Vescovi sardi: no al business delle armi in Sardegna

I vescovi sardi dicono no al business della armi in Sardegna e in Italia e chiedono un impegno alla riconversione delle industrie che le fabbricano. A partire dal messaggio di Papa Francesco, in occasione della cinquantaduesima Giornata Mondiale della Pace “La buona politica è al servizio della pace” e della Marcia della Pace in programma a Villacidro,i vescovi della Sardegna affermano la loro contrarietà alle fabbriche che generano morte chiede l’impegno di istituzioni, Università, scuole, imprese, associziazioni di lavoratori per «studiare con serietà, impegno e profondo senso di responsabilità la possibilità di un lavoro dignitoso per gli operai attualmente impegnati in tali attività»

«Oggi, anche nella nostra Regione, abbiamo bisogno di una buona politica che faccia crescere il lavoro libero, creativo, solidale e partecipativo. Un lavoro degno – si legge in una nota – che permetta ad ogni lavoratrice e lavoratore di tornare a casa ogni sera con la soddisfazione di aver guadagnato un pane dignitoso e di aver contribuito al progresso della società. Un lavoro che possa far crescere e consolidare la Pace, rispettoso della vita umana e della salvaguardia del creato».

«La produzione e il commercio delle armi – proseguono i vescovi – non contribuiscono certo alla Pace, anche se occupano molte persone e collocano in alto l’Italia nella classifica dei fabbricanti di armi. La Chiesa ha sempre sostenuto con fermezza che “la vendita e il traffico di armi costituiscono una seria minaccia per la Pace” (cfr Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa, n. 511). Nel mondo invece crescono sempre più le spese militari e si registrano ancora tanti “conflitti dimenticati”: lo scorso anno sono stati 378, sparsi in diverse parti del pianeta, di cui 20 classificati come guerre ad elevata intensità. La gravissima situazione economico-sociale non può legittimare qualsiasi attività economica e produttiva, senza che se ne valuti responsabilmente la sostenibilità, la dignità e il rispetto dei diritti di ogni persona. In particolare non si può omologare la produzione di beni necessari per la vita con quella che sicuramente genera morte. Tale è il caso delle armi costruite nel nostro territorio regionale e usate per una guerra, che ha causato e continua a generare nello Yemen migliaia di morti, per la maggior parte civili inermi. Un business tragico che sembra non avere nessun colpevole, poiché i vari Paesi interessati si scaricano a vicenda le responsabilità. La questione diviene ancor più lacerante, sotto il profilo etico e socio-economico, poiché tale produzione avviene in un territorio, il nostro, tra i più poveri del Paese, ancora privo di prospettive per il lavoro. Cosi ai nostri operai si offre uno stipendio sicuro, ma essi devono subire l’inaccettabile per mancanza di alternative giuste e dignitose» proseguono la nota.

«L’impegno per la riconversione delle industrie della morte – scrivono i vescovi – non può essere solo il grido appassionato e sicuramente profetico di quanti sentono con particolare passione la necessità di coltivare la Pace.  Può sembrare utopia, ma sappiamo che quando tale impegno è stato assunto da persone di buona volontà si è dimostrato realizzabile e fecondo. Come Chiesa dobbiamo e vogliamo lavorare soprattutto per la formazione delle coscienze e per ricordare a tutti il dovere del rispetto dei diritti di ogni uomo e di ogni donna, a qualunque Paese appartengano. C’è bisogno della preghiera e della responsabilità di tutta la comunità cristiana, c’è bisogno dell’impegno di ogni cittadino e di tutti i rappresentanti delle istituzioni cui stia veramente a cuore il bene comune»

Marcia della Pace a Villacidro tra solidarietà, lavoro e bene comune

Tutto pronto a Villacidro per la trentaduesima edizione della Marcia della Pace, in programma giovedì 28 dicembre, promossa dalla Caritas diocesana di Ales-Terralba, dalla Delegazione regionale Caritas Sardegna e dal CSV Sardegna Solidale. In piazza associazioni, volontari del mondo laico ed ecclesiale, studenti, pensionati, politici e sindacalisti.

«Ha sorpreso molti il tema della 52° Giornata Mondiale della Pace del 1° gennaio 2019: La buona politica a servizio della Pace – spiega in una nota il presidente del comitato promotore don Angelo Pittau -. Come ha sorpreso il sottotitolo La buona politica per la Sardegna: solidarietà, lavoro, bene comune, che abbiamo voluto dare alla 32° Marcia.

Oggi dove le diseguaglianze sono sempre più forti, dove le guerre si susseguono per mantenere il potere, per aumentare i guadagni, la Chiesa, ma anche ogni uomo di buona volontà “giusto”, non devono avere paura della politica: Papa Francesco ci spinge all’audacia di operare per la costruzione di un “regno”, in cui giustizia e pace si intrecceranno». Don Pittau ha ricordato la scelta del punto di partenza, Villacidro, «scivolata dal sogno della rinascita, del lavoro e del benessere, a un oggi senza speranza, con le fabbriche chiuse e la disoccupazione» e del luogo esatto dal quale partirà la marcia: piazza Italia, dietro l’Assl, in un quartiere al margine per andare nelle strade del paese per seminare speranza, ottimismo, futuro.

