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Ricerca, AIRC in piazza con “Le arance della salute”

Quasi 137 milioni di euro nel 2022 per sostenere oltre 5.000 ricercatori. 741 progetti di ricerca, 93 borse di studio e 22 programmi speciali, per rendere il cancro sempre più curabile. Sono questi i numeri della Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro. Per permettere che i progetti possano continuare, per dare un futuro migliore a chi soffre, i volontari saranno nelle piazza di tutta Italia per l’iniziativa “Le Arance della Salute” in programma sabato 29 gennaio. Con un contributo di 10€ sarà possibile ricevere una reticella di 2.5 Kg di arance, e anche una pratica shopper da usare ogni giorno.

AIRC in Sardegna. Nell’isola sono stati deliberati 412mila euro a sostegno di tre progetti di ricerca: all’Università di Cagliari con il professor Amedeo Columbano, attivo nel campo del carcinoma epatico; all’Università di Sassari con Professor Mario Sechi, che si occupa di tumore del pancreas.

Le piazza del cagliaritano. In Sardegna, i volontari AIRC saranno presenti in 59 comuni: a Cagliari presso la Chiesa San Carlo Borromeo (sabato e domenica orari messe), presso La Plaia Centro Commerciale (sabato e domenica mattina), in Piazza Repubblica Angolo Via Deledda (sabato mattina), presso la Parrocchia di San Sebastiano (sabato e domenica orari messe), in Piazza Emanuele Ravot (sabato mattina), in Piazza Giovanni XXIII fronte Via Dante (sabato e domenica mattina), in Piazza Yenne (sabato mattina), in Via Cettigne fronte Farmacia (sabato mattina), presso il GF di Via Campioni d’Italia (sabato mattina), al Carrefour di Quartu Sant’Elena (sabato mattina e pomeriggio); davanti al CRAI di Capoterra (sabato) e all’MD di Frutti D’oro (sabato) ; a Monserrato presso il sagrato della Chiesa S. Redentore (sabato e domenica orari messe); a Uta presso la Gioielleria Arcobaleno (sabato). Nel Sud Sardegna, l’appuntamento nei comuni di Barumini, Carbonia, Dolianova, Iglesias, Lunamatrona, Orroli, Samassi, Sardara, Selegas, Villamar, Villanovafranca; a Sassari e provincia a Aggius, Alghero, Arzachena, Badesi, Benetutti, Bono, Budoni, Calangianus, Cannigione, Castelsardo, La Maddalena, Luras, Olbia, Olmedo, Ozieri, Pattada, Porto Torres, Santa Maria Coghinas, Santa Teresa Gallura, Sassari, Sorso, Tempio Pausania, Trinità D’agultu e Vignola, Valledoria e Viddalba.

Il progetto prevedere la partecipazione di settanta scuola di vari ordini scolastici. Il Comitato Regionale prevede la distribuzione di 5600 reticelle di arance, 4000 vasetti di miele e circa 3700 vasetti di marmellate.

Donazione del sangue, l’appello di Thalassa Azione

«Da mesi le persone con talassemia di tutta la regione stanno subendo gli effetti di numerosi disservizi, in particolare i 450 pazienti dell’Ospedale Microcitemico di Cagliari si ripetono continui rinvii delle terapie trasfusionali. Malgrado la dedizione e l’impegno degli operatori sanitari, la grave carenza di organico dei centri trasfusionali, a cui non pare si riesca a trovare soluzione, sta mettendo in ginocchio un opportuno approvvigionamento di sangue per il fabbisogno dell’intera popolazione sarda» lo afferma in una nota Maria Antonina Sebis, presidentessa di Thalassa Azione Onlus APS.

«Ciò significa per chi la trasfusione di sangue la deve eseguire ogni 15-20 giorni, non solo vivere nell’incertezza, nell’impossibilità di programmare l’attività scolastica, lavorativa e personale in attesa della terapia, ma minare la serenità e il benessere di pazienti, piccoli e grandi, e delle loro famiglie» prosegue la nota.

L’associazione parla di un ritorno al passato: «Stiamo tornando indietro di 40 anni e non siamo più disposti a tollerare questa situazione, dobbiamo salvaguardare la nostra salute e la nostra qualità di vita. Nonostante i numerosi appelli alle istituzioni preposte all’organizzazione della cura e della presa in carico dei pazienti con talassemia, che afferiscono a quattordici diversi “luoghi” di cura della Regione, ancora non esiste una rete regionale che garantisca un coordinamento nell’approccio multidisciplinare indispensabile per un’accettabile cura di questa patologia. Considerati i disagi che i pazienti e le loro famiglie stanno subendo e l’inerzia dell’Assessorato alla Sanità regionale
chiederemo conto nelle sedi opportune dei danni arrecati a tutta la categoria di persone che rappresentiamo» conclude la presidentessa.

