Anno: 2021

EXTREME E: il Grand Prix dei Suv elettrici sbarca in Sardegna

La serie di gare in SUV elettrici da corsa, Extreme E, ha confermato oggi i suoi programmi “legacy” (per il territorio) per il suo quarto X Prix in Sardegna. Le gare si svolgeranno il 23 e 24 ottobre ma per ridurre al minimo l’impatto locale, le gare Extreme E non saranno aperte agli spettatori, che potranno seguire l’evento in diretta TV e sui social media.

“Siamo quasi alla penultima gara della primissima stagione di Extreme E. Finora è stata un’avventura fantastica e sono
così orgoglioso di ciò che abbiamo già realizzato quest’anno sia in pista che fuoristrada” afferma Alejandro Agag, fondatore e CEO di Extreme E.

Il Campionato Sportivo lavorerà con il team di MEDSEA (Mediterranean Sea and Coast Foundation) in Sardegna per sostenere due importanti progetti. Il primo si concentrerà su Green Carbon, come risposta ai devastanti incendi boschivi di quest’anno sull’isola, mentre il secondo progetto sosterrà la conservazione della Posidonia Oceanica, mitigando gli effetti dannosi del carbonio blu nelle acque del Mediterraneo.

Lavorando insieme a MEDSEA, Extreme E visiterà le aree più colpite dagli incendi. Il personale e i volontari della serie di gare incontreranno le comunità colpite e lavoreranno a fianco delle ONG locali, tra cui Legambiente. L’organizzazione è sul campo per sostenere il progetto di ripristino della foresta originaria. Inoltre, in collaborazione con Extreme E, EY presenterà e lancerà uno strumento di mappatura e rilevamento degli incendi boschivi che può aiutare i vigili del fuoco a prendere decisioni più tempestive e informate, a salvare vite e proteggere le proprietà e la biodiversità dai danni degli incendi.

Dall’altro lato gli scienziati di Extreme E in collaborazione con ENEL progettano insieme a MEDSEA di ripristinare le praterie di Posidonia oceanica nelle acque delle Aree Marine Protette intorno alla Sardegna. La ricerca ha dimostrato che la riforestazione delle praterie di posidonia può essere uno strumento efficace per ripristinare i danni e migliorare
significativamente la funzione complessiva dell’ecosistema.

“È chiaro che dobbiamo affrontare le cause profonde dei terribili incendi che hanno distrutto non solo la Sardegna, ma tanti altri paesi” afferma Agag. “Sappiamo tutti che l’aumento delle temperature globali, causato esclusivamente dalle emissioni di gas serra, aumenta il rischio di incendi non solo qui ma ovunque. I titoli dei giornali ci mettono in allerta.
Questa è un’emergenza e dobbiamo agire ora e cambiare per evitare che accadano ulteriori atrocità come questa.
Inoltre, il nostro lavoro in Sardegna con MEDSEA ci consentirà di affrontare il problema del Blue Carbon causato dalla scomparsa delle praterie di posidonia e di lavorare per il reimpianto e la riparazione di questi vitali ecosistemi marini” continua fiducioso.

Nel mese di luglio 2021, in Italia si sono verificati 13.000 incendi in più di quanto non si fosse mai stato registrato prima. Diverse aree boschive della Sardegna sono andate completamente distrutte, costringendo gli abitanti dei comuni di Cuglieri, Sennariolo, Scano di Montiferro e Santu Lussurgiu a fuggire per mettersi in salvo. Questi rovinosi incendi hanno distrutto vaste aree di pascoli, ulivi e agricoltura e ucciso un numero enorme di animali e insetti, tra cui 30 milioni di api. L’emergenza ha provocato danni incalcolabili all’economia del territorio, alle risorse finanziarie di migliaia di persone e, non in ultimo, alla natura. Si stima che ci vorranno almeno 15 anni per ricostruire i 20.000 ettari di terreno colpiti.

