Museo in Transito: scuola, trasporto pubblico e cultura all’EXMA di Cagliari

Scuola, trasporto pubblico ed EXMA in rete per azioni culturali e di sostenibilità ambientali. Fino al prossimo 20 gennaio all’EXMA di Cagliari, la mostra-progetto “Quadri in azione“, esito della quarta edizione di Museo in Transito. Nelle sale sono esposti i lavori degli allievi di tre istituti superiori di Cagliari che hanno reinterpretato e messo “in azione” nel quotidiano, grazie alla collaborazione del CTM (Consorzio Trasporti Municipale) e affiancati da esperti e divulgatori di arte contemporanea, una selezione delle opere della Collezione Bartoli Felter.

Nella mostra, inaugurata lo scorso 19 dicembre, sarà possibile vedere le opere degli studenti. I ragazzi del corso PIA dell’Istituto Professionale Pertini hanno realizzato delle stole, stampate a mano con timbri auto-prodotti con materiale di riciclo, creando pattern a partire da motivi liberamente tratti dalle opere della Collezione. Gli studenti del Liceo Artistico Foiso Fois, hanno creato gli undici poster della campagna pubblicitaria che accompagna la mostra mentre i giovani del Liceo Classico Dettori curato la comunicazione della mostra creando dei brevi video-biografie degli autori scelti per la realizzazione delle opere.

“Il progetto, ideato promosso dall’associazione ArCoEs nell’ambito dell’alternanza scuola-lavoro (ASL) – si legge nella nota di presentazione – è un insieme di azioni di divulgazione culturale e promozione del patrimonio artistico della Sardegna. Come nelle scorse edizioni, gli studenti hanno utilizzato il linguaggio artistico per ricucire in modo nuovo il tessuto urbano e sociale, per creare originali legami e imprevisti scambi tra varie socialità e diversi territori urbani, facendo del Trasporto Pubblico un veicolo di promozione e divulgazione culturale”

CiRcO PaNiKo: acrobazia, musica e ironia senza animali al Parco di Molentargius

Un’altra settimana per il Circo Paniko al Parco Naturale Regionale Molenargius-Saline. Acrobati e artisti circensi avrebbero dovuto lasciare Cagliari domenica 13 gennaio ma il “Gran Cabaret Paniko” andrà avanti fino a domenica 20 per accontentare le tante richieste arrivate all’organizzazione.

In città dallo scorso 20 dicembre, nel tendone giallo a spicchi blu, il circo mette in scena ironia e acrobatica, musica dal vivo e grande presenza felliniana: a metà tra un festival e una grandissima festa acrobatica, rigorosamente senza animali.

Info & prenotazioni al 333 6298118 (d’obbligo e solo tramite chiamata, servizio attivo 10.00 – 19.00)

Sabato 12/1 musica e beneficenza all’Hostel Sardinia di Quartu

Sabato 12 gennaio 2019 all’Hostel Sardinia, unica struttura ricettiva di questo genere a Quartu, si svolgerà una serata all’insegna della musica e della beneficenza in favore delle associazioni che si occupano dei nostri amici a quattro zampe.

Hostel Sardinia in partnership con Quelli Che Il Cane ASD organizzerà l’evento, che si articolerà così:

dalle 18:00 parte la raccolta fondi per Impronte Invisibili Onlus che si impegna da anni per la protezione, rifugio e la cura dei nostri amici a 4 zampe.

Si può contribuire con:
1€ per ogni birra alla spina
1€ per ogni crepes
2€ per i taglieri dell’ostello

Dalle 21:30 in scena le parole e la musica con:
Storie di musica – LE RADIO LIBERE IN ITALIA
Letto da Alessandro Atzeni con la musica dal vivo dei Made In Unplugged

La serata è sponsorizzata da Pathos Tattoo e Agenzia Funebre Cabras (Via Dante 31, Quartu Sant’Elena).

