Anno: 2020

Quartu saluta don Antonio Porcu, il sacerdote felice

Alle 15.00 di martedì, don Antonio Porcu ha lasciato per l’ultima volta la sua chiesa di Sant’Elena per il suo ultimo viaggio. Ha lasciato la parrocchia diventata Basilica e cresciuta, come i suoi fedeli, quelli che per ventisei anni ha accompagnato nei sacramenti, quelli che l’hanno ricordato come una figura molto importante nella propria vita di fede e nella vita della città di Quartu. 

Il lungo addio è iniziato lunedì mattina con l’arrivo della salma, collocata nella cappella del Santissimo Santissimo, è proseguito per tutta la notte con momenti di preghiera e con una veglia, ed è terminato alle 11 di martedì mattina quando è iniziata la messa, celebrata dall’arcivescovo di Cagliari Monsignor Giuseppe Baturi, concelebrata da monsignor Arrigo Miglio, arcivescovo emerito e Antioco Piseddu, vescovo emerito di Lanusei. 

Sull’altare, ad accompagnarlo nel suo ultimo viaggio, i diaconi, i sacerdoti della Diocesi che non sono voluti mancare ad una funzione seguita dai fedeli commossi e silenziosi. Presenti i sindaci di Quartu e di Quartucciu, Stefano Delunas e Pietro Pisu.

Nell’omelia, monsignor Baturi ha ricordato don Antonio come il «tipo esemplare di parroco, sempre legato alla sua comunità. Un sacerdote stimato e che fino alle ultime settimane della sua vita ha partecipato agli esercizi spirituali (dal 17 al 21 febbraio)» In quell’occasione, don Antonio consegnò al nuovo arcivescovo la bozza del suo ultimo lavoro “La parrocchia è la mia famiglia”, «Un testo di riflessione in cui un animo grande, ormai novantenne, avverte e dichiara un cambiamento radicale e perseguibile della Chiesa». 

Baturi ha ricordato che la presenza dei tanti fedeli «è la testimonianza che la vita di don Antonio non è sta mediocre: non può essere insignificante la vita di chi gode della gioia e dell’amore di Cristo». Don Antonio non ha mai vissuto “la solitudine del prete” e nei suoi scritti – citati spesso dall’arcivescovo nella sua omelia – ricordava che l’amore che sentiva dentro di se da ragazzo non riusciva ad esprimerlo ad una singola persona ma sentiva il bisogno di allargare il campo dei sentimenti a tutte le persone che incontrava.  Il suo servizio non è fermato nel 2010, quando ha lasciato la chiesa di Sant’Elena, ma è proseguito  negli ultimi anni a Santa Maria degli Angeli «dove ha continuato a rispondere Si alla chiamata». 

Don Antonio è stato ricordato anche da don Alfredo Fadda, suo successore come parroco di Sant’Elena: «Ha sempre avuto un grande amore per la Chiesa e per la sua parrocchia. È stato sempre entusiasta nell’annunciare la Parola. È stato un prete felice del suo sacerdozio, testimone gioioso di quello che portava nel cuore». «Grazie don Antonio, sacerdote felice» ha concluso don Fadda. 
Don Antonio riposerà nel cimitero di Quartucciu.

[Andrea Matta]


Foto tratta da pagina facebook “Comitato stabile festeggiamenti in onore di Sant’Elena Imperatrice

Amministrative, Cambiamo Quartu si presenta alle elezioni a sostegno di Francesco Piludu

CambiamoQuartu ha deciso di presentare una propria lista alle prossime elezioni comunali e lo farà a sostegno della candidatura a Sindaco di Francesco Piludu.

