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Tag: università

Unica proposta formativa

L’Università di Cagliari presenta la proposta formativa 2021/2022

L’Università degli Studi di Cagliari ha presentato la nuova offerta formativa per l’anno accademico 2021/2022. Spazio alla proposta di un’offerta didattica diversificata e multidisciplinare utilizzando metodologie e tecnologie altamente innovative.

L’Università di Cagliari da il via alle iscrizioni con le principali novità dell’offerta formativa per l’anno accademico 2021/2022. Una laurea triennale in Informatica applicata e data analytics, un’altra magistrale in Innovazione sociale e comunicazione. Inoltre, viene riattivato il corso di laurea in Igiene dentale e Assistenza sanitaria viene portato da trenta a settanta dei posti disponibili.

“Con la situazione attuale è possibile la ripresa in presenza con turnazioni e con l’opzione della Dad. C’è poi uno scenario ancora più ottimistico. Per noi la base di tutto è la sicurezza” afferma il rettore Francesco Mola. Lo conferma anche il direttore generale Aldo Urru che pensa a una “ripartenza in presenza, integrata da Dad in maniera sincrona. Abbiamo investito  4 milioni di euro nelle nuove tecnologie per permettere il coinvolgimento di tutti gli studenti” continua Urru. “Circa 200 tra aule e laboratori sono state ammodernate e tutte le aree sono presidiate dal punto di vista della sicurezza”. Per il direttore “Gli studenti sono sempre al primo posto. Infatti, le matricole godranno di nuovi servizi di orientamento.

“Vogliamo che i nostri immatricolati siano accompagnati, accolti e aiutati a fare le scelte giuste” ha continuato il Rettore. “Pensiamo alla figura dei buddy, una specie di “amico più grande” che ti guidi nel mondo universitario, assieme al rafforzamento del tutorato disciplinare”. Per Mola è inoltre necessario “inserire seminari specifici sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.” una realtà che i nostri studenti e le nostre studentesse si troveranno a gestire al termine del loro percorso”.

Per il prossimo anno accademico è prevista l’attivazione di 40 Corsi di Laurea triennali, di 6 Corsi di Laurea Magistrale a Ciclo unico e 37 Corsi di Laurea Magistrale. L’Ateneo ha anche proseguito il percorso di internazionalizzazione dell’offerta formativa mediante l’attivazione di un corso di laurea magistrale totalmente in lingua inglese e accordi internazionali atti a pianificare percorsi di studio per il rilascio del titolo doppio.

Scuola, Dessena: l’istruzione è la vera scommessa dei nostri tempi

un’intervista di Andrea Matta

Giuseppe Dessena, classe 1972, è l’Assessore della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport della Regione Sardegna. Con lui abbiamo ripercorso le tappe delle politiche dalla Giunta Pigliaru messe in campo per il mondo dell’istruzione: scuola, Università, Ricerca e diritto allo studio.

Nella sua lettera di saluto agli studenti per l’inizio dell’anno scolastico ha scritto: «La scuola e l’istruzione sono la sfida dei nostri tempi e per le nuove generazioni». Fare educazione nella scuola è davvero una sfida?

«Sì, credo sia la vera sfida dei nostri tempi. La società cambia rapidamente. In passato i punti di riferimento per i giovani erano i genitori, la famiglia allargata, gli insegnanti e tutte le figure riconosciute come educatori. Oggi invece gli educatori, veri e falsi, si sono moltiplicati creando una enorme confusione. Internet e tutti gli stimoli che arrivano dalla rete, per fare un esempio, incidono in maniera sostanziale nella vita dei giovani, sulla loro formazione e sul senso di responsabilità. Gli insegnanti si devono cimentare in un terreno molto complesso: parliamo di un costante bombardamento di informazioni, non sempre sano per i giovani, specie quelli in età scolare. Cambia la società dunque, e la didattica, l’offerta formativa e gli insegnanti, devono necessariamente adeguarsi e stare al passo
con i tempi. Siamo chiamati a dare agli studenti gli stimoli e le competenze che li rendano preparati e competitivi. I docenti devono essere pronti per questa sfida e per questo motivo l’anno scorso abbiamo presentato una delibera del valore di 6 milioni e 500 mila euro dedicati a progetti per la loro formazione, in modo tale da fornire strumenti sempre più adeguati ad affrontare una società in costante evoluzione».

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Nata nel 1972 – lettera a me stessa

di Donna Fernanda

Sono nata negli anni ‘70 e dopo aver frequentato il liceo e l’università, ho tentato diversi concorsi pubblici, ma alla fine sono stata assunta da una ditta privata. Con la sicurezza economica data da un contratto a tempo indeterminato, ho iniziato un percorso di vita simile a molti: l’acquisto dell’automobile, poi il matrimonio, quindi il mutuo per la casa ed infine i figli. Oggi, però, alle soglie dei quasi cinquanta mi ritrovo con il mutuo, le rate, i figli liceali e senza un lavoro.
Perché?

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Matricola Starter Pack

di Alessandro Piludu – Vice direttore College Universitario Sant’Efisio e Responsabile Area Sociale della Cooperativa Starter

L’esame di maturità è alle spalle, complimenti!
Un capitolo importante della vostra vita si è chiuso ed ora è il momento di pensare al prossimo, e se avete scelto l’università avremmo qualche consiglio da darvi.

#1 – Vi sentite smarriti? Nessun problema
Aule enormi, corridoi giganteschi, 200 persone a lezione, lezioni a tutte le ore.
Non fatevi spaventare, l’impatto sarà forte, ma passate le prime settimane vi sembrerà di esserci sempre stati.

