dovrà essere in formato cartaceo  né scaduta e che potrà essere usata come una vera a propria carta di credito. L’amministrazione ha valutato questa soluzione come più rapida, sicura e garantisce la tracciabilità delle risorse pubbliche erogate, la destinazione all’acquisto di beni alimentari o di prima necessità e la non cedibilità e assicura il rispetto della privacy.

Il Comune ha attivato un numero di telefono da contattare in caso di malfunzionamento della tessera. Al numero 3336142260, attivo dal lunedì al sabato dalle ore 09.00 alle 20.00, sarà possibile indicare il numero del codice fiscale e il problema riscontrato.

I buoni spesa sono una delle due misure di interventi di assistenza adottate dall’amministrazione insieme ai pacchi alimentari.

[Immagine Pixabay]

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Quartu, seconda vittima in città per il coronavirus

Seconda vittima quartese per il Coronavirus. Lo ha comunicato nella serata di venerdì, il primo cittadino Stefano Delunas, che ha espresso le condoglianze ai familiari e ai parenti dell’uomo che si è spento nel reparto di Terapia intensiva dell’Ospedale Santissima Trinità.

Per Delunas è un annuncio che non avrebbe mai voluto dare alla città che si sta dimostrando capace di costanti gesti di solidarietà con un animo profondamente sensibile. Le forze dell’ordine, prosegue il primo cittadino, insieme alle associazioni di Protezione Civile che stanno lavorando per controllare il territorio e informare la popolazione ma ancora oggi mi appello al senso civico di tutti i cittadini: state a casa

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Tumori, 76mila casi in Sardegna: medici e specialisti a confronto a Cagliari

900mila pazienti guariti in Italia ma i numeri dei tumori nel nostro Paese continuano a crescere e in Sardegna i pazienti sono 76mila pazienti con diecimila nuovi casi di tumore maligno nel 2018. Sono questi i primi numeri che arrivano dal 42esimo congresso della Società italiana di oncologia chirurgica (denominato Sico) aperto domenica 8 settembre al Teatro Massimo mentre i lavori proseguiranno nelle giornate di lunedì 9 e martedì 10 al T-Hotel a Cagliari. 

Numeri in aumento

Per Piergiorgio Calò (direttore dipartimento scienze chirurgiche, Università Cagliari) e Massimo Dessena (chirurgo ospedale Businco, segretario Sico) «Si parlava di male incurabile ma ora in tanti casi si guarisce o si convive con la patologia: in Italia ci sono 900mila pazienti guariti. Negli ultimi decenni si è registrato in Italia un incremento della prevalenza di pazienti con storia di cancro: erano due milioni e 244 mila nel 2006, sono diventati oltre tre milioni nel 2017 e nel 2020 saranno quattro milioni e mezzo. In Sardegna ci sono circa 76mila pazienti e nel 2018 sono stati registrati diecimila nuovi casi di tumore maligno». L’evento Sico è destinato a specialisti, medici di medicina generale, specializzandi e medici in formazione che potranno accedere ai corsi di formazione accreditati dai ministeri Salute e Università.

Sico: progetto di collaborazione chirurghi-specialisti

«Nella lotta al cancro va impostato un approccio integrato e multidisciplinare per la proposta terapeutica, con un’offerta adeguata di assistenza sul territorio – ricordano Calò e Dessena nella nota di presentazione del convegno –  Va realizzata una presa in carico globale della persona nei suoi bisogni sanitari, sociali e relazionali con l’integrazione degli attori istituzionali e no, le famiglie e le associazioni». La Sico, «Persegue un progetto di collaborazione dei chirurghi con gli altri specialisti per progetti di ricerca clinica e confronto sulle integrate opzioni terapeutiche multidisciplinari per la cura del cancro».

Nieddu: Businco e Microcitemico all’Università di Cagliari

Durante l’incontro di apertura, l’assessore regionale alla Sanità, Mario Nieddu ha annunciato che gli ospedali Businco e Microcitemico faranno nuovamente capo all’Università di Cagliari mentre il Rettore dell’ateneo cagliaritano, Maria Del Zompo,  si è detta certa «di poter procedere e crescere in sinergia e sintonia con la Giunta regionale, nell’interesse dei cittadini e degli studenti».

Tra gli interventi quello del presidente dell’Ordine dei Medici, Raimondo Ibba, «Per abbattere il cancro serve una grande e compatta coalizione di tutti gli attori», di Giorgio Sorrentino, direttore generale dell’Azienda ospedaliero-universitaria che ha spiegato come «Per l’organizzazione e la presenza dei presidenti delle principali società scientifiche, sono certo che questo evento avrà importanti riflessi sulle nostre attività». A dare il benvenuto ai chirurghi e gli ospiti del convegno – organizzato con il supporto di Kassiopea Group alla città di Cagliari è stato il primo cittadino, Paolo Truzzu.

La prima tavola rotonda

La serata di domenica si è conclusa con la tavola rotonda con Giordano Beretta (Oncologia-Humanitas, presidente Aiom), Francesco De Lorenzo (presidente Favo-volontari oncologia), Domenico D’Ugo (Cattolica-Roma, presidente Sico), Emanuela Bonoldi (Niguarda-Milano, Società italiana anatomopatologi) e Vittorio Donato (San Camillo, Roma-presidente Airo). Gli esperti hanno ricordato che «serve la Rete di oncologia territoriale, la multidisciplinarietà e va migliorato approccio e comunicazione con i pazienti».

