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gruppo di confronto S.Stefano

Un percorso di sviluppo e crescita comunitaria

Avviato nella Parrocchia di Santo Stefano il gruppo di confronto per le attività della pastorale sociale e del lavoro

“Lo sviluppo integrale dell’uomo alla luce del Vangelo” è questo il titolo dell’incontro che si svolto sabato 12 giugno nel salone parrocchiale della Parrocchia di Santo Stefano a Quartu Sant’Elena, aperto dal parroco Mons. Giulio Madeddu come avvio di un gruppo di pastorale sociale parrocchiale, che può essere a disposizione per l’intera comunità cittadina per creare esperienze di crescita e sviluppo locale. Sono intervenuti per i saluti prima la presidente della Commissione comunale alle Politiche sociali Marina del Zompo, che ha presentato come in città si stia cercando di affrontare le difficoltà con una grande armonia all’interno dell’amministrazione tra maggioranza e minoranza, e si mette a disposizione del lavoro che la pastorale sociale vorrà proporre; poi il presidente del Parco del Molentargius, Stefano Secci, che ritiene sia necessario mettersi in ascolto in un momento di grande difficoltà durante la pandemia, ricordando la sua partecipazione alla scuola di formazione della diocesi circa vent’anni fa ha ricordato come oggi sia importante confrontarsi, un accenno al contesto del Molentargius soprattutto dal punto di vista del creato e del bene sociale che l’ area verde deve rappresentare.

I lavori sono stati guidati da Don Ignazio Boi, diacono e direttore dell’Ufficio diocesano della Pastorale sociale e del lavoro, che è succeduto a Don Giulio nell’incarico diocesano, “Un ringraziamento a Don Giulio per questa proposta di pastorale parrocchiale” ha detto, “che ben si inserisce nel nostro percorso diocesano per il dopo pandemia”. “Ipotesi e prospettive della Pastorale sociale diocesana per il dopo emergenza” è il titolo del progetto diocesano, presentato durante l’incontro, che mira ad affrontare e vivere il cambiamento del prima e del dopo, ciò che abbiamo affrontato come distanziamento, isolamento e protezione rapportandolo a quando ci distanziavamo dagli altri, ci si chiudeva in se stessi e si aveva diffidenza negli altri. “#andràtuttobene si diceva, ma non è andato per niente bene. Morti, crisi economica e sociale e anche psichica” ha proseguito Ignazio Boi, “ non siamo nella stessa barca ma nella stessa tempesta su barche diverse”.

Boi citando Papa Francesco “…peggio di questa crisi c’ è solo il dramma di sprecarla chiudendoci in noi stessi” ha sottolineato che, da questo incontro, si può essere migliori perché dopo una crisi si esce meglio o peggio, non come prima e bisogna coglierne l’occasione, è ricordato che la chiesa di Cagliari ha avviato una lavoro di riflessione tra la crisi sociale e la pandemia, non un documento ma uno strumento aperto da utilizzare.

Persona, comunità, educazione e lavoro sono le quattro parole chiave della riflessione, strumento per la ripartenza delle nostre comunità e dei loro bisogni, attraverso opere di carità (Banca del tempo e centri di ascolto), impegno civile ecclesiale nella partecipazione e nell’ambiente, la scuola e la formazione e politiche attive volte alla crescita professionale. I principi della dottrina sociale della chiesa: vedere (studio), giudicare (preghiera), agire (azione) guidano il percorso per i beni comuni, il cambiamento, pastorale “itinerante” e una resilienza trasformativa. #passioltrelacrisi è quindi il percorso avviato per passare dalla divisione alla con-divisione.

Il secondo intervento è stato quello di Gilberto Marras, componente dell’equipe della pastorale sociale diocesana e direttore di Confcooperative, che ha ritenuto l’incontro di oggi un importante lavoro di comunità. Attraverso un’analisi del contesto in cui viviamo, legato al capitale e alle sue forme, ma anche alla organizzazione del contesto sociale e sanitario. “Un nuovo modo di organizzarsi che non sia un ritorno al passato, un agire passando attraverso i principi della Chiesa che mette al centro le persone, in particolare i più poveri.”

