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Regione, il consiglio dei “nuovi”: 40 consiglieri su 60 al primo mandato

Dopo 24 giorni dalle elezioni regionali, Christian Solinas è ufficialmente il nuovo Presidente della Regione Sardegna. Nella giornata di mercoledì, l’Ufficio centrale della Corte d’appello di Cagliari ha proclamato gli eletti della sedicesima legislatura.

Il consiglio dei “nuovi”. Un consiglio regionale “nuovo” con quaranta consiglieri su sessanta al primo mandato. La prima riunione del nuovo consiglio sarà convocata entro venti giorni e sarà presieduta da Giorgio Oppi, il consigliere più anziano.

Antonello Peru (FI) è il più votato. L’ex vice presidente del Consiglio Regionale, Antonello Peru (Forza Italia) è il consigliere regionale più votato. In un primo momento, il conteggio dei voti nei verbali aveva dato “la vittoria” a Piero Comandini (PD) con 5225 voti. Nel pomeriggio di giovedì, l’Ufficio elettorale della Corte d’Appello ha comunicato la rettificato dei verbali e il forzista è passato dai 3638 ai 5741 voti. . La consigliera eletta con meno voi è Laura Caddeo della lista Noi la Sardegna con Massimo Zedda con 620 voti.

Gruppi consiliari. Fanno il loro ingresso in consiglio regionale i gruppi della Lega (primo partito della coalizione con 8 seggi), Sardegna 20Venti. Secondo le prime indiscrezioni, il centrosinistra potrebbe avere due gruppi consiliari: il primo, formato dal Partito Democratico (8 seggi) e il secondo che mette i gruppi di Campo Progressista, Futuro Comune, Noi La Sardegna, Sardegna Comune (7 seggi) mentre è ancora incerto il destino dei due consiglieri di Leu.

Donne. La doppia preferenza di genere non ha portato i risultati sperati. Le donne in consiglio regionale raddoppiano, passando da quattro a otto, ma il numero non raggiunge in 15% del consiglio. Il gruppo con il numero più alto di donne è quello del M5S con tre onorevoli su sei posti. La donna più votata è stata Alessandra Zedda con 3321 voti, all’undicesimo posto tra i consiglieri con più preferenze.

Questa la composizione del nuovo consiglio regionale:

Centrodestra – Christian Solinas (presidente); Lega, 8 seggi: Andrea Piras; Sara Canu; Michele Pais; Annalisa Mele; Dario Giagoni; Ignazio Manca; Pierluigi Saiu; Michele Ennas; Partito Sardo d’Azione:, 7 seggi: Gianni Chessa; Gianfranco Lancioni; Piero Maieli; Stefano Schirru; Franco Mula; Giovanni Satta; Fabio Usai; Forza Italia;, 5 seggi: Angelo Cocciu; Alessandra Zedda; Antonello Peru; Giuseppe Talanas; Emanuele Cara; Riformatori:, 4 seggi: Michele Cossa; Alfonso Marras; Aldo Salaris; Giovanni A. Satta; Fratelli d’Italia:, 3 seggi: Nico Mundula; Paolo Truzzu e Francesco Mura; UdC:, 3 seggi: Andrea Biancareddu; Giorgio Oppi e Gian Filippo Sechi; Sardegna 20Venti , 1 seggio Stefano Tunis; Fortza Paris:, 1 seggio: Valerio de Giorgi; Sardegna Civica: 1 seggio: Roberto Caredda.

CentrosinistraMassimo Zedda; Partito Democratico, 8 seggi: Piero Comandini; Cesare Moriconi; Valter Piscedda; Gianfranco Ganau; Salvatore Corrias; Gigi Piano; Giuseppe Meloni; Roberto Deriu; LeU – Liberi e uguali , 2 seggi: Eugenio Lai e Daniele Cocco; Campo Progressista: 2 seggi: Gian Franco Satta e Francesco Agus; Futuro Comune:, 2 seggi: Antonio Piu e Franco Stara; Noi La Sardegna:, 2 seggi: Laura Caddeo e Diego Loi; Sardegna Comune:1 seggio: Maria Laura Orrù.

Movimento 5 Stelle , 6 seggi: Michele Ciusa; Carla Cuccu; Alessandro Solinas; Elena Fancello; Desirè Manca e Roberto Li Gioi.

[Foto da pagina facebook: Consiglio regionale della Sardegna]

Regionali, exit poll: testa a testa Solinas-Zedda

Testa a testa tra Christian Solinas e Massimo Zedda, Movimento 5 Stelle primo partito. Sono questi gli exit poll secondo il consorzio OPINIO ITALIA per la RAI.

