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Mese: Aprile 2019

Sant’Efisio, la tradizione delle “traccas” quartesi

di Davide Atzori

Ci sono posti dove le tradizioni non muoiono mai, fari in una civiltà sempre più moderna che con fare futurista snobba quanto di bello il passato ha tramandato. Quartu da sempre, risponde orgogliosamente al richiamo della festa di Sant’Efisio.  Lo fa grazie ai suoi appassionati,  coloro che sentono il piacere e il dovere di tramandare, grazie anche alle nuove generazioni, antiche usanze, vecchi mestieri, nomi di oggetti andati in disuso. L’occasione per raccontare i retroscena della preparazione della cosiddetta “tracca” ci viene data da Katia Frau, una delle donne della sezione quartese della FIDAPA.

Con gentilezza  apre  le porte del quartier generale nei pressi di Via Sicilia,  dove ogni oggetto sembra stare al suo posto, in un continuo brulicare che trasuda entusiasmo e atavica collaborazione. La prima cosa che salta all’occhio è la presenza di ragazzi e bambini, che per questa occasione come tante piccole api operaie danno man forte agli adulti,  rappresentati da una considerevole presenza femminile. Le donne, intente alla preparazione, mettono subito in chiaro che il loro non è un ruolo marginale bensì di prestigio e coordinamento. A troneggiare con grandiosa imponenza è il carro, che ha attorno una folta coltre di collaboratori. Suscita rispetto ma è ancora in potenza: mancano le ruote, quelle verranno montate per ultime. Ricorda vagamente una Ferrari nei gran premi durante i pit stop. Katia e suo padre Luigi tengono a precisare che l’incompiutezza del carro non renda giustizia al suo reale splendore, ma vedendo l’anteprima viene istintivo farsi un’idea. È un tripudio di colori ed orpelli  che vanno ad adornare una cornice quasi ricolma di fiori tipici del mediterraneo. Se ne avverte il profumo. Luigi richiama la mia attenzione. Ai lati del carro, tra dolci e prodotti tipici, ce n’è uno in particolare. Sono uova avvolte dentro il pane. Si chiama “angolia”, guai a chiamarlo “coccoi”.

Katia, da quanti anni prosegue la vostra tradizione? «Nella mia famiglia praticamente da sempre. Anche i miei bisnonni erano coinvolti. Io personalmente  dal 1982, e da quell’anno non ho mai mancato un’edizione. Questa “tracca” in particolare partecipa dagli anni Cinquanta»

Potresti parlare di tuo babbo e della sua importanza in quest’evento?«Mio padre è Luigi Frau, mio nonno invece era Luigi Pusceddu, anche lui “obriere”»

Insomma un’antica tradizione«Si, un’antichissima tradizione familiare e i miei figli non vedono l’ora di prendere il testimone»

Qual è il segreto per affascinare e convincere le nuove generazioni a partecipare alla festa di Sant’Efisio e collaborare con voi?«Viverlo per noi è entusiasmante. Portiamo sul carro la nostra storia, le nostre usanze e consideriamo l’evento come il Natale. Non è la festa del primo  Maggio in se, piuttosto i due mesi precedenti nei quali iniziamo la preparazione. Siamo in tutto 7 famiglie, e i bambini e i miei figli sono cresciuti in questo ambiente, un po’ come me da bambina»

Questo fa si che si crei una bella collaborazione«La socializzazione che si crea a tutti i livelli, dal più giovane al più anziano è la cosa che mi colpisce di più. Non c’è il portone chiuso, tutti possono dare una mano e siamo aperti a chiunque»

Nella preparazione della tracca c’è una forte presenza femminile. Quanto è importante la figura della donna durante i preparativi?«La figura della donna è importante soprattutto per il lavoro di fino, di cura del dettaglio e di pianificazione.  In realtà sia gli uomini che le donne si dividono i compiti e cooperano in piena sintonia senza alcuna subordinazione»

Come si suddivide il lavoro in questi giorni frenetici?«Il carro ora (nella mattinata di martedì, ndr) non è ultimato. Quello che si vede è solo un pezzo. Ora lo decoriamo e stanotte completeremo le rifiniture, per esempio coi fiori di campo che vanno messi per ultimi altrimenti appassirebbero. Poiché di dimensioni notevoli ora sta dentro coi ruotini. Alle 3 del mattino lo  tireremo fuori, completeremo l’allestimento esterno e poi gli verranno messe le ruote. Essendo completamente di legno, vengono messe ore prima a bagno nell’acqua in modo da perfezionarne l’aderenza. Il passo successivo è l’adornamento dei buoi e l’allestimento generale. Il carro partirà vuoto intorno alle 5 del mattino fino a Generuxi»