Sui canali social dell’associazione arriva l’appello alla donazione del sangue: «Abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti i donatori. Il vostro supporto sarà fondamentale per garantire le trasfusioni a tutti i pazienti che ne hanno bisogno per vivere»

Evangelizzatori della cultura in città

Gli studenti quartesi diventano “evangelizzatori” sul web, per promuovere l’offerta culturale in città. Grazie ad un progetto sperimentale proposto dall’Assessorato comunale alla Pubblica Istruzione in collaborazione con la direzione artistica del Museo MAGGMA, partner dell’iniziativa, gli alunni dell’istituto ITC Levi diventeranno per la prima volta “Art Promoter” in occasione della mostra “Los Proverbios” dedicata al grande maestro spagnolo Francisco Goya, in esposizione all’ex Convento dei Cappuccini fino al 31 gennaio. In seguito ad una lezione introduttiva in aula, a partire dal 13 gennaio i ragazzi parteciperanno ad un training operativo in Convento, ripercorrendo le tappe del percorso espositivo ed approfondendo gli aspetti storici ed artistici utili a perfezionare le loro conoscenze, sotto la guida del direttore artistico della mostra, Walter Marchionni. Al termine di questo percorso, articolato in tre giornate, gli studenti acquisiranno le competenze di “Art Promoter” e potranno trasmettere le loro competenze ai visitatori della mostra, all’interno di apposite visite guidate nei fine settimana. Nella loro veste di “evangelizzatori culturali”, con un linguaggio giovane e immediato i ragazzi potranno cimentarsi sui diversi canali social e all’interno dell’innovativo progetto “Web Radio”, già attivo con successo all’interno della scuola, raggiungendo ampie fasce di coetanei in tutta la città e svolgendo nel modo più efficace il ruolo di promoter ufficiali della cultura a Quartu Sant’Elena.

“Abbiamo volutamente dato grande spazio alla cultura all’interno del programma strategico di ripresa elaborato dall’Amministrazione, con un pacchetto di iniziative di grande rilievo che riteniamo un volano imprescindibile in un’ottica di rilancio, di valorizzazione e di crescita complessiva della collettività cittadina, con particolare riguardo alle fasce più giovani di popolazione”, spiega il Sindaco Graziano Milia. “Con la mostra su Goya, attualmente presente in città, Quartu entra ufficialmente nel circuito dei grandi eventi di livello regionale. Il nostro intento-precisa il Sindaco- è quello di innescare un percorso virtuoso di crescita e di attrazione di idee, di energie e di saperi, mettendoli a disposizione dei nostri concittadini e soprattutto dei nostri giovani. Vogliamo così restituire alla nostra città un ruolo centrale nell’ambito metropolitano, creando un contesto di vitalità e di cambiamento, capace di innescare la rinascita non solo culturale, ma anche sociale ed economica della nostra città”.

“Siamo felicissimi di sperimentare una sinergia nuova e originale con le scuole cittadine, in un percorso di crescita reciproco e comune, che sono convinta ci porterà lontano”, afferma l’assessora Cinzia Carta, che insieme al Sindaco ha subito sposato l’iniziativa. “L’Amministrazione è a disposizione dei ragazzi nel territorio per accompagnarli nel loro percorso di formazione e di crescita, un intento preciso e ben esplicitato fin dalla campagna elettorale e di seguito assunto fra i punti del programma della nostra maggioranza in Comune”.

Non è solo alternanza scuola lavoro ma un nuovo “modello di Cittadinanza” proposto dall’amministrazione comunale in sinergia istituzionale con la Fondazione del Premio Marchionni e l’istituto di Istruzione Superiore Primo Levi di Quartu Sant’Elena. “La mostra dedicata a Goya era l’occasione perfetta per inaugurare questa sperimentazione: desidero rivolgere un particolare ringraziamento al Dirigente scolastico dell’istituto Levi Massimo Siddi, a tutti i docenti della Commissione Cultura ed Eventi, Arte, Sostegno, P. C. T. O. della scuola impegnati in questa missione di resilienza: prof.sse Maria Antonietta Todde, Raffaella Tolu, Tatiana Erzen, Alessandra Agus, Cecilia Mastinu, Rossana Spiggia e ancora I prof. Andrea Cadeddu, Massimo Carnevale, Emanuele Impoco, Andrea Congiu, Francesca Maxia, Valeria Tarantini. E poi i ragazzi, veri protagonisti di questa esperienza: fra tutti voglio citare AURORA JASMIN, LAURA, GIANLUIGI, che nelle prossime due settimane guideranno i visitatori alla scoperta delle incisioni di Goya”

“Questo è solo l’inizio”, afferma ancora l’assessora Carta: “Speriamo di coinvolgere gradualmente anche le altre scuole quartesi in un modello di collaborazione strutturale che potrà sfociare di volta in volta in progetti di alternanza scuola lavoro legati alla cultura, all’ambiente, al territorio, in armonia con la vocazione di studio dei ragazzi e con gli indirizzi strategici di questa amministrazione”.