«Il proficuo lavoro svolto da CambiamoQuartu in questi anni, con numerosi incontri con le realtà giovanili, associative ed imprenditoriali della nostra comunità, viene messo a disposizione della città, per essere motore di innovazione e di cambiamento in contrasto all’immobilismo che ha caratterizzato l’uscente amministrazione comunale» afferma in una nota Marta Ragatzu, una delle promotrici dell’iniziativa insieme a Roberta Ibba che ha sottolineato come CambiamoQuartu «si propone all’elettorato come propulsore di aspettative e istanze concrete all’insegna del rinnovamento che comporranno il programma elettorale e la lista, per le prossime elezioni amministrative»

«L’obiettivo chiave del comitato cittadino è quello di favorire una larga convergenza di forze progressiste, riformiste e identitarie deluse dalla fallimentare esperienza dell’amministrazione Delunas» ha aggiunto Ernesto Batteta.

CambiamoQuartu – prosegue la nota – chiederà la fiducia dei quartesi presentandosi per quello che è: un gruppo di cittadini, provenienti dal variegato e diffuso mondo associativo, che si è riunito intorno alle idee comuni ed alla volontà di mettere a disposizione il proprio servizio per la città che vivono e amano. Studenti, insegnanti, dipendenti ed imprenditori, commercianti, professionisti e disoccupati saranno presenti nella lista per rappresentare tutte le diverse sensibilità presenti nella terza città della Sardegna.

Ernesto Batteta ha sostenuto come «stiamo lavorando ad una proposta che riporti a Quartu un’identità, che riparta da tradizioni e valori, e, sin da subito, ad un piano straordinario, con risorse già individuate, per migliorare le strade in tutto il territorio, dal centro alle campagne al litorale».

CambiamoQuartu – conclude la nota – ritiene che Francesco Piludu possa essere il sindaco giusto per rappresentare la comunità quartese. La storia personale e politica di Francesco Piludu garantiscono la competenza politica e amministrativa per risollevare la città di Quartu Sant’Elena. Le informazioni e i contatti sono disponibili su Facebook e Instagram nelle pagine di @CambiamoQuartu e sul sito internet www.cambiamoquartu.it

La memoria delle vittime innocenti delle mafie diventa impegno

A Cagliari, Mogoro e Suelli incontro con i genitori del piccolo Dodò, ucciso dalla ’ndrangheta a soli dieci anni

Domenico aveva solo dieci anni e stava giocando a calcetto con il papà quando, il 25 giugno del 2009 a Crotone, fu raggiunto da un proiettile sparato da una banda che voleva colpire un uomo finito del mirino delle cosche locali. Il piccolo Domenico, Dodò per chi lo conosceva, morì dopo essere rimasto in coma per tre mesi, mentre altre nove persone che si trovavano lì per caso rimasero ferite. Oggi i genitori di Dodò, Giovanni Gabriele e Francesca Anastasio, da sempre lontani dalle faide e dalla ’ndrangheta, rendono viva la memoria del piccolo partecipando alle iniziative organizzate da Libera e dall’associazione che riunisce i familiari delle vittime innocenti delle mafie.

Per raccontare la loro esperienza ai giovani Giovanni Gabriele e Francesca Anastasio saranno protagonisti nell’isola di quattro incontri, organizzati da Libera Sardegna in collaborazione con il CSV Sardegna Solidale e inseriti nell’ambito delle iniziative “Verso il 21 marzo”, organizzate in vista della Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie che quest’anno verrà celebrata a Palermo.

Il primo appuntamento con l’incontro dal tema “La memoria e i familiari di vittime delle mafie diventa impegno. Ricordando Dodò” è per lunedì 10 febbraio a Cagliari alle 11.30 presso l’Istituto tecnico industriale Marconi, in via Valerio Pisano. Insieme ai genitori di Dodò, parleranno i rappresentanti di istituto del Buccari-Marconi insieme al dirigente scolastico Gian Carlo Della Corte e al referente di Libera Sardegna Giampiero Farru.