A quale periodo risalgono gli abiti, i tappeti e in generali i ricami? «C’è qualche pezzo risalente all’Ottocento»

Poco fa tuo padre mi ha accennato che il vostro è il carro più grande della sfilata«La struttura di base del carro non è adibita per il trasporto del fieno, bensì per il trasporto delle pietre. Ecco il perché delle ruote piene, utili in passato al trasporto in campagna di carichi maggiori»

La FIDAPA incoraggia questa iniziativa?«La FIDAPA in quanto associazione femminile, ha lo scopo di valorizzare le donne nelle arti e nei mestieri. Questa è un’arte, perché crea, costruisce dal niente»

Mototaccuino, riparte il viaggio di “Dust’N Sardinia”

di Alessio Ferrari

Quando si viaggia, l’occhio sta sempre pronto a perdersi, la fantasia sta sempre sul chi va la, immaginandosi panorami mozzafiato ad ogni sguardo, il cuore è sempre pronto ad innamorarsi del luogo in cui ci si troverà, e la mente è predisposta a ricevere immagini che potrebbero restarvi impresse per tutta la vita. Questo è ciò che ci aspettiamo noi organizzatori della Dust’N Sardinia. Vogliamo proporre una esperienza motociclistica capace di coniugare tutto questo, a chi decide di partecipare all’evento, organizzato da Mototaccuino, di concerto con i nostri soci di Asphalt&Gravel, in collaborazione con il motoclub “Sa Palestra” di Sinnai.

Vogliamo mostrare una Sardegna vera, aspra a volte, ma capace di ripagare la fatica di centinaia di km di sterrati selvaggi, con la propria meravigliosa terra. Vogliamo rendere alla nostra isola parte di ciò che ci ha dato, portando sulle sue strade, dieci motociclisti vecchio stile, non astronauti in tute fluo, ma uomini avventurieri ed esploratori. Motociclisti dal cuore tenero, che partecipando al nostro evento aiutano l’associazione a realizzare un nuovo progetto. Questa volta le risorse saranno dedicate alla realizzazione e stampa di un albo illustrato sul motociclismo, che poi verrà donato ai bambini con bisogni educativi speciali. Albo che racconterà le avventure passate di “Mototaccuino”, rendendo quindi partecipi anche coloro che trovano un po’ di difficoltà nel leggere i due libri da noi prodotti: “Dall’isola al Sahara” il primo, che racconta la nostra avventura in terra Sahariana, e “Frammenti”, l’ultimo volume per ora, che racconta le nostre avventure in Vietnam, nelle terre terremotate del centro Italia, in Francia, sulla nostra isola, in India e nuovamente in Africa. Avventure tutte su due ruote, e tutte a scopo benefico, senza perdere mai di vista la nostra promessa: il 100% degli introiti vanno ai progetti.

Anche per la Dust’N Sardinia 2019, al netto dei costi vivi, chiaramente presenti, tutto verrà destinato al progetto 2019. Abbiamo pianificato tutto nei minimi dettagli, per offrire un’esperienza di qualità, con molteplici risvolti derivanti dall’evento. Poteremo venti persone in territori della Sardegna che sono lontani dalle riviste e da ciò che cercano i turisti, pensiamo sia un modo valido per far scoprire altro della Sardegna, la maggior parte delle volte, sono le parti più belle da vedere, e noi gliele mostreremo. Ci siamo attivati per poter acquistare gli alimenti prodotti dalle colonie penali sparse sul territorio, e con difficoltà stiamo riuscendo nell’intento. Anche la Federazione Motociclistica Italiana si è accorta di tutto questo, e per promuovere l’evento, nonché per premiare il nostro impegno e gli obbiettivi dell’associazione, quest’anno ha inserito l’evento nel calendario nazionale, ufficializzando la presenza delle nostre idee motociclistiche e riconoscendo la qualità della proposta esperienziale. Insomma, le aspettative e gli obbiettivi sono alti, ora non resta che accendere i motori, e alzare un po’ di polvere sulle magiche strade sarde.

Vi racconteremo tutto al nostro ritorno.