#2 – Parlate con gli altri
Create un gruppo di colleghi, cercate il confronto, scambiate appunti e passate informazioni, è un modo per socializzare ed anche per affrontare il nuovo mondo.

#3 – Parlate con Tutor e Docenti
Questo è molto importante, si possono capire meglio le lezioni ed avere informazioni sulle modalità di esame. Capire cosa si aspetta un insegnante non è mai sbagliato, dopotutto lo sapete dai tempi delle medie.

#4 – Conoscete l’università
Informatevi sulle opportunità universitarie, consultate il sito web dell’Università e dell’ente per il diritto allo studio, potreste aver diritto ad agevolazioni importanti come l’esonero o la riduzione delle tasse, le borse di studio, gli sconti per i trasporti pubblici e il servizio mensa. In molti casi il semplice fatto di essere iscritti all’università garantisce, grazie ad apposite convenzioni, sconti per il cinema, per gli spettacoli teatrali e per i musei.

#5 – Vivete la facoltà
Non solo per le lezioni. Usate la biblioteca, partecipate ad attività culturali o ricreative, non sprecate opportunità. La vita universitaria va vissuta appieno, perché può aiutarvi a crescere come persone oltre che come futuri professionisti. Se vi è possibile partite in Erasmus, è un’opportunità di crescita importantissima, e farla, oltre a poterla mettere in CV, vi sarà di aiuto per sempre.

#6 – Il fuori sede
Se vivete lontano da casa non tramutatevi in bestie. I vostri genitori un minimo di nozioni igieniche ve le hanno insegnate:
non pulite la camera una volta all’anno il giorno prima della visita di vostra madre;
i piatti si lavano dopo che vengono usati (anche se esiste la mensa universitaria);
i vostri piedi sono importanti, non fateli riempire di funghi non lavando doccia e bagno.

#7 – Il fuori sede 2
Trovare casa non è semplice e non fidatevi dei prezzi stracciati. Ricordate che solitamente dovete sommare all’affitto la corrente, l’acqua, il condominio ed il riscaldamento, quindi chiedete bene.
Il contratto è un obbligo di legge!
Se poi preferite situazioni più comode esistono le case dello studente o il College Sant’Efisio a Cagliari.

#8 – Studiate con metodo
Il fattore più importante con cui bisogna imparare a prendere confidenza per preparare gli esami all’università è il tempo: un errore di valutazione sulla difficoltà e/o la lunghezza del programma da studiare può compromettere il buon esito della prova. Prendere appunti a lezione, fare schede riassuntive dei libri e fissare gli argomenti attraverso mappe concettuali sono tutti validi strumenti per prepararsi: è importante avere il tempo per metabolizzare queste nuove conoscenze, dunque bisogna cercare di non ridursi all’ultimo momento.

#9 – Non demordete
Capiterà di non passare un esame. Non è una tragedia, si riprova, organizzate il vostro tempo e la prossima volta andrà meglio.

#10 – 18
Lo prendo o non lo prendo? Non iniziate col piede sbagliato, un 18 non è un buon biglietto da visita.

In bocca al lupo! Vedrete che l’università sarà una bellissima esperienza!

Giù le mani dagli appelli

di Alessandro PiluduVice direttore College Universitario Sant’Efisio e Responsabile Area Sociale della Cooperativa Starter

Premetto che il diritto di sciopero è sacrosanto, difendere e/o reclamare i propri diritti è giusto e doveroso.

I docenti universitari hanno indetto uno sciopero nazionale che sta interessando la corrente sessione di esami estiva per ottenere lo sblocco definitivo degli scatti stipendiali, 80 milioni di euro per le borse di studio, 6 mila concorsi per professori associati, 4 mila per ordinari e altrettanti per ricercatori a tempo determinato di tipo B.

Tutto ciò è corretto e condivisibile. Il nostro è un paese nel quale l’insegnamento è vituperato e scarsamente considerato come degno di cura ed attenzione. Ci si ricorda degli insegnanti solo quando, purtroppo, finiscono loro malgrado sulle pagine della cronaca per risse con studenti o genitori. Ed a poco vale la considerazione comune dei docenti universitari come agiati signori di mezza età seduti su polverosi e spesso poco utilizzati scranni ottocenteschi.
Non sono tutti così, tanti sono precari, e lo scatto contrattuale vale per l’operaio come per il cattedratico.

Ma il rovescio della medaglia sono gli studenti.
Migliaia di ragazzi spaesati girano per le nostre università carichi di ansia e frustrazione per appelli saltati, esami rimandati, sessioni di laurea posticipate. Tanti devono rimodulare il proprio vivere per conseguenza dello sciopero. Qualcuno ne pagherà forse care conseguenze (pensate a chi non potrà partecipare ad un concorso perché laureatosi la sessione successiva all’ultima utile alla partecipazione causa sciopero).

Le promesse di appelli suppletivi non stanno trovando piena realizzazione e le difficoltà aumentano per tutti. Lo sciopero è iniziato durante il governo vacante conseguentemente alle elezioni politiche di marzo, speriamo che dopo quella ci sia anche la risoluzione di questa vertenza che colpisce tante famiglie: dei docenti e degli studenti.

#giùlemanidagliappelli è l’hashtag con cui gli studenti contestano lo sciopero sui social scattandosi selfie con cartelli di protesta, come sono lontani i cortei studenteschi.

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