“Il tempismo è cruciale per rafforzare la nostra missione di ripristinare e proteggere il Mediterraneo passando dalla conoscenza scientifica all’azione concreta e prevenendo così il degrado degli ecosistemi in pericolo. Negli ultimi 50 anni è andato perso più del 30% dell’estensione delle praterie di posidonia. Questo richiede urgentemente un’azione sugli ecosistemi per rivitalizzare la vita marina e affrontare il cambiamento climatico in Sardegna” conclude Agag.

Foto: Jordi Rierola, Extreme E

Silvio Camboni vince il Premio Coco 2021

Lunedì 18 ottobre 2021 è stato trasmesso in diretta streaming il festival del fumetto e della cultura Pop Etna Comics. Presentato da MegaNerd, l’evento ha assegnato il prestigioso Premio Coco alle migliori Autrici, ai migliori Autori e alle migliori serie italiane. Il premio è dedicato alla memoria del grande cartoonist e illustratore siciliano Giuseppe Coco.

Silvio Camboni ha ricevuto il Premio Coco nella categoria “Miglior Disegnatore” con l’albo Disney “Mickey e l’Oceano Perduto”, sceneggiato da Denis-Pierre Filippi e edito in Italia da Panini Comics. Per gli organizzatori di MegaNerd, Camboni “ha contribuito a introdurre rinnovati livelli di spettacolarità e di sense of wonder all’interno di un universo narrativo che se da una parte appare ormai consolidato e codificato, dall’altro si rivela sempre foriero di ulteriori, molteplici suggestioni narrative”.

La riedizione italiana della graphic novel “Mickey e l’oceano perduto” aveva già creato raccolto a se le attenzioni dei ragazzi di Quartu Sant’Elena lo scorso 9 giugno. Infatti, Camboni aveva incontrato gli studenti dell’Istituto Comprensivo 4 per una mattinata di attività artistiche e formative organizzata da Arcoiris ODV nel contesto della rete Si Può Fare. “In Italia si hanno pochi contatti col fumetto in quanto fenomeno di massa. Ma questi eventi sono importanti perché gli studenti osservano attentamente. La lontananza dal mezzo può creare diffidenza, ma anche stupore”, spiegava Camboni.

Tra le motivazioni della vittoria, gli organizzatori dell’evento hanno prediletto Il segno grafico di Camboni che “dà vita a tavole ampie, ariose, in cui la meticolosità del tratteggio definisce ogni cosa” con ambientazioni ampie, cariche di verticalità e di dettagli. “Riverbera attraverso vignette ricchissime, graziate dallo progettazione minuziosa di location, vestiari, apparecchiature, e uno storytelling incalzante”.

“I testi sono di Denis-Pierre Filippi e il colore è affidato a Gaspard Yvan. Fare tutto da soli non conviene a nessuno” aveva affermato Camboni in occasione del 9 giugno. Una caratteristica che è piaciuta ai giudici di Etna Comics, tanto da dichiarare che ” lo studio dei piani prospettici col quale Camboni ha consentito ai coloristi Gaspard Yvan e Jessica Bodart di dar vita a un lavoro cromatico che stupisce per il rigore e la profondità. Per questo motivo, il Premio Coco di Etna Comics, nella categoria “Miglior Disegnatore”, viene attribuito per il 2021 a Silvio Camboni”.

Quartu: nasce lo sportello del Segretariato Sociale Telefonico

In capo al settore Politiche Sociali del Comune di Quartu, il Servizio di Segretariato Sociale Telefonico è rivolto agli adulti in condizioni di disagio e marginalità sociale (es. tutela e amministrazione di sostegno dei soggetti fragili, disabilità, dipendenze, povertà, violenza di genere, persone senza fissa dimora, immigrazione, azioni di pronto intervento sociale per la risposta a situazioni di emergenza, inserimento in strutture residenziali – comunità integrate e RSA) e consiste nell’offrire informazione, consulenza, orientamento in ordine ai Servizi, alle risorse del territorio, alle normative vigenti, regionali e nazionali, alle prestazioni previste dai servizi sociali comunali.

