Giornata del Rifugiato: da Quartu appello per accoglienza e integrazione

Accoglienza, integrazione e nuove generazioni di immigrati tra i temi affrontati durante la Giornata Mondiale del Rifugiato, tenutasi oggi nella Sala degli Affreschi presso l’Ex Convento dei Cappuccini, nell’ambito del progetto SAI (Sistema accoglienza e integrazione) San Fulgenzio portato avanti dalla Chiesa di Cagliari – attraverso la Fondazione Caritas San Saturnino – e dal Comune di Quartu Sant’Elena. 

Nel 2022 abbiamo contato la cifra record di 110 milioni di rifugiati nel mondo, 44 milioni dei quali sono minorenni – ha esordito il Sindaco Graziano Milia -. Sono numeri impressionanti e dobbiamo quindi avere la capacità di affrontare questo problema, consci del momento storico che stiamo vivendo, perché col passare del tempo la situazione potrebbe diventare ancora più preoccupante. Troppo spesso ci si dimentica delle tante guerre e crisi internazionali che affliggono il mondo. Nessuno ad esempio parla più di Siria, un disastro che abbiamo contributo a generare. Ma penso anche alla Tunisia, all’Egitto. La capacità della nostra società di affrontare queste questioni è sempre più bassa. E il problema è nella nostra cultura. Pertanto – ha proseguito il Primo Cittadino – condivido la volontà di Papa Francesco di ricordare e sottolineare spesso questo problema. E lo stesso dobbiamo fare noi. Impegnandoci a promuovere con estrema costanza il sostegno, l’accoglienza, la formazione, l’istruzione. Noi siamo onorati di poter ospitare questa Giornata a Quartu e siamo a disposizione per tutto quello che sarà necessario e potremo fare con le nostre possibilità”.

Nel 2022 sono stati 350mila i richiedenti asilo presenti in Italia, di cui il 41% provenienti dall’Ucraina, come ricordato dal direttore della Caritas diocesana don Marco Lai che ha coordinato i lavori: “È un fenomeno che riguarda l’umanità, in una dimensione transnazionale che ci dimostra che non c’è progresso senza incontro, e proprio ciò genera le grandi civiltà”. In Sardegna sono 48.400 gli immigrati presenti: “Un’opportunità anche per il nostro territorio locale, segnato da deriva demografica, che occorre valorizzare offrendo percorsi di reale integrazione e valorizzazione delle persone“.

La consapevolezza che la libertà di partire debba essere connessa a quella di restare e che ciò sia possibile solo se ci sono condizioni di vita dignitose, come ricordato nel messaggio dell’arcivescovo mons. Giuseppe Baturi, è il tema al centro anche della prossima Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato “Liberi di scegliere se migrare o restare”, che si terrà il prossimo 24 settembre. Lo stesso Arcivescovo nel suo testo ha ricordato che “i processi di integrazione fanno bene anche a chi accoglie perché permettono la formazione di una cultura aperta e capace di comprendere il tempo che viviamo, capace di dare speranza, promuovendo un’azione sociale che tenda allo sviluppo integrale dell’uomo, in grado di coniugare presente e futuro“.

I popoli in fuga dalle guerre – ha detto l’Assessore Regionale al Lavoro Ada Lai –  dalle persecuzioni, dai disastri ambientali, dallo sfruttamento e dalla fame  devono essere considerati una risorsa per la nostra società. Dobbiamo essere in grado di offrire loro un’opportunità, oltre che il bene prezioso della libertà e della speranza. L’integrazione passa per il lavoro, con il suo valore simbolico e materiale. Il lavoro, infatti, al di là dell’aspetto strettamente economico, legato alla sussistenza personale, innesca dinamiche positive individuali e sociali. Ricordo altresì che lo stesso PNRR prevede l’inclusione come precondizione per ogni progetto. L’immigrazione è una sfida epocale – ha ribadito – non solo per i Paesi che si affacciano nel Mediterraneo, ma per tutta l’Europa. Ci riguarda tutti, nessuno escluso. Viviamo un tempo di cambiamenti e di grandi movimenti di persone, ma la storia ci insegna che le migrazioni sono sempre esistite. Per questo la crescita dei flussi migratori, che oggi suscita solidarietà ma anche reazioni di paura, deve essere non solo governata, ma anche spiegata e compresa, per decifrare l’attualità e il contesto socio-economico dei nostri tempi”.

