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Tag: fake news

Gli anni in cui dicevo buongiorno

di Donna Fernanda

C’è stato un tempo in cui dicevo buongiorno e buonasera, per favore e grazie; era il tempo della scuola, della palestra e delle passeggiate con mamma e papà. Appena maggiorenne, andavo a fare boxe nei locali dell’oratorio; don Giulio era stato un campione regionale di pugilato, ed a noi irrequieti come ci chiamava lui, insegnava la differenza tra un gancio e un jabs, tra un Padre nostro e uno scappellotto. Attraverso lo sport cercava di aiutarci a crescere, ed allontanarci da quel brutto giro che c’era in paese.

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Nata nel 1972 – lettera a me stessa

di Donna Fernanda

Sono nata negli anni ‘70 e dopo aver frequentato il liceo e l’università, ho tentato diversi concorsi pubblici, ma alla fine sono stata assunta da una ditta privata. Con la sicurezza economica data da un contratto a tempo indeterminato, ho iniziato un percorso di vita simile a molti: l’acquisto dell’automobile, poi il matrimonio, quindi il mutuo per la casa ed infine i figli. Oggi, però, alle soglie dei quasi cinquanta mi ritrovo con il mutuo, le rate, i figli liceali e senza un lavoro.
Perché?

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Le bugie hanno le gambe corte e migliaia di like

di Moreno Pisano – giornalista

Se riflettete per un attimo, si sta aprendo un’epoca dove fa notizia ciò che è falso.

Nelle questioni più importanti e delicate sino a quelle più futili, c’è sempre una verità diversa rispetto a quella consolidata e scientificamente dimostrata, che può essere veicolata attraverso i più vari strumenti che la tecnologia ha messo nelle nostre mani.

Si può modificare un’immagine e diffonderla come una vera fotografia, oppure scriverci un breve testo sopra affinchè sollevi la nostra indignazione. Si può tagliare un frammento di video e creare una clip che racconta qualcosa di diverso rispetto all’integrità del filmato, si può caricare un falsa notizia su internet e condividerla migliaia di volte, come fosse vera.

Così vediamo mettere in discussione le cure mediche o una perenne campagna elettorale che porta a consolidare una realtà percepita in modo completamente distorto rispetto ai dati che la descrivono. Tutto si mischia per annullare la differenza tra una notizia di una testata giornalistica, un’immagine di propaganda elettorale o un sito di fake news.

Diffondere informazioni false non è un mero errore o un modo simpatico di stare nel web. Nel film Inception, il personaggio interpretato da Leonardo di Caprio definisce l’idea il parassita più forte perché: E’resistente, altamente contagiosa. Una volta che un’idea si è impossessata del cervello è quasi impossibile sradicarla. Un’idea pienamente formata, pienamente compresa si avvinghia, qui da qualche parte.

A cosa servono quindi le notizie false? A darci un’idea diversa rispetto alla realtà, ad indurci in errore, a calcificare una convinzione sbagliata, a orientare il pensiero, come nelle cure che riguardano la nostra vita e quella dei nostri figli, le nostre abitudini, i regimi alimentari, non per nostro interesse ma per interessi per lo più economici che lucrano sulle scelte sbagliate che faremo.

Nella continua tensione sociale e nell’assenza di soluzioni nel breve periodo, l’unico modo per conservare il consenso politico sembra solo quello di criticare l’avversario attribuendogli le colpe di tutto. E chi scrive bufale conta proprio sull’impulso agli utenti con titoli che causano rabbia e indignazione.

Il web è una grande piazza, ci troviamo tante cose, ma come nella realtà, non dobbiamo fidarci degli sconosciuti. Infatti per ogni notizia bisogna controllare la fonte, quale sito l’ha prodotta e condivisa, capire se si tratta di un giornale, di un blog, di un semplice sito creato quasi esclusivamente per condividere notizie false. Di solito mischiano informazioni accurate con notizie false per fare satira.

Controllate quando il fatto raccontato è davvero accaduto perché vengono spacciate per nuove notizie vecchie che, in un contesto diverso, assumono tutto un altro significato. Spesso ci si sofferma solo al titolo-bomba ma è opportuno leggere tutto l’articolo. A volte ci si accorge che il testo non ha nulla a che fare con il titolo o che la storia è chiaramente falsa perché non esistono prove a confermarla.

È facile scambiare una foto per un’altra, basta sostenere che sia stata scattata a un dato evento quando invece appartiene a tutt’altro contesto. Bisogna dedicare tempo e attenzione, come quando si controllano le etichette dei prodotti che compriamo al supermercato, ci interessa la provenienza e la qualità. Anche le notizie, buone o cattive che siano, ma vere, fanno bene, a chi le produce e a chi le legge.

Tra storia e disagi

di Donna Fernanda

La settimana scorsa ho finalmente potuto leggere la tesi di laurea dell’assistente dell’archeologo che ha curato lo scavo nel giardino di casa di mia nonna.

Scavo iniziato dopo aver contattato la Sovrintendenza a causa del ritrovamento di una anforetta durante la riparazione della rete fognaria.

Io sono ben felice che attraverso questi reperti si sia aggiunto un tassello alla storia quartese.

Ma a causa di tutto ciò mia nonna è stata allontanata per anni da casa sua.

Mia nonna era (purtroppo è morta sei mesi fa senza poter rimettere piede nel suo giardino o dormire nel suo letto) disabile e costretta sulla sedia a rotelle a causa del diabete senile.

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