Sarà attivo dal lunedì al giovedì, dalle ore 9,00 alle 11,00, attraverso il numero dedicato 338 7175416.

Il sangue sul martello de “S’accabbadora”

Un’indagine medica trova le prove di veridicità su una delle leggende della storia sarda

I reperti, trovati in un luogo tenuto segreto, che provano l’esistenza de “S’Accabbdora” (foto FP)

Gianfranco Tore, docente di Storia della Sardegna all’università di Cagliari, parla di una “vera e propria prova regina” che dimostra che

Quattro medici, a otto mani, hanno esaminato e verificato le prove recuperate in un paese del sud Sardegna. “Un giorno un mio paziente mi ha presentato un martello in legno con delle tracce di sangue che aveva trovato in una nicchia della vecchia casa dei nonni.” spiega il cardiologo Augusto Marini, “Ho coinvolto i colleghi per capire, anche storicamente, a cosa potesse essere servito. Qualche tempo più tardi un altro paziente mi disse che sapeva che i nonni conoscevano un’ “accabbadora” nel paese vicino, quel paese era lo stesso dove c’erano i reperti trovati nella nicchia”.

Secondo Wikipedia “Il termine sardo femina accabadora, femina agabbadòra o, più comunemente, agabbadora o accabadora (s’agabbadóra, lett. “colei che finisce”, deriva dal sardo s’acabbu, “la fine” o dallo spagnolo acabar, “terminare”) denota la figura storicamente non comprovata di una donna che si incaricava di portare la morte a persone di qualunque età, nel caso in cui queste fossero in condizioni di malattia tali da portare i familiari o la stessa vittima a richiederla.”. “Nella nicchia abbiamo trovato una “mazzocca di olivastro”, murata e nascosta dietro un telo in orbace a strisce, ma ancora parzialmente aperta. Non solo: all’interno della parete c’era un tronchetto di legno avvolto in ritagli di giornale “il tutto legato con uno spago che in Sardegna prende il nome di marredda. Il legno si rivelò essere uno scalpello con punta piatta, noto col nome di sa misericordia, i reperti cartacei tratti da periodici religiosi. Ritagli che riportavano date risalenti agli anni ’20 del Novecento. Un rosario con vaghi di legno e medaglietta e un foglio piegato in quattro, con scritti a matita e in bella grafia, nove nomi di persone con il numero uno – 1 – di fianco. Vi era una moneta di rame, un dente umano e un piccolo pezzo di legno tarlato” spiega Aldo Cinus, medico di base e oculista, “i nomi per il periodo ci hanno dimostrato che non erano solo persone anziane e che quello dovesse essere l’elenco delle persone da “assistere”.

I reperti trovati e le tracce di sangue, esaminate dal Dottor Antonio Demontis, anatomopatologo, hanno dimostrato che l’utilizzo fosse diretto, probabilmente per spezzare la terza vertebra celebrale o portando all soffocamento tramite l’ostruzione dell’apparato laringofaringeo.

“In molti paesi molti disabili gravi e anziani terminali” chiarisce Mariano Staffa, medico di base, dentista e esperto di tradizioni popolari, “venivano accompagnati alla morte con medicine come arsenico, diventando lui stesso “accabbadore” ma in alcuni casi il medico non poteva e si trovava una persona, in molti casi l’ostetrica, che poneva termine alle vite più difficili o, determinava che il neonato era “nato morto” se la situazione di malformazione avrebbe complicato la vita o creato maldicenze demoniche presenti nella tradizione.”