Tra gli interventi, quello di Marco Sechi della Regione Sardegna, che ha illustrato il Piano Annuale Regionale per l’immigrazione e le politiche di inclusione socio-lavorativa, già condiviso con la Consulta regionale dell’Immigrazione, che quest’anno prevede la pubblicazione di un avviso in favore delle associazioni del territorio per la realizzazione di progetti finalizzati all’inclusione socio-lavorativa delle seconde generazioni.

Il Comune di Quartu resta in prima linea sul tema immigrazione. “L’Amministrazione sta facendo tutto quanto è nelle sue possibilità, aderendo anche alla formazione realizzata dalla Prefettura, per dare risposte a queste persone – ha dichiarato la Dirigente dei Servizi Sociali Lorena Cordeddu -. Nonostante ciò con la carenza di personale allo stato attuale fatica. Occorrerebbero infatti figure professionali dedicate, che vadano oltre la progettualità casuale. Sarebbe pertanto opportuno puntualizzare già nell’ambito del Piano Annuale Regionale la necessità di un programma istituzionale consolidato e capillare nel territorio. Potremmo così dar gambe a un sistema di servizi stabile e continuativo nel tempo”.

Il fenomeno migratorio– ha aggiunto l’Assessore Comunale alle Politiche Sociali e Generazionali Marco Camboni – interessa profughi che scappano dalle guerre, dalle crisi alimentari, dall’emergenza climatica. E noi spesso non siamo pronti. Perché l’inclusione non è solo accettare le persone che arrivano da un’altra cultura, la comunità deve anche saper offrire a questi uomini e a queste donne le stesse opportunità anche se quella persona vuole mantenere la sua diversità. Ecco perché più che di integrazione bisogna parlare di inclusione. Nel Comune di Quartu accogliamo 2600 cittadini stranieri ed extracomunitari, alcuni dei quali frequentano la scuola, altri lavorano – ha poi spiegato -. A causa della pandemia e poi anche della guerra in Ucraina il numero è aumentato, e molti hanno dovuto ricorrere al sostegno pubblico. L’impegno da parte nostra non è di certo mancato e ha portato alla creazione di uno sportello per gli stranieri, all’avvio di interventi per la fruizione dei servizi territoriali e al finanziamento di progetti di inclusione sociale dedicati soprattutto ai ragazzi. E le risposte sono state importanti: i ragazzi sono stati pienamente coinvolti e ci hanno raccontato le loro speranze, condividendo con noi il sorriso”.

Il SAI San Fulgenzio – uno dei 15 presenti a maggio 2023 nell’Isola (di cui 4 dedicati a minori stranieri non accompagnati), con 397 posti disponibili complessivamente – nel 2022 ha accolto 52 persone, per la maggior parte titolari di protezione sussidiaria e speciale. Nell’ambito dello stesso progetto sono stati attivati anche alcuni tirocini formativi, per favorire l’inserimento lavorativo dei ragazzi. Inoltre, non va dimenticato il servizio di accoglienza nei CAS – Centri di accoglienza straordinaria: erano 1186 gli ospiti al 31 dicembre 2022 nei CAS dell’Isola; quelli della Caritas (6 in tutto) accolgono 162 ospiti, di cui 55 minori, per la maggior parte di nazionalità ucraina.  

Tra i temi affrontati durante la Giornata mondiale del Rifugiato 2023 nell’ambito del progetto SAI San Fulgenzio anche quello relativo all’integrazione delle seconde generazioni di immigrati, con le testimonianze di alcuni giovani immigrati cresciuti nell’Isola. È stata inoltre l’occasione per presentare la mostra “Nuove generazioni, i volti giovani dell’Italia multietnica”, visitabile nella Casa Museo Sa Dom’e Farra (via Eligio Porcu 143) oggi martedì 20 giugno dalle 16 alle 20; domani mercoledì 21 giugno dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20, e giovedì 22 giugno dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20.

Presentati i dati dell’8xMille nella diocesi di Cagliari

Si è tenuto questa mattina, sabato 27 maggio 2023, presso la sala Benedetto XVI della Curia arcivescovile di Cagliari, l’incontro finalizzato alla presentazione dell’utilizzo dei fondi 8xMille in Diocesi, promosso dal Servizio Sovvenire in collaborazione con l’Ufficio delle Comunicazioni sociali.

Sovvenire è il servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica e sono diversi i valori ecclesiali e civili alla base: a partire da una visione di Chiesa-comunione, passando per la solidarietà e perequazione, per arrivare alla corresponsabilità e alla trasparenza.