Programma

Dopo il raduno (ore 14.30) la partenza della Marcia è prevista alle ore 15.00 dopo la preghiera introduttiva guidata dal Vescovo di Ales- Terralba, mons. Padre Roberto Carboni e saluto.

La marcia proseguirà per via Corterisoni, via Guido Rossa, via Di Vittorio, via Nazionale, via Parrocchia, Piazza Rondò, via Dessì – fronte Parco- piazza Lavatorio, via Repubblica, via Ciusa.

L’arrivo in Piazza Madonna del Rosario è previsto per le ore 16.30.

In programma i saluti della sindaca di Villacidro, Marta Cabriolu, di Mons. Giovanni Paolo Zedda, Vescovo delegato della Conferenza episcopale sarda per il servizio della Carità e Vescovo di Iglesias: di Raffaele Callia, delegato regionale Caritas e Giampiero Farru, presidente CSV Sardegna Solidale.

Seguirà il messaggio di don Luigi Ciotti, (fondatore del Gruppo Abele e presidente dell’associazione Libera per la lotta alle mafie).

Le conclusioni saranno affidate a Don Angelo Pittau.

La prima iniziativa è in programma alle ore 10 nell’Auditorium Santa Barbara e vedrà come protagonistii bambini della scuola dell’infanzia e primaria con “Bambini anche noi per la pace”.

Dune di Chia: “Acquistarle per preservarle”

Questo è ciò che è stato fatto da un’organizzazione ecologista.

Un’operazione non solo etica ma anche titanica, resa possibile grazie alla cooperazione.

Come si legge dal sito del Gruppo di intervento giuridico Onlus:

Le dune e la spiaggia di Chia, sono uno straordinario gioiello del Mediterraneo […]

Le dune e la spiaggia sono in pericolo […]

Vari soggetti immobiliari a capitale arabo e internazionale stanno rastrellando terreni, come sta già accadendo anche in altre parti della Sardegna, e non è azzardato ipotizzare un futuro privatizzato per dune e spiaggia […]

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico Onlus ha deciso di opporsi a un copione che sembra già scritto e sta procedendo all’acquisto di una parte delle dune e della spiaggia di Chia, davanti all’isolotto di Su Giudeu […]

A chi contribuirà con almeno 30,00 euro sarà inviato un simbolico attestato di benemerenza e la tessera associativa, se gradita.

Centomila euro è il costo pagato per salvare 4 ettari di spiaggia, per non permettere a nessuno di costruire sopra quello che è un simbolo non solo della regione Sardegna ma rappresenta uno dei paesaggi più caratteristici al mondo.

Qui tutte le informazioni per partecipare all’iniziativa.

IL MIRACOLO DI NATALE, GENNARO LONGOBARDI PRESENTA LA 22ESIMA EDIZIONE

Mercoledì 19 dicembre, dalle ore 09.00 alle 21.00, è in programma la ventiduesima edizione de “Il miracolo di Natale“. L’iniziativa, ideata dal conduttore televisivo Gennaro Longobardi, è diventato negli anni uno degli eventi di solidarietà più attesi.

Dalla scalinata della Basilica di Nostra Signora di Bonaria, il “miracolo” si moltiplica in altre quattordici città della Sardegna: Bosa, Decimomannu, Domusnovas, Guasila, Iglesias, Monserrato, Olbia, Porto Torres, Quartucciu, Sassari, Selargius, Sestu, Villacidro e Quartu. Nella terza città della Sardegna l’appuntamento è in piazza Sant’Elena.

Cosa portare? Generi alimentari a lunga conservazione come olio, passata di pomodoro, biscotti. Inoltre, prodotti per la prima infanzia: pappe, omogeneizzati, pannolini, indumenti per neonati, prodotti per l’igiene.

La giornata di solidarietà è stata presentata dal conduttore televisivo durante la puntata di Alle 21, in onda su RSE.

Clicca qui per il video dell’intervista

“Kindy”, a Cagliari arriva la scatola della gentilezza

Una scatola per depositare un oggetto che non si usa più e che può diventare un piccolo regalo per l’altro. Un modo per dargli una nuova vita. Si chiama Kindy, la scatola della gentilezza. Ad idearla, la blogger @Claredda che dalla sua pagina facebook “Fashionedda” ha lanciato l’iniziativa che partirà venerdì 7 dicembre. La scatola verrà collocata a Cagliari vicino “Coccodi – il dolce e il salato” in via Santa Margherita, a due passi da Piazza Yenne.

Il tamtam è partito dai social network: «Dentro la scatola ci saranno dei regalini» si legge sulla sua pagina facebook. «Chiunque è libero di prenderne uno e, se vuole, depositare al suo interno qualcosa. Non è obbligatorio fare entrambi. Può essere un quadernino, una penna, un libro, uno smalto. Niente di eccessivamente voluminoso. È una scatola discreta. Spero che l’idea vi piaccia e che la accogliate con lo spirito giusto. Il mondo ha un disperato bisogno di atti buoni».

Per domande e informazioni sulla «gentilezza random», il canale giusto è la pagina instagram @fashionedda con un messaggio privato (un direct). Il progetto è stato presentato durante una puntata di “Alle 21”, programma in onda su RSE Radio Sant’Elena.

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