Marras ha presentato l’esperienza della Parrocchia di San Giovanni Bosco a Selargius e dell’Associazione Mario Serafin (CGS) che con centinaia di bambini, ragazzi e decine di famiglie coinvolti in un percorso di crescita, formazione, cultura e sport, molto attive prima del COVID, saranno alla base della ripartenza, con un’attenzione agli spazi che devono essere riorganizzati e migliorati in base alle necessità sanitari comprese in quest’anno. “Realtà come queste devono essere strumenti per la Chiesa e per la sua azione, serve guardare al sociale e alla crescita con la collaborazione tra realtà diverse e poi le risorse arriveranno” ha concluso Marras.

Il terzo contributo è stato quello di Sara Farris, animatrice del Progetto Policoro diocesano e delegata alla prossima Settimana sociale dei Cattolici italiani che si terrà il prossimo ottobre a Taranto. “Il progetto ha il compito di formarci su tematiche nuove” ha detto, “per darci strumenti utili per creare imprese autonome”. Il progetto Policoro è una realtà coordinata dalla Pastorale sociale del lavoro, dalla Pastorale giovanile e dalla Caritas. Ha presentato le Settimane sociali, nate per affrontare i problemi e non solo per studiarli, come è stato fatto a Cagliari nel 2017 il cui tema era “Il lavoro che vogliamo, libero creativo, partecipativo e solidale”. A Taranto il tema sarà “Il pianeta che speriamo: ambiente lavoro e futuro” con la parola chiave #tuttoèconnesso. L’animatrice ha presentato le proposte che verranno portate dai giovani: assistenza di prossimità, studenti al centro, PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) – turismo, mappatura dei beni ecclesiastici in disuso, spazio ai giovani, Pillole di comunicazione. “Per noi giovani questi lavoro può essere uno spunto importante per la nostra crescita”.

L’incontro, trasmesso in diretta sulla pagina Facebook della Parrocchia, si è concluso con un breve dibattito tra gli intervenuti in presenza e con un saluto dell’Arcivescovo di Cagliari Mons. Giuseppe Baturi, sulle necessità di nuove idee e iniziative anche alla luce delle testimonianze degli interventi, Don Giulio Madeddu ha rilanciato ad un prossimo incontro per costruire insieme un’attività progettuale che crei sviluppo sociale.

[Foto F. Piludu]

Mons. Giuseppe Baturi
Un momento dell’incontro
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Giornata Mondiale e Anno Internazionale del Lavoro Minorile

Sabato 12 Giugno é la giornata internazionale dedicata all’eliminazione del lavoro minorile. La risoluzione dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) vede il 2021 come Anno internazionale per l’eliminazione del lavoro minorile, adottata dalle Nazioni Unite.

Le ultime stime dell’ILO e dell’UNICEF segnalano circa 160 milioni di milioni lavoratori, di cui la metà in condizioni di lavoro pericolose per la salute e lo sviluppo. L’iniziativa dell’Anno internazionale per l’eliminazione del lavoro minorile invita le istituzioni nazionali e regionali, le associazioni e le organizzazioni a proporre azioni concrete e contributi per l’eliminazione del lavoro minorile entro il 2025.

“Gli ultimi dati devono allarmarci. Intervenire é necessario per salvaguardare i bambini di oggi e domani”, ha affermato il Direttore Generale dell’OIL, Guy Ryder. “Molto dipende dalla qualità della nostra risposta”. Secondo la CGIL, in Italia i minori lavoratori sono circa 340.000 di cui tre quarti in attività familiari.

L’Anno Internazionale terminerà con la Conferenza Globale sul Lavoro Minorile del 2022, che si terrà in Sudafrica. Qui le istituzioni interessate pianificheranno ulteriori interventi per porre fine al lavoro minorile in tutte le sue forme entro il 2025.