Il candidato del centrodestra sarebbe in leggero vantaggio con una percentuale che va dal 36.5% al 40,5% con Zedda in scia tra il 35% e il 39%. Terzo posto per Francesco Desogus (M5S) con il 13,5%-17,5%.

Il consorzio ha chiesto agli elettori fuori dai seggi anche il voto sulle coalizioni e i partiti. Le liste del centrodestra sarebbero avanti, più forti del candidato (43%-47%), caso opposto per il centrosinistra (27%-31%) mentre il Movimento 5 Stelle segue il suo candidato presidente (14,5%-18,5%). Tra i partiti, dopo M5S, ecco il Partito Democratico (12,5%-16,5%) e la Lega (12%-16%). Quarto posto per Forza Italia (6%-10%), quindo Fratelli d’Italia (2%-5%).

Regionali 2019: chi vuol essere presidente?

di Andrea Matta

Oltre 1300 candidati, 24 liste e 7 candidati presidente.

Sono questi i numeri delle prossime elezioni regionali in programma domenica 24 febbraio in Sardegna.

Candidati presidente

L’attuale Governatore, Francesco Pigliaru, ha deciso di non ricandidarsi e così, la coalizione di centrosinistra, sarà guidata da Massimo Zedda, attuale sindaco di Cagliari.

Il centrodestra risponde con Christian Solinas, senatore del Psd’Az, ex assessore regionale al Turismo nella giunta Cappellacci.

Il Movimento 5 Stelle, dopo il passo indietro di Mario Puddu, ex primo cittadino di Assemini condannato in rito abbreviato ad un anno per abuso d’ufficio, punta su Francesco Desogus, che ha vinto la consultazione online tra gli attivisti (450 voti su 1350 votanti).

In lizza anche Paolo Maninchedda, ex assessore ai Lavori Pubblici della giunta Pigliaru e leader del Partito dei Sardi.

Anche lui è uscito vincitore da una competizione online, le Primarias (15.452 voti su 18.065 votanti).

Il primo ad avanzare la candidatura a governatore dell’isola è stato Andrea Murgia, funzionario della Commissione Europea, candidato con la lista Autodeterminatzione.

Nuova candidatura alla carica di presidente per Mauro Pili, già presidente della Regione dal 2001 al 2003, ex deputato di Forza Italia e ora candidato con la lista Sardi Liberi.

L’ultimo candidato, in ordine di tempo, è il giornalista Vindice Lecis, candidato con la lista Sinistra Sarda.

CONTINUA A PAGINA 31 DELLA RIVISTA DI FEBBRAIO 2019

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Regionali 2019, come si vota

Si avvicina la data delle elezioni regionali in Sardegna. Le votazioni di domenica 24 febbraio saranno la prima chiamata al voto regionale con la doppia preferenza di genere e sarà una delle opzioni a disposizione dell’elettore.

Nella scheda elettorale, il cittadino troverà davanti a se i simboli delle liste, lo spazio per inserire l’eventuale voto di preferenza per uno o due candidati consiglieri, il nome dei candidati presidente e i simboli collegati.

Sarà possibile votare solo il candidato presidente, tracciando una croce sul nome del candidato scelto. In quel caso, il voto non si estenderà alla liste/alle liste collegate.

Sarà possibile votare un candidato presidente e una lista ad esso collegata, tracciando un segno sul nome del candidato presidente e un segno sul simbolo della lista. In questo caso, l’elettore avrà anche la possibilità di scrivere la propria preferenza su uno dei candidati collegati alla lista: un uomo, una donna oppure un uomo e una donna. Nel caso in cui ci fossero due cognomi maschili o femminili, la preferenza espressa nella seconda riga verrà annullata.

La terza opzione di voto riguarda il voto disgiunto. Sarà possibile dare il proprio voto ad una lista e scegliere il candidato presidente di un’altra coalizione.

In vista del voto, la Regione Sardegna ha pubblicato sulla sua pagina facebook un video con le istruzioni di vota, con particolare riferimento alla doppia preferenza.

