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Mese: Luglio 2018

“Un battito di vita”: il progetto di Team Solidale onlus per ricordare Gianna Melis

Un battito di vita” per ricordare Giovanna Melis, la sindaca di Esterzili scomparsa lo scorso 19 giugno dopo una lunga malattia. Il nuovo progetto del Team Solidale Onlus è stato presentato venerdì sera nell’aula consiliare del Comune di Cagliari. Durante l’incontro è stato ricordato il suo impegno nell’assicurare il diritto alla scuola dei suoi piccoli concittadini, la scelta di aver voluto condividere i progetti con il Team Solidale.

Il progetto prevede l’acquisto di un ecocardiografo di ultima generazione da donare al Reparto di Cardiologia Pediatrica dell’AO Brotzu di Cagliari. Lo strumento, utile per studio delle cardiopatie congenite nei pazienti pediatrici ed adulti e del cuore fetale permetterà la prevenzione e la cura delle cardiopatie congenite (CHD), tra le malformazioni più riscontrate in epoca neonatale e che rappresenta la principale causa di morte, correlata alla presenza di difetti congeniti, dalla nascita e fino ai 14 anni d’età.

Dignità e diritto alla felicità della vita, firmata in Sardegna la legge che tutela le donne vittime di violenza

La Regione autonoma della SARDEGNA opera attivamente affinché ogni donna vittima di violenza domestica in condizione di povertà, superi la condizione di dipendenza economica, soprusi, ricatto, povertà, e sia posta in condizione di accedere ai beni essenziali e di partecipare dignitosamente alla vita sociale, disponendo di un reddito sufficiente a garantire la dignità e il diritto alla felicita’ della vita.

Abbattere la paura di denunciare e reinserirle all’interno della società.
Questi solo alcuni degli obiettivi che si pone la nuova legge firmata anche in Sardegna per le donne vittime di violenza domestica, votata all’unanimità dal consiglio regionale.

Verranno programmati corsi di reinserimento personalizzati per tutte coloro che chiederanno l’aiuto delle istituzioni e resi disponibili fondi per un reddito di inclusione sociale (il cosiddetto reddito di libertà) della durata variabile da uno a tre anni, più altre agevolazioni che permetteranno ad ogni vittima di ripartire dignitosamente.

Un grande salto in avanti per la Sardegna, in Europa e nel mondo.
Le domande potranno essere presentate nel comune di residenza che disporrà una verifica della condizione domestica da parte dei servizi sociali.

Università, rifugiati e inclusione: consegnati dodici passaporti di studio

Livello di istruzione, esperienza lavorativa e competenze linguistiche. Sono questi i tre livelli valutati per ottenere l’EQPR (European qualifications passport for refugees).

Il progetto del Consiglio d’Europa con il CIMEA-NARIC (Centro di Informazione sulla Mobilità e le Equivalenze Accademiche) e con il patrocinio del MIUR è stato presentato oggi dall’Università di Cagliari.

L’Ateneo cagliaritano ha portato avanti l’iniziativa insieme all’Università di Sassari.

La consegna dei primi dodici passaporti si è tenuta nell’Aula Magna del Rettorato.
Gli studenti, di età compresa dai 20 ai 30 anni, che risultati idonei potranno iscriversi all’Università di Cagliari con l’esonero delle tasse e chi è già laureato potrà continuare gli studi.

Arrivano da Guinea, Mali, Marocco, Algeria, Camerun, Pakistan, Nigeria, Costa d’Avorio e Senegal.
La procedura di valutazione – che ha coinvolto sedici rifugiati o titolari di protezione umanitaria senza documentazione necessaria per poter dimostrare il possesso di un titolo di studio – prevedeva la compilazione di un questionario da parte dei candidati, seguita da una intervista della commissione internazionale con la partecipazione dell’Ateneo cagliaritano e la supervisione del Consiglio d’Europa.

Per il Prorettore all’Internazionalizzazione, Alessandra Carucci, “Gli obiettivi dell’iniziativa europea sono fornire ai rifugiati e richiedenti asilo una valutazione internazionale delle loro qualifiche e  garantire una maggiore integrazione nella nostra società. Un’opportunità di crescita per noi e per loro”.

Soddisfazione da parte del Rettore dell’Università di Cagliari, Maria Del Zompo: “Si tratta di una grande opportunità per i ragazzi che fuggono da paesi più sfortunati, un modo corretto di portare avanti un’attività di inclusione: un principio fondamentale del nostro ateneo.

La fraternità è l’unico principio che può farci crescere” riporta il sito unica.it “Hanno il coraggio di vivere la loro realtà studiando, avendo la cultura come strumento di crescita. La loro laurea avrà una ricaduta per sè e per questa terra, la Sardegna, che è sempre stata solidale. Siamo orgogliosi di essere un’università internazionale che vuole crescere con questi ragazzi. È un bel segnale per tutti, per una società che crede nell’inclusione e nella cultura come strumenti di crescita” ha concluso il Rettore.