Prevenzione, diagnosi precoce, coinvolgimento delle associazioni

Il congresso apre un confronto qualificato tra le sale del T-Hotel sui temi della prevenzione, diagnosi precoce, pieno coinvolgimento delle associazioni dei malati. Ma anche le tematiche attuali della chirurgia oncologica, la formazione dei giovani chirurghi, le terapie innovative e le linee di ricerca più avanzate. L’incontro è articolato per patologia d’organo (tumori mammari, colonretto, sarcoma, sistema endocrino, fegato, peritoneo, pancreas, melanoma). Si dibatterà di elettrochemio terapia, laparoscopia, appropriatezza oncologica, dolore.

Associazioni e ospiti internazionali

Oltre alla Sico – conclude la nota –  parteciperanno anche Aiom (Associazione italiana oncologia medica), Airo (Associazione italiana radioterapia oncologica), Siapec (Società italiana anatomia patologica) e Favo (Federazioni associazioni volontariato oncologico). Interverranno i luminari Martin Walz (Essen, Germania), Sylvie Bonvalot (Institut Curie, Parigi) e Olivier Glehen (Centre Hospitalier Universitaire de Lyon).

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Salviamo le dune di Chia: raggiunta quota 60 mila euro

Un altro grande risultato raggiunto dalla campagna Salviamo insieme dune e spiaggia di Chia lanciata poche settimane fa dalla Onlus Gruppo d’Intervento giuridico.

In nemmeno due settimane sono stati raccolti 60 mila euro per contribuire all’acquisto di parte delle dune e della spiaggia di Chia, davanti all’isolotto di Su Giudeu.
Possiamo davvero raggiungere insieme l’obiettivo di salvaguardare le dune e la spiaggia anche per le generazioni future e garantirne la fruizione pubblica.
Per farlo abbiamo bisogno dell’aiuto di tutte le persone che tengono al proprio ambiente, alla propria identità, al futuro della propria Terra.

Il sostegno popolare di chi ama Chia – nota sul sito del Gruppo d’Intervento giuridico Onlus
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Disfiamoci dell’albero e non di noi stessi

di Elisabetta Boeddu – psicologa e counselor

Il Christmas Blues è un fenomeno associato al periodo natalizio che in molte persone scatena angoscia, ansia, tono dell’umore basso, crisi di pianto e pensieri negativi.

Ecco perché ad alcuni, nonostante addobbi, decorazioni, lucine, riunioni familiari e scambi di regali, capita di sentirsi pensierosi, appesantiti o, addirittura, profondamente tristi.

Il Natale attiva quelli che la psicologia definisce potenziali stressors:

  • pranzi e cene di famiglia con parenti spesso poco graditi o che non si frequentano da tempo;
  • acquisti dell’ultimo minuto;
  • festeggiamenti e convenevoli sociali spesso vissuti come un obbligo;
  • scadenze lavorative;
  • bilanci personali in prossimità del Capodanno;
  • puntuali e imbarazzanti domande di amici e parenti.

Dal punto di vista della psicologia sociale, il Natale si basa sul meccanismo del dono, che non solo ci permette di stabilire e mantenere i legami sociali, ma che spesso crea una condizione di dipendenza psicologica, legata alla regola del dover ricambiare. Il nostro comportamento, infatti, anche nel periodo natalizio, così come in altre situazioni della vita quotidiana, è fortemente condizionato ed indirizzato dalle norme socialmente costruite e condivise. Sotto Natale è doveroso acquistare dei doni (con costo commisurato al bene che ti voglio), ricambiare quelli ricevuti, ringraziare per i doni indesiderati, condividere con gioia il momento ed essere tutti più buoni.

Meccanismi inconsapevoli ci guidano e ci portano a comportarci in modo idealistico o il più vicino possibile a ciò che è desiderabile socialmente.

Spesso di fronte all’obbligo di essere più buoni, di prendere parte alla frenesia natalizia, di acquistare necessariamente i regali e di organizzare un Capodanno insolito e divertente, si risponde però con vissuti di costrizione e limitazione della propria libertà personale, fino ad arrivare, in maniera più o meno consapevole, a reazioni di anticonformismo e resistenza vera e propria: nessun acquisto, nessun messaggio di auguri, capodanno vissuto come fosse un giorno qualunque.

I bilanci di fine anno

Durante tali ricorrenze inoltre le persone tendono a fare un bilancio della propria vita, spesso a partire dalle domande tipiche del periodo: “quando ti sposi?”, “quando ti laurei’?”, “cosa farai a Capodanno?”. Il periodo quindi ci costringe a mettere a confronto il Sé reale con il Sé ideale, prendendo maggiormente consapevolezza della discrepanza esistente tra quello che vorremmo essere e ciò che siamo nella realtà.

Insomma, a volte siamo tutti più buoni, è vero.

Altre volte, invece, soffriamo lo stress e non solo per la fatica di perdere i kg di troppo, accumulati sotto l’albero.

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