Evasione fisco: tre interventi delle Fiamme Gialle

Le Fiamme Gialle della seconda compagnia di Cagliari hanno concluso tre interventi fiscali tra Quartu, Selargius e il capoluogo nei confronti di tre attività commerciali operanti nel settore della meccanica e del trasporto merci e hanno tre individuato tre evasori che non hanno dichiarato al Fisco oltre 338mila euro.

Per diverse annualità, gli evasori non hanno presentato al Fisco le dichiarazioni dei redditi nonostante risultassero operativi per la realizzazione di volumi d’affari e il sostenimento dei costi d’esercizio.

[Foto tratta da: web]

Lavoro e programmazione per la città di Quartu

Il lavoro tra la tutela e la ricerca di occupazione. Le problematiche che derivano dalla crisi che cittadini e imprese stanno affrontando nel periodo post lockdown e le incertezze sul futuro. La riorganizzazione degli spazi, lo smartworking e la salute sui luoghi di lavoro

Il lavoro visto come primo obiettivo da perseguire nel pensare e programmare lo sviluppo e il futuro della città di Quartu. Sono questi i temi che saranno al centro del prossimo appuntamento di “Pensiamo ad alta voce”, il format creato da Francesco Piludu, candidato sindaco a Quartu Sant’Elena e in programma giovedì 30 luglio alle ore 16.30 sulla pagina facebook “Francesco Piludu” e sul canale YouTube.

Piludu dialogherà con i rappresentati territoriali delle organizzazioni sindacali: Carmelo Farci, segretario generale CGIL Cagliari; Mimmo Contu, segretario generale UST (Unione Sindacale Territoriale) CISL Cagliari; Andrea Lai, segretario organizzativo UIL Sardegna.

Dopo i primi incontri che hanno avuto come protagonisti i rappresentati politici della coalizione di centrosinistra progressista, identitaria e autonomista, i temi delle dirette social hanno messo  al centro la definizione di alcuni aspetti programmatici prioritari. Tra questi, il ruolo di Quartu nella Città Metropolitana, con ospiti la consigliera comunale PD Barbara Cadoni e i consiglieri metropolitani Guido Portoghese e Stefano Atzori e lo sviluppo locale, attività produttive e tempo libero con Marco Benucci, capogruppo dei Progressisti in consiglio comunale a Cagliari e con la consigliera comunale PD Tecla Brai. 

Al programma è accompagnato un cronoprogramma che nella fase di avvio individua come priorità dell’attività amministrativa il lavoro, il sostegno alla ripresa delle attività produttive e il potenziamento dei servizi sociali, anche con una semplificazione della burocrazia comunale.

«Nelle prossime settimane ci sarà, con le modalità fattibili, un confronto pubblico.  Crediamo nella partecipazione dei cittadini ed importante che le azioni amministrative che realizzeremo siano frutto di un percorso condiviso e democratico» afferma Piludu.

 

Sciopero giornalisti ANSA Sardegna: la solidarietà di UCSI Sardegna

«L’UCSI Sardegna esprime solidarietà ai giornalisti dell’Ansa Sardegna che venerdì hanno iniziato uno sciopero di 48 ore contro un piano aziendale che vorrebbe compensare i minori introiti legati all’emergenza Covid-19 con il taglio dei costi dei lavoratori e in particolare con il taglio degli stipendi già bassi dei collaboratori esterni» si legge in una nota del direttivo regionale dell’Unione Cattolica Stampa Italiana.

«Il momento è difficile per tutto il settore dell’informazione – che in Sardegna è purtroppo caratterizzato da un altissimo tasso di precari sottopagati – e non è ammissibile che aziende editoriali prestigiose e autorevoli come l’Ansa facciano ricadere gli effetti della crisi sui lavoratori, soprattutto su quelli più deboli e privi di tutele. L’informazione, presidio fondamentale nella democrazia, presuppone lavoratori liberi e retribuiti dignitosamente. Per questo ai colleghi va il nostro sostegno in questa battaglia di libertà, con l’auspicio che venga riconosciuto il lavoro puntuale e di grande qualità che l’agenzia ha sempre garantito in Sardegna» conclude la nota.

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