BtBecome: laboratori creativi per i giovani a Is Mirrionis

Parte il progetto Btbecome, promosso dal Comune di Cagliari con la realizzazione di laboratori creativi dedicati a giovani tra i 18 e i 25 anni dell’area metropolitana di Cagliari che non studiano e disoccupati.
Mercoledì 25 luglio, al Centro polisportivo di via Monte Acuto nel quartiere di Is Mirrionis, partiranno le attività del progetto finanziato da ReStart.
L’opzione Is Mirrionis come quartier generale di Btbecome è stata fortemente voluta poichè rientra a pieno titolo nell’idea di “città policentrica” che ha l’Amministrazione comunale per lo sviluppo di Cagliari.
In linea con le pratiche di social innovation, l’iniziativa vuole realizzare un quadro dei bisogni giovanili, rilevati attraverso diverse espressioni e linguaggi creativi come graffiti, musica e tecnologia, per poi farle fruttare, grazie alla formazione, in una collocazione lavorativa.
Partner del progetto il CRS4, Poliste, Libriforas e 5 associazioni che cureranno la realizzazione dei laboratori: Urban Center, Vox Day, Inmediazione, Faber Aus e Sardinia Open Data.
Per iscriversi c’è tempo fino al 27 agosto cliccando su questo link.

Cultura, territorio e cibo: una rete per migliorare l’esperienza turistica in Sardegna

Monumenti, cultura, territorio e cibo.  Una rete di organizzazioni per far vivere al meglio l’esperienza turistica. È questo l’obiettivo dei protocolli d’intesa firmati tra Imago Mundi ONLUS, che organizza e coordina Monumenti Aperti con ANCI Sardegna, Touring Club e Slow Food Cagliari.  L’obiettivo degli accordi tra i soggetti coinvolti è quello di “attivare e organizzare… iniziative congiunte, finalizzate alla realizzazione degli obiettivi comuni diretti alla massima diffusione della conoscenza del patrimonio ambientale e architettonico, economico e culturale, materiale e immateriale, della Sardegna” come recita uno dei punti più importanti nei protocolli d’intesa. L’iniziativa è stata presentata nel giorni scorsi alla MEM a Cagliari alla presenza dell’assessore comunale alla Cultura, Paolo Frau.

L’accordo arriva in un anno importante per Imago Mundi e per Monumenti Aperti, manifestazione partita in Puglia ad aprile e che si concluderà ad ottobre a Ferrara e Copparo in Emilia. Un mese fa è arrivato il Premio dell’Unione Europea per il Patrimonio Culturale: “Questo riconoscimento – ricorda il presidente Fabrizio Frongia – ha aperto una stagione di nuove sfide per Monumenti Aperti ed è fondamentale, ora più che mai, proseguire il nostro percorso siglando accordi di collaborazione più strutturata con soggetti importanti a noi contigui, organizzati e radicati a livello regionale, con forte peso e alta riconoscibilità a livello nazionale, con i quali sarà stimolante mettere in campo progetti e sinergie”

“Parlare di ANCI e Monumenti Aperti in Sardegna significa parlare di identità, ma soprattutto di una Sardegna ancora tutta da conoscere e apprezzare”per il presidente dell’ANCI Regionale, Emiliano Deiana – rappresentato durante l’incontro cagliaritano da Umberto Oppus, direttore generale ANCI Sardegna e Francesco Piludu, coordinatore regionale ANCI Giovani – in un percorso di Monumenti in comune, dove l’isola mette in mostra le sue eccellenze: “Dalla suggestiva epopea della Sardegna nuragica all’evoluzione storica vissuta nel contatto con i fenici, i cartaginesi, i romani, i bizantini, pisani e genovesi, spagnoli, per arrivare al Regno di Sardegna, padre dell’Italia oggi repubblicana. Il tutto attraverso 377 comuni che, dal piccolo Baradili al più grande Cagliari, hanno tante cose da raccontare e da scoprire. Una manifestazione, Monumenti Aperti, diventata anch’essa un patrimonio. Da conoscere”

Soddisfazione per l’intesa espressa anche dal console sardo del Touring Club, Giuseppe Melis, e da Raimondo Mandis, fiduciario Slow Food Cagliari. Il primo, dopo aver ricordato che Touring Club nasce per favorire la conoscenza, la valorizzazione e la tutela del patrimonio ambientale, paesaggistico, culturale e identitario dell’Italia e che ogni forma di collaborazione con entità simili possa aiutare la diffusione di una maggior consapevolezza della ricchezza del patrimonio sardo, il secondo ha portato gli esempi di alcune iniziative inserite nel programma di Monumenti Aperti come “Gusta la Città” e Cibo e Patrimonio culturale (Food as Heritage)”che permettono di promuovere le qualità e le tradizioni di produzioni biodiverse, sostenibili attente al lavoro della campagna con la combinazione di cibi, prodotti e tradizioni per valorizzare i siti culturali, turistici, ambientali e storici della Sardegna”.

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