“Da tempo ci domandiamo se il mito, la tradizione, il rituale de s’accabadura siano mai esistiti, questa nostra riflessione vuole portare qualche mattoncino verso l’esistenza di una reale tradizione di facilitazione del trapasso quando questo era particolarmente doloroso e difficile. Allo stato attuale del dibattito appare complesso affermare con certezza assoluta l’esistenza de s’accabadura, ma è difficile pure negarlo. Nel profondo del cuore non credo sia così importante sapere se nel nostro passato sia esistita una simile pratica o se ne sia sempre stato coltivato il mito. Quello che è certo, senza il men che minimo dubbio, è che per oltre venticinque secoli si è favoleggiato sull’esistenza di particolari figure che agevolavano la morte non per cattiveria o per trarne qualche vantaggio, ma solo per misericordiosa pietà al fine di abbreviare la sofferenza peri-mortale.” chiarisce il Dottor Staffa nella presentazione del libro “ Accabadora mito e realtà. Storia e reperti di un ritrovamento” edito da Isopalma e disponibile in diverse librerie dell’area cagliaritana oltre che in internet,

su Amazon https://www.amazon.it/Accabadora-realt%C3%A0-Storia-reperti-ritrovamento/dp/8894521966

Ibs https://www.ibs.it/accabadora-mito-realta-storia-reperti-libro-vari/e/9788894521962?inventoryId=349163916

Libreria universitaria https://www.libreriauniversitaria.it/accabadora-mito-realta-storia-reperti/libro/9788894521962

Il dottor Augusto Marini interviene ad una recente presentazione del libro, con gli altri autori, organizzata a Quartu Sant’Elena presso Casa Olla in collaborazione con il Gruppo folk Città di Quarto 1928 e sostenuta dalla Fondazione di Sardegna

Quartu, ottobre in rosa: incontri e screening contro il tumore al seno

La Biblioteca Centrale in via Dante a Quartu Sant’Elena diventa il Polo Rosa per la prevenzione contro i tumori al seno. Da venerdì 15 ottobre e fino alla fine del mese è in programma una iniziativa che nasce dalla collaborazione tra l’Amministrazione comunale e l’Associazione “Mai più sole” con la Fondazione Taccia a favore della ricerca in campo oncologico.

Il programma

Si parte venerdì 15 dalle 18.00 con l’incontro con il dottor Daniele Farci, Direttore del reparto di Oncologia della Nuova Casa di Cura di Decimomannu e coordinatore regionale AIOM, Associazione Italiana di Oncologia Medica che terrà una relazione sul tema della prevenzione, della conoscenza e delle cure legate alla malattia senologica.

Lunedì 18 ottobre dalle 10.00 alle 12.00 egli spazi della Biblioteca con incontri individuali sulla profilassi. Dalle 12,00, la relazione sulla profilassi e chirurgia plastica, a cura del Professor Andrea Figus, Ordinario di Chirurgia Plastica dell’Università di Cagliari, Direttore SC Chirurgia Plastica e Microchirurgia dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Cagliari e dalle 15.00 alle 18.00, le visite gratuite su prenotazione con la dottoressa Carola Politi, ricercatrice di senologia dell’Unità complessa di Radiologia del Policlinico Universitario Duilio Casula di Monserrato.

Sette giorni più tardi, lunedì 25 ottobre, dalle 16.00 alle 18.00 le visite gratuite seguite dalla relazione dell’esperto dottor Gianfranco Fancello, Chirurgo Oncologo dell’Ospedale Oncologico Armando Businco di Cagliari.

Martedì 26 ottobre, dalle 10.00 alle 12.00 con le visite gratuite alla presenza del dottor Fancello e dalle 16.00 alle 18,00, la relazione del dottor Massimo Dessena, Chirurgo Oncologo dell’Ospedale Oncologico Armando Businco.

Mercoledì 27, dalle 15.00 alle 18.00 visite gratuite, seguite dalla relazione della dottoressa Carola Politi, Ricercatrice di Senologia dell’Unità complessa di Radiologia del Policlinico Universitario Duilio Casula di Monserrato.

Le visite saranno effettuate solo su prenotazione rivolgendosi al numero 3773190071. Ad accogliere le ospiti, negli spazi della Biblioteca, saranno le Amiche di Mai più Sole. All’interno della biblioteca è presente la mostra “Donne più Donne – Storia di Rinascita”, visitabile sino a fine mese.

In una nota, l’amministrazione ricorda che le date potrebbero subire variazioni che saranno puntualmente comunicate sul sito web del Comune di Quartu.

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