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Teatro, Moni Ovadia a Ghilarza con “Carta Bianca”

Nuovo appuntamento dedicato al teatro organizzato dall’Associazione per Antonio Gramsci. Venerdì 22 novembre alle ore 21.00 all’Auditorium Comunale di Ghilarza salirà sul palco Moni Ovadia per presentare il suo spettacolo dal titolo “Carta Bianca“, un recital-monologo nel quale l’autore e scrittore  intratterrà il pubblico attraverso riflessioni, letture e storielle ispirate al suo vastissimo repertorio. 

«Uno spettacolo nel quale Ovadia va a braccio, ma con un filo conduttore che parte da una riflessione sulla società contemporanea che, negli ultimi quattro decenni, si è sviluppata espropriando la vita di ogni senso»  si legge nella nota di presentazione. «L’autore ricorda che si parte dalla Carta Bianca per restituire un senso alla realtà. Le religioni monoteistiche hanno sancito la sacralità della vita e l’inviolabilità della dignità umana, ma tutto questo è andato perduto per mezzo di un sistema capitalistico selvaggio”. Un sistema che limita la vita al solo atto di produrre e consumare, anzi “a consumare ancora prima di produrre – aggiunge Ovadia – per poi chiederci di andare via il prima possibile in silenzio, senza dare neanche troppo disturbo». 

«Dare carta bianca a Moni Ovadia – prosegue la nota –  significa quindi lasciarlo libero di spaziare tra i tanti temi a lui cari che da anni porta in scena sui palcoscenici d’Italia, come la dignità umana, la libertà, il dramma del precariato, “dello schiavismo che fa sentire l’essere umano sempre in continuo debito di ossigeno, in cerca di mille lavori per poter sopravvivere”. Uno spettacolo che si pone volutamente in controtendenza rispetto ad una televisione che “vende merce umana alla pubblicità: prima si disgrega il pubblico e poi lo si vende ai privati per quattro soldi». 

L’Associazione per Antonio Gramsci dedica questo nuovo anno di attività al tema dei muri: i muri in dissoluzione, come quello di Berlino e i muri in costruzione, come a Gerusalemme; i muri di pietra, i muri di sabbia, i muri di gomma, i muri di menzogna, i muri di odio che separano i popoli l’uno dall’altro. 

 

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Politica e confini, a Ghilarza un incontro sui trentanni dalla caduta del muro di Berlino

Un convegno per riflettere sui confini materiale e immateriali a trentanni esatti dalla caduta del muro di Berlino. Sabato 9 novembre, a partire dalle ore 16.00, l’Associazione per Antonio Gramsci a Ghilarza ricorderà questo evento con l’incontro dal titolo “ Oltre il muro. La ri-produzione dei confini da e verso l’Europa”.


Nella prima parte del pomeriggio spazio agli inteventi degli ospiti:Gilbert Achcar (School of Oriental and African Studies – di Londra), politologo e saggista di fama internazionale che porterà il suo contributo dal pensiero gramsciano all’analisi delle differenze tra il paradigma della rivoluzione russa e le condizioni della lotta politica in Europa occidentale, anche nei termini di una continuità necessaria tra il pensiero contemporaneo del cambiamento rivoluzionario e quello marxista del XIX secolo. Ospite anche il professore Sandro Mezzadra, dell’Università di Bologna, studioso di processi di globalizzazione e flussi migratori, che nel suo intervento ricostruirà gli eventi immediatamente successivi all’89, soffermandosi in particolare sulle guerre in ex Yugoslavia negli anni Novanta; Teresa Leone che attualmente lavora con Medici per i diritti umani (MEDU) ricostruirà le rotte migratorie dall’Africa sub-sahariana verso l’Europa attraverso le testimonianze raccolte da MEDU nella web map Esodi, in particolare quella che attraversa il Niger passando per la città di Agadez, oggi la frontiera sud dell’Europa.


Dopo gli interventi di tre ospiti spazio al dibattito con Alessandra Marchi (Università di Cagliari) Patrizia Manduchi (Università di Cagliari), Sabrina Perra e Francesca Congiu (GramsciLab – Centro interdipartimentale di studi internazionali gramsciani dell’Università di Cagliari), Fawzi Ismail (Presidente Associazione Amicizia Sardegna Palestina), Gianluigi Deiana (Associazione per Antonio Gramsci Bibliomediateca « Mille Ghilarze », organizzatrice del convegno). I relatori si confronteranno sul concetto di spazio europeo ed extraeuropeo, sui confini materiali e immateriali che si intrecciano, sulla costruzione e rappresentazione di identità territoriali, nazionali e sovranazionali. Si vuole così esplorare la polisemia insita nel concetto di muro, che rimanda all’idea di confine e di chiusura, ma può evocare anche immagini di protezione e accoglienza.

«L’associazione per Antonio Gramsci – si legge nella nota di presentazione – vuole condividere riflessioni sui significati e sulle conseguenze di quanto accaduto quel 9 novembre di 30 anni fa, sulla trasformazione del campo politico, non solo marxista, sulla ri-produzione di nuovi confini e frontiere, sui significati dell’inclusione e dell’esclusione che i muri continuano a generare. L’esigenza di riflettere sui legami di comunità, nazionali e sovranazionali, sui confini politici, sociali, economici, diventa stringente e parte dallo spazio in cui viviamo per poi collegarsi ad ogni luogo geografico e culturale di un mondo sempre più globalizzato»

La serata si concluderà col concerto del gruppo musicale cagliaritano Banda Sbandati.

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