Aeroporto Elmas, sciopero controllori di volo

Disagi per i passeggeri dell’aeroporto Cagliari-Elmas per uno sciopero dai controllori del traffico aereo proclamato dal sindacato Unica (Unione italiana per il controllo e l’assistenza di volo) per venerdì 3 maggio.

I lavoratori del centro aeroportuale di Cagliari Elmas, incroceranno le braccia dalle ore 12.00 alle 16.00 «a causa di gravi ed irrisolti problemi di natura tecnico-operativa, logistica e di gestione del personale» scrive il sindacato in una nota.

«L’adeguamento delle infrastrutture fatiscenti ed obsolete richiesto da anni è necessario ed improcrastinabile in uno scalo come quello del capoluogo sardo che ha visto crescere il traffico aereo dell’11,8% negli ultimi tre mesi dell’anno e si stimano cifre da record per la stagione estiva in arrivo» concludono i lavoratori.

Restano garantite le prestazioni assicurate dalla normativa vigente.

Dal palco al campo: i teatri lirici si sfidano per l’Europeo di calcio a Cagliari

Dal palco dei teatri lirici di tutta Europa al campo del CUS Cagliari. Mercoledì 1 maggio, a partire dalle ore 10.00 sui campi della Cittadella Sportiva “Sa Duchessa” in via Is Mirrionis 3, è in programma la 51esima edizione del Campionato Europeo di Calcio per Teatri.

La competizione, nata a Zurigo in Svizzera nel 1970, arriva per la prima volta nel capoluogo sardo, organizzata dal Gruppo Calcio Teatro Lirico di Cagliari, dal Teatro Lirico di Cagliari, in collaborazione con il Gruppo Calcio del Teatro Scala di Milano e l’MSP Italia – CONI, CUS Cagliari.

Otto le squadre in campo: Teatro Lirico di Cagliari, alla seconda partecipazione nella rassegna, Teatro alla Scala di Milano, Teatro degli Arcimboldi di Milano, Teatro La Fenice di Venezia, Wojtyla FC di Vienna, Theater Basel, Slovene National Theatre di Maribor, Konzert und Theater St. Gallen.

Questi i giocatori della squadra del Teatro Lirico di Cagliari è composta da: Rossano Aresti (cornista), Giovanni Chiaramonte (contrabbassista), Antonio Ferraro (fonico), Alessandro Ferrari (cornista), Fabrizio Frustaglia (figurante), Emanuele Galanti (violoncellista), Alessio Lai (personale di sala), Gianluca Lai (calzolaio), Alessandro Maddaluno (macchinista), Federico Mauri (cornista), Luca Milia (figurante), Simone Murgia (figurante), Vincenzo Paci (macchinista), Giorgio Piras (figurante), Oscar Piras (tenore), Stefano Piras (fonico), Alessandro Raffa (tenore), Mirko Schirru (ufficio provveditorato ed economato), Antonio Staico (figurante), Fiorenzo Tornincasa (tenore). L’allenatore è Gigi Moi.

L’ingresso alla manifestazione è libero. Il programma della giornata prevede i seguenti appuntamenti: alle ore 09.00, la cerimonia di apertura della manifestazione; dalle ore 10 alle 14 le fasi eliminatorie del Torneo; dalle ore 15 alle 18.30 semifinali e finalissima del Torneo e dalle ore 19 all 20, la cerimonia di premiazione.

I testimonial per l’edizione cagliaritana sono due giocatori importanti nella storia del Cagliari: Mario Brugnera, campione d’Italia con i rossoblu nella stagione 1969/1970 e David Suazo, attaccante del Cagliari, secondo miglior marcatore di sempre dopo Gigi Riva.

Guinness World Record solidale a Cagliari

Il progetto è nato da un’idea dei Lions coordinati tra i distretti di Sardegna, Lazio e Umbria, e si propone di raccogliere gli occhiali usati per donarli ai poveri che non possono permettersi l’acquisto.

Qui a Cagliari i Lions raccolgono tutto l’anno gli occhiali nella loro casa di accoglienza fianco ospedale Businco.

All’iniziativa hanno partecipato anche diverse farmacie, negozi di ottica ed il risultato è stato eclatante tanto da raddoppiare in larga cifra il record precedente detenuto dal Giappone.

Circa 43 mila occhiali raccolti (il record da battere era di 19mila) e messi in file parallele al Poetto da via Capri che, in totale, messi in fila indiana coprirebbero la distanza di circa 4 km.

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