Mese: Novembre 2018

La forza dell’unione contro il bullismo scolastico

Associazione contro il bullismo scolastico (ACBS) nasce dall’esperienza di un ragazzo di vent’anni, Vincenzo, che, dopo aver subito per tutto l’arco del suo percorso scolastico atti di bullismo, decide di fondare un’Associazione per contrastare questo fenomeno ed aiutare le vittime. L’idea di creare questa Associazione scaturisce in Vincenzo nell’estate del 2014, quando sente alla televisione che una ragazza, vittima di bullismo, stanca di subire ulteriori vessazioni, si era uccisa lanciandosi da una finestra. Vincenzo decide così di attivarsi per aiutare i giovani che hanno subito o continuano a subire in ambito scolastico o extra scolastico comportamenti aggressivi e violenti di natura sia fisica sia psicologica. In questo senso si può affermare che svolga la funzione di natural helper, in quanto cerca di trasmettere le proprie conoscenze esperienziali a favore della collettività.

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Contrastare la povertà educativa

di Alessia Gilardo

La sfida è contrastare la povertà educativa, favorire l’inclusione e il benessere di ragazzi che vivono in contesti difficili, caratterizzati da scarse opportunità formative e socializzanti. REACT infatti è un acronimo e significa Reti per Educare gli Adolescenti attraverso la Comunità e il Territorio. É un progetto importante, di durata triennale organizzato da WeWorld Onlus, selezionato da “Con i Bambini” nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Durante la fase progettuale sono state analizzate le zone d’Italia, principalmente le periferie delle grandi città, in cui è maggiormente presente la problematicità dell’abbandono scolastico. Sono stati individuati in Piemonte, Lombardia, Lazio, Campania, Sicilia, Sardegna, 10 quartieri caratterizzati da situazioni di disagio socio-economico. Grazie al progetto e alle associazioni che lavorano in questi territori, si vuole offrire ai ragazzi nuove opportunità con formazione di competenze personali attraverso attività laboratoriali e percorsi di orientamento, supporto allo studio, percorsi di supporto a genitori e famiglie vulnerabili attraverso counselling e formazione su competenze genitoriali.

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Si può educare in un ospedale?

di Andrea Serra

Si può educare in un ospedale, nella scuola di un ospedale? È importante ricordare che in Italia da più di settant’anni esiste la scuola dentro l’ospedale. Si è iniziato con progetti promossi da scuole lungimiranti e poi, dal 1986, in modo stabile attraverso un protocollo di intesa tra il Ministero dell’Istruzione e quello della Salute. Diritto alla Salute e diritto all’Istruzione, due diritti Costituzionali, si alleano. A Cagliari nasce nel 2002 nella Pediatria del Brotzu e nel 2003 nell’Ospedale Pediatrico “Antonio Cao”, il Microcitemico. È lì che lavoro da quattordici anni. Principalmente nei reparti di Oncoematologia Pediatrica e Centro Trapianti di Midollo Osseo, quelli dove sono previste le lungodegenze.

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Il college? Insegna a crescere stando insieme

di Guido Garau

Fateci caso. Le persone capaci di importanti gesti di cura, quando spiegano i motivi del loro agire, forniscono sempre risposte di rara semplicità: ho fatto quel che dovevo, chiunque avrebbe fatto lo stesso, non c’era altro da fare. Questo non significa che non abbiano un pensiero complesso: al contrario. La complessità spesso è facile da definire: basta una parola. Dovendo spiegare perché la vita comunitaria sia un elemento importante nella crescita individuale abbiamo provato a usare lo stesso principio. Mi racconti cos’è il College? Abbiamo chiesto ai nostri ragazzi. Le risposte sono state sempre semplici e stupefacenti.

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Quel desiderio inarrestabile di essere genitori

di Alessandra Calamida

Educare è una parola importante per qualsiasi genitore ed oggi è ancor più complesso, ogni età richiede una capacità di comprensione diversa, ma l’influenza della società poco educativa complica ulteriormente il ruolo delle famiglie. Bisogna educare noi genitori a capire le esigenze dei nostri figli ma allo stesso tempo c’è la necessità di educare gli altri all’adozione, in particolare tutte quelle figure di riferimento che avranno a che fare con i loro, per trattarli come tali, senza pregiudizi o preconcetti. In qualità di Mamma adottiva e presidente di un’associazione adottiva (AGA Associazione Genitori Adottati Onlus) posso dire che diventare genitori adottivi è un percorso non semplice. Vuol dire creare uno spazio fisico-mentale adatto al bambino che andremo ad accogliere, un bambino con una storia personale, tratti somatici e culture diverse dalla nostra. Tutto questo percorso è guidato da tante figure di accompagnamento, dai servizi socio sanitari, ai tribunali, alle associazioni familiari.

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