Nel pomeriggio Giovanni Gabriele e Francesca Anastasio saranno invece a Mogoro. Appuntamento a partire dalle 16.30 nella sala convegni della Fiera dell’Artigianato (piazza Martiri della Libertà). Insieme al sindaco Sandro Broccia, interverranno anche il dirigente scolastico Tullio Corona, Isa Saba e Nanda Sedda di Libera Sardegna, il referente del Sa.Sol 31 di Mogoro Donato Porceddu e il referente del presidio territoriale di Libera “Rosario Livatino” di Mogoro Gigi Napoleone. Coordina Ignazia Scanu. All’iniziativa parteciperanno le organizzazioni di volontariato del territorio e gli studenti dell’istituto comprensivo statale di Mogoro.

Martedì 11 febbraio Giovanni Gabriele e Francesca Anastasio saranno protagonisti di altri due incontri. Il primo, dal tema “La classe dei banchi vuoti. Ricordando Dodò”, è in programma alle 9 presso la Scuola secondaria di primo grado Alfieri di via de Gioannis a Cagliari. Interverranno anche con la dirigente scolastica Gabriella Artizzu, il docente Claudio Ronzitti, e Nanda Sedda e Carlo Veglio di Libera Sardegna.

Alle 14.30 invece appuntamento a Suelli presso la sala conferenze della biblioteca comunale in via Gramsci. Insieme ai genitori di Dodò a parlare del tema “La classe dei banchi vuoti. Ricordando Dodò” ci saranno anche il sindaco Massimiliano Garau, il parroco don Michele Piras, la dirigente dell’Istituto comprensivo “Mezzacapo” Paola Gianfriglia, Isa Saba di Libera Sardegna, e Gian Luigi Boi e Antioco Dessì del Presidio Territoriale di Libera Trexenta-Gerrei “Lea Garofalo”. All’incontro parteciperanno gli studenti della scuola secondaria di secondo grado di Suelli.

Origini, legami, identità: alla MEM, il seminario del progetto “Sportello dell’adozione”

Prosegue il progetto “Sportello dell’adozione” di AGA – Associazione Genitori Adottati. Martedì 28 gennaio dalle ore 17.00 alle 19.30 negli spazi della MEM, Mediateca del Mediterraneo, in via Mameli 164 a Cagliari, si terrà un nuovo seminario dal titolo “Origini, legami, identità: esplorazione emotiva-giuridica nella ricostruzione dell’identità familiare”.

Dopo i saluti della presidentessa dell’associazione, Alessandra Calamida, sono previsti gli interventi della dottor Guido Pala, presidente del Tribunale dei Minorenni di Cagliari, della dottoressa Grazia Maria De Matteis, Garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Sardegna e del dottor Francesco Vadilonga, direttore del CTA Centro di Terapia dell’Adolescenza di Milano.

Al temine dell’iniziativa verrà inaugurata la mostra fotografica “La mia storia sulla pelle” con gli scatti di Cristiano Bonassera. La mostra racconta storie di vita, intrecci e percorsi unici che invitano ciascuno a riflettere sul significato di origini, appartenenza, integrazione e identità.

STARTER è uno dei partner dell’Associazione Genitori Adottati nell’ambito del progetto. La Cooperativa sociale ha realizzato, insieme all’associazione, alcuni progetti di supporto alla genitorialità. «”Lo Sportello dell’adozione” – si legge nella nota dell’associazione – è un progetto promosso e finanziato dalla Fondazione di Sardegna, per il bando annuale “Volontariato, Filantropia e Beneficenza” per l’anno 2019».

Moses Concas sul palco di America’s Got Talent

La musica di Moses sul palco di “America’s Got Talent – The Champions”.

L’artista, nato a Iglesias, ma cresciuto a Quartu, si è esibito davanti ai giudici del programma Simon Cowell (creatore del format), Howie Mandel, Alesha Dixon, Heidi Klum nella Civic Auditorium di Pasadena negli Stati Uniti. 

Il programma riunisce i vincitori del format provenienti da tutto il mondo: Moses ha vinto la settima edizione di Italia’s Got Talent nel 2016. 

La puntata è andata in onda lo scorso 20 gennaio 2020 sulla NBC. 

Ecco l’esibizione di Moses sul canale YouTube del programma 

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