VERSO LE ELEZIONI REGIONALI DEL 24 FEBBRAIO, LA DOPPIA PREFERENZA DI GENERE

VERSO LE ELEZIONI REGIONALI DEL 24 FEBBRAIO, LA DOPPIA PREFERENZA DI GENERELa doppia preferenza di genere è la novità delle elezioni regionali del 24 febbraio. In questo ambito occorre fare massima attenzione al rispetto delle nuove norme. Nel video alcune utili indicazioni sulle modalità del voto

Pubblicato da RAS – Regione Autonoma della Sardegna su Martedì 19 febbraio 2019

Protesta pastori, le reazioni della politica

La politica scende in campo per cercare una soluzione. Il presidente della Regione, Francesco Pigliaru e l’assessore regionale all’Agricolura, Pier Luigi Caria, si appellano al senso di responsabilità di tutti i soggetti coinvolti affinché non si abbandoni il tavolo della trattativa, come già annunciato da alcune parti in causa: «Non lasciate il tavolo. Fatelo per le decine di famiglie che attendono risposte su un prezzo del latte inaccettabile». In conclusione chiedono di non perdere una occasione storica che permetterà in futuro di governare questo settore che merita rispetto e riconoscimento della propria dignità di «comparto produttivo trainante per la Sardegna».

Il Ministro dell’Interno, Matteo Salvini, segue la vicenda e ritiene che sia urgente dare vita ad una commissione unica con pastori, produttori, industriali « con lo Stato (vista l’assenza della Regione) che torna a fare lo Stato e stabilisce un prezzo minimo di contrattazione, anche con una eventuale parte di sovvenzione». Alle parole di Salvini risponde il presidente dell’ANCI Sardegna, Emiliano Deiana su facebook: « Le multe sulle quote latte degli allevatori del Nord sono state pagate da tutti i cittadini italiani, compresi i pastori sardi, per un valore di oltre 4 miliardi di euro. Un furto con destrezza, stimato dalla Corte dei Conti, e i cui autori sono i rappresentati della Lega Nord, gli stessi che oggi avanzano la ‘candidatura’ per risolvere la crisi del prezzo del latte in Sardegna. Ricordo, agli smemorati, che i pastori sardi furono massacrati di botte a Civitavecchia, arrestati e processati quando ministro degli Interni era un rappresentante della stessa Lega Nord».

Per il ministro delle Politiche Agricole, Gian Marco Centinaio, i pastori sardi hanno ragione e annuncia che sabato e domenica sarà in Sardegna per parlare con loro. Sul caso interviene anche l’ex ministro all’Agricoltura, Maurizio Martina, che propone due soluzioni al Governo: la creazione di un Fondo latte ovino di almeno 25 milioni e un patto di filiera per il pecorino che parta dai costi di produzione stimati.

La protesta si accende a due settimane dal voto delle regionali e a pochi giorni dall’arrivo/ritorno dei leader politici. Lunedì 11 febbraio sarà in Sardegna il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Previsti anche i ritorni di Salvini, Luigi Di Maio e Paolo Savona (Movimento 5 Stelle) e Giorgia Meloni (Fratelli d’Italia) e l’arrivo di Giuliano Pisapia per Massimo Zedda.

Regionali. Sul tema arriva anche il commento dei candidati presidente. Massimo Zedda (centrosinistra) chiede interventi immediati di legge, come già fatto per il latte bovino, con l’istituzione di un Fondo da almeno venti milioni di euro e un patto di filiera con la Regione e lo Stato a fare da garanti. Christian Solinas (centrodestra) afferma che se fosse stato lui il presidente della Regione avrebbe «convocato i pastori per trovare una soluzione di sistema per tutto il comparto agropastorale che non regge più». Paolo Maninchedda (Partito dei Sardi): «Il prezzo del latte non è solo un fatto di mercato, ma un fatto di sistema. Occorre cambiare il sistema e per fare questo occorrono proposte radicali». Per Mauro Pili (Sardi Liberi): «È giusto che i pastori vengano rispettati nella loro rabbia e nel loro dolore, è giusto che la politica, anche quella che è sempre stata al loro fianco, faccia un passo indietro» e scrive ai pastori:«Sono con voi, al vostro fianco, con tutti i vostri colleghi di ogni angolo di Sardegna. Questa rivolta, però, è solo vostra. E’ del vostro coraggio e della vostra determinazione e nessuno può accampare meriti che non ha, me compreso». Andrea Murgia (Autoderminatzione) ricorda i lunghi problemi del settore dove il prodotto copre l’80% dei costi di produzione. Per Vindice Lecis (Sinistra Sarda) serve una contrattazione collettiva che metta gestisca in modo serio e orgoglioso la produzione. Al momento, nessun commento da parte dal candidato del Movimento 5Stelle, Francesco Desogus.

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