“GOYA per la Cittadinanza e l’Istruzione di Qualità!”: è questo lo slogan che l’Istituto Levi ha voluto dare al progetto. “Le studentesse e gli studenti dell’ I.I.S. Primo Levi di Quartu Sant’Elena, i ragazzi della web radio studentesca I love radio prof la radio che include e che insegna! saranno “Ciceroni” e ART PROMOTER della Mostra Goya  Experience tutta da provare presso l’ex convento cappuccini di Quartu Sant’Elena”, si legge nel comunicato diramato dagli studenti sotto la guida dei loro prof.

“Non solo Arte ma anche storie incredibili che si celano dietro i confini della cornice dei quadri. Le opere in mostra saranno raccontate durante il percorso di visita dai giovani Storytellers per la Comunità impegnati in progetto di alternanza scuola lavoro (PCTO).  Prenotate La vostra visita guidata alla Mostra di Goya a Quartu SANT’ELENA, in esclusiva sino al 31 gennaio 2022. Partecipando sosterrai  La Scuola Dell’esperienza!”

Gli eventi organizzati, le fasi del workshop, le attività degli Storytellers e Art Promoter saranno promosse anche attraverso i Canali ufficiali e social del Comune e della Web radio studentesca @iloveradioprof su Instagram, Spotify, Tik Tok.

Femminicidio

Un monumento contro il femminicidio a Quartu Sant’Elena.

Il 22 dicembre 2021 Quartu Sant’Elena ha inaugurato il proprio monumento contro il femminicidio e la violenza sulle donne e a ricordo delle vittime. La scultura, opera dell’artista Armandì, è stata donata al Comune di Quartu dall’associazione multiculturale di volontariato Arcoiris ODV ETS. L’opera è situata all’ingresso del Parco del Popolo Kurdo, sulla via Portogallo.

“La scultura rappresenta tre donne di tre età diverse. Vuole rappresentare come tragedie di questo tipo non abbiano età, ne radice nell’esperienza o negli anni della vittima” descrive l’autore Armando Lecca, in arte Armandì. “La città di Quartu non aveva un monumento con questo scopo”. L’Amministrazione comunale ha pertanto accolto con entusiasmo la proposta dell’Associazione, con l’obiettivo di portare un nuovo contributo al processo di sensibilizzazione sul tema e quindi un maggior coinvolgimento dell’opinione pubblica.

L’Associazione Arcoiris ha finanziato e commissionato l’opera, condividendo le finalità già espresse dall’Amministrazione Comunale di sensibilizzazione e di contrasto alla violenza contro le donne, tragicamente evidenziata anche nelle recenti cronache della nostra comunità.

La Presidente dell’associazione Arlen Aquino ha voluto sottolineare come l’iniziativa “fosse inizialmente prevista per il 25 novembre, nella Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, ma era stata rinviata a causa del maltempo. Il monumento è un simbolo della lotta alla violenza che a Quartu sino a oggi mancava, ed è un contributo tangibile che attesta la volontà di fermare questo fenomeno, che è vera e propria emergenza sociale. Attraverso l’arte lanciamo un messaggio di denuncia e di sensibilizzazione”

Presenti insieme ai rappresentanti del Comune anche gli studenti delle classi terze dell’Istituto secondario di primo grado di via Portogallo, con i rispettivi docenti. “Abbiamo iniziato a seminare” ha detto l’assessora alle politiche di genere Cinzia Carta “perché cresca e sbocci la cultura del rispetto, capace di formare una società senza violenza”.

Toccante il momento in cui Giulia Marini e Nicola Murgia, volontari del Servizio Civile Universale presso l’associazione Arcoiris, hanno letto un breve scritto di Shakespeare sull’argomento, ricordando a tutti i presenti la storicità dei soprusi sulle donne e la necessità di fermarli.

La pietra utilizzata è trachite di Fordongianus, materiale che si presta bene perché permette di utilizzare anche i colori. I copricapi sono stati trattati con delle resine particolarmente resistenti, ma voglio attirare l’attenzione in particolare sull’ombrello, che è “un elemento di protezione, reale sulle statue, ma anche metaforico, come il senso di protezione che tutta la comunità deve avere per le donne”, conclude Armandì.

Giornata Avara

Giornata Avara: quattro chiacchiere con Michele Atzori.