La mattinata di lavori, coordinata dalla responsabile della comunicazione del Servizio Sovvenire in Diocesi Maria Chiara Cugusi e dalla vicedirettrice dell’Ufficio comunicazioni sociali Maria Luisa Secchi, è stata scandita da due momenti fondamentali. Il primo dedicato alla narrazione dell’8xMille in Italia e alla presentazione dei dati relativi alla Chiesa di Cagliari, e il secondo riservato alle testimonianze da parte di laici e consacrati, che hanno raccontato diverse esperienze concrete nate grazie al valore di questo prezioso strumento.

Alla prima sessione hanno partecipato, ciascuno con un proprio intervento, il vescovo monsignor Giuseppe Baturi, il responsabile nazionale del servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica, Massimo Monzio Compagnoni, l’economo don Giuseppe Camboni e il direttore dell’Ufficio diocesano per i beni culturali e l’edilizia di culto don Mario Pili.

È stata inoltre l’occasione per presentare il nuovo progetto comunicativo dedicato al Sovvenire, voluto dalla Diocesi e curato dal servizio diocesano in collaborazione con l’Ufficio per le comunicazioni sociali della Chiesa di Cagliari.

Oltre alla stampa di un inserto informativo, inserito sull’ultimo numero del settimanale diocesano Il Portico, sono stati prodotti e divulgati due video documentaristici che raccontano le esperienze dell’8xMille sul territorio.

L’arcivescovo di Leopoli testimone di pace

Nella mattinata di lunedì 24 aprile, nei locali del Seminario arcivescovile di Cagliari, l’arcivescovo di Leopoli monsignor Mieczysław Mokrzyckiha incontrato la stampa locale e il clero diocesano, alla presenza del vescovo di Cagliari e segretario generale della Cei monsignor Giuseppe Baturi.

Il presule, a Cagliari in occasione dei festeggiamenti di Nostra Signora di Bonaria, ha offerto la sua testimonianza rispetto al conflitto in atto in Ucraina da oltre un anno.

«Quando è scoppiata la guerra – afferma –  la gente in tutto il Paese era spaventata e ha tentato la fuga, soprattutto verso la Polonia e l’Europa in generale. Le persone stavano in fila per tre o quattro giorni. Nel nostro territorio, quello dell’arcidiocesi di Leopoli, si sono fermati tanti profughi, e alcuni stanno ancora da noi, mentre altri – precisa – hanno fatto ritorno alle loro case. È sempre vivo il nostro impegno per assistere queste persone, facendole sentire a casa».

Secondo i dati UNHCR, aggiornati al febbraio 2023, gli ucraini rifugiati all’estero dall’inizio del conflitto sono 13 milioni. Mentre sono quasi 18 milioni coloro che hanno bisogno di assistenza umanitaria. Sempre secondo i dati aggiornati ci sono 5,9 milioni di sfollati all’interno del Paese, di cui 1 milione composto da bambini.

Monsignor Mieczysław Mokrzycki spiega che «grazie agli aiuti umanitari che noi riceviamo da tutta la Chiesa in Europa – sottolinea – possiamo aiutare le persone a sopportare questi difficili periodi della loro vita, nella quale hanno perso tutto. E questo è molto importante in questo momento».

Le persone aiutate dalla Caritas ucraina sono 6 milioni, ma notevole è stato, ed è tutt’ora, l’impegno messo in campo da Caritas italiana che in totale, dallo scoppio del conflitto, ha sostenuto oltre 20 mila persone, coinvolgendo 90 diocesi in servizi di accoglienza, comprensivo del progetto «Apri Ucraina», finalizzato a creare migliori condizioni di integrazione a favore dei profughi.

«Noi ucraini – dettaglia – siamo molto grati al popolo italiano per questa solidarietà e vicinanza, espressa anche attraverso le preghiere che ogni giorno si rivolgono a Dio. Ringraziamo per aver accolto tanti profughi ucraini nel vostro Paese, dove sono certo che la nostra gente trova grande solidarietà. Durante i miei studi in Italia – conclude – prima accanto a papa Giovanni Paolo II e poi a Papa Benedetto XVI, ho potuto conoscere il popolo italiano che è molto cordiale, amichevole e aperto al bisogno degli altri».

Dieci anni con papa Francesco. Gli auguri della Diocesi al Santo Padre

Dieci anni fa l’elezione di papa Francesco. Era il 13 marzo del 2013 quando tutto è iniziato con tre semplici parole «fratelli e sorelle, buonasera», destinate a restare impresse nella storia del Suo pontificato.

