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Tag: sport

Ad adiuvandum – Sport in sicurezza: 400 test a Quartu

400 giovani atleti quartesi si sono sottoposti al test nasofaringeo in vista della ripresa delle attività estive. L’iniziativa si è svolta nella struttura in via Pessina a Quartu e rientra nel progetto dell’hub “Ad Adiuvandum-Sport in sicurezza” in collaborazione con la Federbasket. Nei giorni scorsi, la campagna “Ad Adiuvandum” ha effettuato oltre 2mila test sierologici ai cittadini quartesi.

La campagna, ricorda con un post sulla sua pagina facebook il sindaco Graziano Milia, ha portato risultati confortanti con lo 0,03% di incidenza sulla popolazione in rapporto alla presenza di anticorpi da Covid-19.

[Foto: web]

L’attività fisica diventa terapia: Sanluri capofila del progetto

Sport, salute e benessere. Partirà nella prossima primavera la fase sperimentale del progetto che vede coinvolti la Assl di Sanluri, in coordinamento con l’Assessorato regionale alla Sanità e che prevede la somministrazione dell’attività fisica come terapia.

La formazione, coordinata a livello regionale da Mariano Contu, direttore del Servizio Promozione, Educazione, Comunicazione per la Salute e da Marco Scorcu, responsabile della Medicina dello Sport della Assl di Sanluri e referente dell’azione, ha coinvolto 88 tra medici dello sport, oncologi, cardiologi, neurologi, diabetologi, psicologi, nutrizionisti, infermieri. Insieme a loro anche 55 laureati in Scienze motorie con specializzazione in Attività protetta adattata. Nella prossima fase partirà la formazione dei medici di medicina generale.

I prossimi passi prevedono la somministrazione in modo controllato, tutorato e in un ambiente sanitario protetto dell’esercizio fisico adattato a pazienti che verranno valutati ad alto rischio clinico. Per i pazienti affetti da malattie croniche, valutati a medio rischio clinico, verranno svolte attività con “situazioni organizzate” in ambiente extra sanitario grazie alla collaborazione con amministrazioni comunali ed enti di promozione sportiva.

Gli anni in cui dicevo buongiorno

di Donna Fernanda

C’è stato un tempo in cui dicevo buongiorno e buonasera, per favore e grazie; era il tempo della scuola, della palestra e delle passeggiate con mamma e papà. Appena maggiorenne, andavo a fare boxe nei locali dell’oratorio; don Giulio era stato un campione regionale di pugilato, ed a noi irrequieti come ci chiamava lui, insegnava la differenza tra un gancio e un jabs, tra un Padre nostro e uno scappellotto. Attraverso lo sport cercava di aiutarci a crescere, ed allontanarci da quel brutto giro che c’era in paese.

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Sport e inclusione sociale

di A.M.

Diciannove ragazzi in giro per la Sardegna con due parole d’ordine: sport e inclusione. Carlo Mascia è il responsabile della Polisportiva Olimpia Onlus. Diploma di Laurea all’ISEF con una specializzazione in psicomotricità funzionale infantile, ogni giorno fa 279 chilometri, per permettere ai suoi ragazzi con ritardo intellettivo, dai 9 ai 54 anni, di praticare dodici sport, tra cui basket, beach tennis, bocce, bowling, calcio, nuoto e da quest’anno anche sci nautico. Dal divano di casa alle palestre dell’isola per imparare lo sport, grazie ad istruttori qualificati, e sognare quello che per loro potrebbe diventare un lavoro, magari da assistant coach, per mettersi a disposizione degli altri. Nata nel 1984 è stata la prima società in Sardegna ad occuparsi dell’attività motoria dedicata alla disabilità intellettiva.

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Scuola, Dessena: l’istruzione è la vera scommessa dei nostri tempi

un’intervista di Andrea Matta

Giuseppe Dessena, classe 1972, è l’Assessore della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport della Regione Sardegna. Con lui abbiamo ripercorso le tappe delle politiche dalla Giunta Pigliaru messe in campo per il mondo dell’istruzione: scuola, Università, Ricerca e diritto allo studio.

Nella sua lettera di saluto agli studenti per l’inizio dell’anno scolastico ha scritto: «La scuola e l’istruzione sono la sfida dei nostri tempi e per le nuove generazioni». Fare educazione nella scuola è davvero una sfida?

«Sì, credo sia la vera sfida dei nostri tempi. La società cambia rapidamente. In passato i punti di riferimento per i giovani erano i genitori, la famiglia allargata, gli insegnanti e tutte le figure riconosciute come educatori. Oggi invece gli educatori, veri e falsi, si sono moltiplicati creando una enorme confusione. Internet e tutti gli stimoli che arrivano dalla rete, per fare un esempio, incidono in maniera sostanziale nella vita dei giovani, sulla loro formazione e sul senso di responsabilità. Gli insegnanti si devono cimentare in un terreno molto complesso: parliamo di un costante bombardamento di informazioni, non sempre sano per i giovani, specie quelli in età scolare. Cambia la società dunque, e la didattica, l’offerta formativa e gli insegnanti, devono necessariamente adeguarsi e stare al passo
con i tempi. Siamo chiamati a dare agli studenti gli stimoli e le competenze che li rendano preparati e competitivi. I docenti devono essere pronti per questa sfida e per questo motivo l’anno scorso abbiamo presentato una delibera del valore di 6 milioni e 500 mila euro dedicati a progetti per la loro formazione, in modo tale da fornire strumenti sempre più adeguati ad affrontare una società in costante evoluzione».

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