Giovedì 16 dicembre Michele Atzori, noto come Dr.Drer (lo storico frontman della CRC Posse), ha presentato la sua prima opera cartacea, Giornata Avara, nella sede dell’associazione multiculturale Arcoiris Odv Ets.

Il libro si compone di venticinque racconti autobiografici nei quali l’autore va avanti e indietro nel tempo e nello spazio, senza perdere mai il filo rosso che caratterizza ognuno di essi. Uffici e palchi, manifestazioni, spiagge e birrerie, storie urbane, feste di paese e capitali europee: l’ambientazione cambia più volte all’interno dello stesso racconto, ma poi si ritorna sempre al punto di partenza.

Il personaggio principale é proprio lo sfondo sociale e culturale nel quale questi racconti vivono, la Sardegna di questi ultimi decenni. Gli aneddoti personali autoironici sono un pretesto per raccontare una storia più grande, quella della Sardegna recente e dei movimenti che cercano di opporsi allo sfruttamento della terra e delle comunità.

Abbiamo parlato con Michele Atzori in occasione della presentazione del libro.

“Non è partito tutto da me” inizia a raccontare. “Un’amica, che mi ha dato una grossa mano correggendo le bozze, mi ha fortemente consigliato di raccogliere quegli aneddoti, racconti e riflessioni che ripetevo da anni” continua Michele Atzori. “Il filo conduttore è venuto naturale, ho messo insieme ricordi vividi e riflessioni che iniziano dagli anni ’80 e arrivano a poco tempo fa. Non sono io il protagonista, io faccio da pretesto. Al centro c’è la Sardegna, le sue contraddizioni, l’idea che ci cibiamo dei nostri stessi stereotipi. Con il racconto cerco di analizzarli, sfiorando antropologia, sociologia, storia ed esperienza”.

Il primo racconto analizzato durante la presentazione, “La poesia salverà il mondo”, è il pretesto per iniziare a parlare proprio dell’Isola e dell’esperienza autoriale. “La poesia campidanese è viva è vegeta, ma soffre di un mancato ricambio generazionale del pubblico” afferma Atzori, prima di introdurre un aneddoto sulla lezione di un professore cubano. “Mi aveva impressionato come la Decima cubana fosse simile nel concetto all’Ottava logudorese. Nella poesia cantata e improvvisata, concepita identica nella composizione, sembra palesarsi una sorta di archetipo in comune tra le culture”.

La versata e su muttetu si fanno così ponte per parlare di Sardo e di scuola. Ricordando la sua canzone “Su Sardu Alfabetu” Dr. Drer racconta l’esperienza laboratoriale del Sardo negli istituti scolastici. Scritta con un certo intento didattico, il brano ebbe successo, anche grazie al suo utilizzo come mezzo per l’apprendimento scolastico. “Una cosa del genere è in grado di ribaltare la situazione. Tutti i luoghi comuni dagli anni ’60 a oggi venivano cancellati, sembrava un videoclip degli anni novanta. La prima della classe era quella che utilizzava un Sardo accademico e rigido, ma sapeva tutto e interveniva con entusiasmo” racconta l’autore. “E ‘is mauccheddus’, i casinisti, erano tutti al primo banco consci della loro esperienza con la lingua”.

E ancora ci si lascia andare alla narrazione. “La canzone, la poesia, sono modi perfetti per introdurre le grandi storie nell’ambito educativo. Storie poco raccontate, come lo sciopero di Torino del 1919 in cui il Generale Sanna mandò la Brigata Sassari a sparare i torinesi in lotta, dicendo loro che erano i ‘ricchi'” racconta Atzori “fu il Gramsci e mediare con le truppe, fermandole. Con la musica, la memoria di queste storie non si perderebbe”.

Parlando di memoria, non si può non toccare il tema dell’identità: “non può essere tutta questione di DNA. Nel DNA ha ragione la Deledda, potremmo serenamente essere Bizantini, Greci, e via dicendo. Ma la genetica non spiega gli sguardi significanti, la postura, i modi di fare e di essere che ci definiscono. Noi Sardi abbiamo un problema riguardo i luoghi comuni sul nostro popolo. Li fagocitiamo, anche quando sono estremamente contraddittori. Come possiamo amare il concetto di essere legati alla comunità e contemporaneamente quello del non saper collaborare tra noi?” conclude il Dr. Drer, che ci invita a scoprire le altre storie, compresa l’omonima del libro, “Giornata Avara”.

L’autore ha in programma un’ulteriore presentazione questo pomeriggio alle 17.30 ad Oristano, in Via Sebastiano Mele 5, organizzato da Movidi Assòtziu Culturali. Presenta la Professoressa Isabella Tore.

Per ulteriori info: https://www.facebook.com/giornatavara

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