Pubblicato da The Hostel BAR su Domenica 6 gennaio 2019
L’evento di sabato

Un teatro capace di accogliere ed aprirsi al mondo

ANCHE A PAGINA 32 DELLA RIVISTA DI FEBBRAIO 2019

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di Francesca Pani e Mauro Mou – attori

Il teatro è luogo di incontro tra chi realizza uno spettacolo e la comunità che lo accoglie.

A partire dagli anni ’70 il teatro sociale si afferma come un vero e proprio movimento grazie al quale l’arte diventa anche strumento di emancipazione. Ci si oppone all’idea di un teatro elitario e si comincia a lavorare alla creazione di un teatro funzionale; un teatro che si occupa di cause sociali, di disabilità psichiche e fisiche, ma anche di processi educativi e scolastici.

L’arte viene intesa come critica alla società, stimolo a cambiare ciò che non funziona, a sostegno degli ultimi. Il teatro diviene luogo di accoglienza, in cui gli esclusi, gli emarginati dalla scena sociale (come spesso capita nel cinema, nei social o nella televisione) trovano una casa, un ruolo e diventano protagonisti.

Insomma il teatro diventa un vero esercizio di umanità, un laboratorio che insegna ad abbattere barriere, stereotipi e pregiudizi, e a lasciar spazio alla condivisione e all’empatia. Si scoprono nuovi confini personali e nuove frontiere di possibili convivenze. Il teatro si fa rito, urgenza della collettività.

E qui viene da chiedersi, ma qual è il segreto del teatro?

La risposta è molto semplice, il teatro è un gioco.

Partendo da questi presupposti il nostro fare teatro sociale si rivolge spesso anche ai più piccoli. Attraverso lo spettacolo Tre Bottoni e la casa con le ruote prodotto dal Cada die Teatro, incontriamo i bambini di tutte le scuole per parlare di accoglienza, di comunità e di una società possibile in cui possono stare tutti.

La locandina dello spettacolo

La trama

Raccontiamo la storia di un falegname, di nome Tre Bottoni, costretto a lasciare il proprio paese perché nessuno compra più i mobili che lui realizza con tanta cura, così decide di andare via e di costruirsi una piccola casa con le ruote, a misura del suo corpo. Durante il viaggio si presentano alla sua porta tante persone che arrivano da luoghi inospitali, ognuno con delle difficoltà da superare, e Tre Bottoni apre la porta e il cuore. Nonostante il poco spazio, grazie alla sua generosità si crea una grande comunità dove ci stanno anche il re e il suo cavallo.

Tre Bottoni è una reinterpretazione di un racconto di Gianni Rodari pubblicato nel 1969 sul Corriere dei Piccoli. Rodari era un autore che credeva nell’importanza del dialogo coi bambini, anche per temi importanti e difficili.

Bambini imparate a fare le cose difficili: dare la mano al cieco, cantare per il sordo, liberare gli schiavi che si credono liberi.

Lettera ai bambini – Gianni Rodari

Utilizzava fiabe e filastrocche per esprimere la poetica degli umili, per battersi contro il disagio sociale, convinto che creatività e fantasia non servano ad evadere, ma siano strumenti per trasformare la realtà.

Per lo spettacolo utilizziamo elementi semplici, che possono però generare nel bambino stupore e meraviglia. Attraverso il linguaggio del corpo, della musica, della parola invitiamo ad andare oltre sé stessi, alla ricerca di una possibile felicità che nasca dal dono e dall’apertura verso l’altro.

Non solo recitazione

Lo spettacolo si accompagna anche ad un laboratorio nel quale mostriamo ai bambini come realizzare piccole marionette con materiale riciclato; mentre i bimbi scelgono quale espressione dare al proprio al personaggio, sperimentano loro stessi una comunità aperta a tutti.

In un momento in cui si alzano barriere e ci si chiude dentro le proprie case-fortezza, dove si è convinti ci sia tutto il necessario per stare bene da soli, la storia di Tre Bottoni parla di una casa capace di accogliere e aprirsi al mondo, alle diversità.

Il nostro corpo è la nostra prima casa, e attraverso questo possiamo conoscere, stringere una mano, abbracciare qualcuno e portarlo nel nostro cuore.

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