Tanti i segnali di svolta: la riforma della curia, la lotta contro la pedofilia, le nomine di donne a posizioni dirigenziali, la diplomazia della pace, atti concreti che descrivono la linea segnata dal santo Padre nel segno della Misericordia e della sinodalità.

«Sono stati 10 anni davvero importanti – afferma il vescovo monsignor Giuseppe Baturi – che hanno immesso nella vita della Chiesa il punto di vista di una persona non europea, cresciuta nell’ambito di una cultura diversa da quella del Vecchio continente. Ci sono poi degli snodi fondamentali che nel tempo scioglieranno e sveleranno il loro effetto buono».

Papa Francesco da subito ha mostrato una grande premura nei confronti della Sardegna e della nostra diocesi. L’Arcivescovo ricorda in particolare due eventi, quello «della sua visita a Cagliari, la prima dopo la tappa a Lampedusa nel 2013, simbolo del legame con la Madonna di Bonaria – dettaglia – ma anche l’occasione per entrare in contatto con le contraddizioni di questa terra, con la crisi del lavoro e con la realtà giovanile. Non possiamo inoltre dimenticare – spiega – la lettera che inviò in occasione dell’anniversario del ritrovamento del simulacro della Vergine, nella quale Lui stesso cita la visita al Santuario, instaurando un dialogo mai interrotto. Cagliari non può che ricambiare sentendosi particolarmente unita e grata al Santo Padre, alla sua azione pastorale ed alla sua grande tradizione missionaria».

Il comune di Carbonia a sostegno di famiglie ed imprese

Il comune di Carbonia nel corso dell’anno 2022 ha adottato importanti misure a sostegno dei nuclei familiari che hanno subito gli effetti della grave crisi economica attraverso contributi destinati al pagamento ed al rimborso delle spese per la fornitura dell’energia elettrica, del gas, dell’acqua potabile e per il pagamento dei canoni di locazione privata.
La crisi economica non ha risparmiato neanche il cosiddetto ceto medio, con un sostanziale ampliamento, rispetto al passato, della “platea” delle famiglie che hanno necessitato e, conseguentemente, beneficiato delle misure di contrasto alla povertà adottate dall’Amministrazione comunale.
Caro bollette.
Con delibera n. 71 del 12 aprile 2022 la Giunta comunale ha stanziato 298.588 euro per finanziare:
1) contributi bollette (acqua, luce, gas) + canoni di locazione per 178.588 euro. I beneficiari sono stati 274 nuclei familiari.
2) contributi per il pagamento della TARI per un importo complessivo di 120.000 euro: 245 sono stati i nuclei familiari che ne hanno usufruito.
In totale a beneficiare del contributo per le bollette, dei canoni di locazione e dei contributi per il pagamento della TARI sono state 519 famiglie della nostra città.
La Giunta comunale ha successivamente finanziato un secondo bando a sostegno delle nostre famiglie, interamente dedicato al pagamento delle bollette (acqua, luce e gas) con delibera n. 211 del 7 ottobre 2022 per un importo pari a 67.611 euro.
I beneficiari sono stati 182 nuclei familiari. La liquidazione del contributo avverrà entro il 31 gennaio 2023.
Altri contributi per i canoni di locazione sono stati erogati con finanziamento della Regione Autonoma della Sardegna. L’Ufficio Politiche della Casa ha pubblicato il bando il 25 ottobre 2022 con scadenza il 2 dicembre 2022. La somma stanziata è pari a 335.000 euro. I beneficiari sono 152 nuclei familiari a fronte di 162 domande presentate.
A ciò si aggiungono gli ingenti interventi per il bonus idrico integrativo con circa 300 famiglie beneficiarie e per l’erogazione dei buoni spesa, di cui hanno usufruito nel corso del 2022 351 nuclei familiari.
Per quanto riguarda il REIS (Reddito di Inclusione Sociale), relativamente alla linea d’intervento 2022, è in corso la predisposizione dei piani di inclusione attiva per gli oltre 50 beneficiari. Una volta predisposti i piani, come previsto dalle delibere regionali in materia, si potrà procedere alla liquidazione della parte passiva della misura.
Ai sussidi erogati nel campo dei servizi sociali si sono aggiunti nel 2022 i costanti interventi dell’Amministrazione comunale a favore del diritto allo studio, erogati sotto forma di borse di studio e di buoni libri e, ancora, gli ingenti aiuti a favore delle famiglie meno abbienti con contributi per l’abbattimento del costo del servizio mensa e del trasporto scolastico.

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