di Donna Fernanda
La settimana scorsa ho finalmente potuto leggere la tesi di laurea dell’assistente dell’archeologo che ha curato lo scavo nel giardino di casa di mia nonna.
Scavo iniziato dopo aver contattato la Sovrintendenza a causa del ritrovamento di una anforetta durante la riparazione della rete fognaria.
Io sono ben felice che attraverso questi reperti si sia aggiunto un tassello alla storia quartese.
Ma a causa di tutto ciò mia nonna è stata allontanata per anni da casa sua.
Mia nonna era (purtroppo è morta sei mesi fa senza poter rimettere piede nel suo giardino o dormire nel suo letto) disabile e costretta sulla sedia a rotelle a causa del diabete senile.
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di Maria Bernardetta Cabras
Nel paese di Tutti vivevano molti anziani e pochi giovani.
Le famiglie preferivano spostarsi a vivere nella Grande Città, dove tutto era a portata di mano: le scuole, gli ospedali, le autostrade che portano al nord, l’aeroporto, i negozi.
Successe che, un giorno, Maria e Giacomo, due fratelli gemelli di 8 anni, dovettero salutare Ettore, l’amico della fattoria dove avevano giocato i giochi più belli, compreso cavalcare Pedro il puledro.
La fattoria chiudeva e con essa una parte del loro cuore. Poi partirono Giada e il suo papà, maestro di musica del paese.
Fu una tristezza immensa veder caricare sul camioncino le chitarre, i violini, i sassofono, l’arpa e il fantastico pianoforte a coda.
Chi avrebbe suonato la musica a Tutti?
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di Alessandro Atzeni
Una notizia per essere tale deve essere necessariamente trattata in maniera imparziale per poi scatenare i pensieri soggettivi del lettore e l’opinione dei più giovani, in questo senso, ha un ruolo primario nella diffusione del sapere oggettivo dei fatti.
I ragazzi sono già nel futuro, pensano e scrivono secondo dettami che si modificano velocemente, cambiano ogni giorno e, soprattutto, si sanno adattare a qualsiasi innovazione.
Per questo gli abbiamo dato spazio, andandoli a trovare nel posto da cui tutto ha inizio, la scuola.
Ai ragazzi della redazione di Euclinews, il giornale scolastico del liceo Euclide di Cagliari, abbiamo chiesto cosa pensassero dell’informazione contemporanea, come immaginassero il giornalismo del futuro e da questi piccoli input è nata una discussione con molti punti di vista differenti.
Per questo ringraziamo il prof. Walter Orrù, tutor della redazione, che ha partecipato attivamente all’intervista, inserendo delle piccole provocazioni che hanno aiutato i ragazzi a far emergere la propria opinione e le proprie idee.
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di Andrea Matta
Una giornata per raccontare le buone pratiche da tutto il mondo.
Il 16 giugno scorso è stata celebrata la sesta edizione dell’Impact Journalism Day.
L’iniziativa, nata da una idea del francese Christian de Boisredon e dall’agenzia Sparknews, mette insieme cinquanta testate giornalistiche impegnate a far conoscere storie in grado di cambiare la vita delle persone, di andare oltre le frontiere e azioni concrete realizzate per affrontare un problema sociale.
Un network di “giornalismo di impatto” che, in una giornata, riesce a mettere insieme 120 milioni di lettori.
Alcuni giornali, oltre a partecipare alla giornata di sensibilizzazione raccontano con cadenza settimanale alcune buone pratiche.
In Italia, questa operazione viene portata avanti al Corriere delle Sera grazie all’inserto “Buone Notizie”.
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