Sla, Paolo Palumbo ammesso alla terapia sperimentale in Israele

Un nuovo passo per Paolo Palumbo. Lo chef sardo colpito da Sla ha annunciato sulla pagina facebook l’arrivo della mail che accetta la sua richiesta per essere sottoposto alla sperimentazione in Israele del protocollo Brainstorm. «Non ho parole per descrivere la gioia e l’emozione che sto provando, certo ancora non abbiamo vinto sicuramente la guerra ma posso dire che abbiamo vinto la prima battaglia» scrive Palumbo sui social.

«Voglio ringraziare tutti coloro che hanno supportato questa battaglia – prosegue lo chef- e voglio dire che spero di essere la luce per tutti i malati e guerrieri e che la sperimentazione dia i risultati aspettati in modo che con i risultati alla mano possa essere somministrata a tutti i malati».

Il 21enne aveva iniziato anche un sciopero della fame poi sospeso dopo aver ricevuto una mail del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. La terapia, arrivata alla fase 3 negli Stati Uniti e in Medio Oriente, è molto costosa. Si stima che valga dai 500mila al milione di euro. Ora toccherà alla Regione e al Governo che tramite il ministero del Sanità sta verificando la situazione.

[Foto tratta da pagina fb: Paolo Palumbo – Finalmente Abili]



50 giovani pronti a cambiare Quartu

Il gruppo di Cambiamo Quartu ha centrato l’obiettivo, ossia quello di avviare un vero e proprio progetto di cambiamento per la città di Quartu attuando la cosiddetta democrazia partecipativa.

Un cambiamento che parte dai giovani.

Ai cosiddetti millennials (nati dal 1980 in poi) era infatti dedicato l’incontro che si è svolto nella serata di ieri presso la sala dell’Antica Casa Olla in via Eligio Porcu.

Sono state tante le idee proposte dai giovani quartesi per recuperare la città che amano, discussi su sei tavoli tematici divisi in:

  • cultura (istruzione, cultura, beni culturali, tradizioni);
  • territorio (urbanistica, servizi, pedonalità, infrastrutture, metropolitana, ciclabilità);
  • ambiente (Molentargius, Poetto, saline, costa marittima, Sette Fratelli);
  • sviluppo (fondi europei, organizzazione, sburocratizzazione, nuove tecnologie, partecipazione, lavoro);
  • turismo (accoglienza, tradizioni, promozione);
  • sociale (tempo libero, sociale, sport, salute).

Consultate la galleria delle attività di ieri sera e seguite gli aggiornamenti sui prossimi incontri sulla pagina Facebook.

Essere se stesse al massimo, l’8 marzo a Cagliari

di Alessandro Atzeni

L’8 marzo a Cagliari come in tantissime città del mondo si è svolta la manifestazione a favore dei diritti delle donne e contro il ddL Pillon, in Italia con la sigla Non Una Di Meno, a cui si aggiungeva qui in Sardegna quella nostrana Manc’Una De Mancu.

Le parole di seguito sono quelle di una ragazza, ma non sono solo le sue, sono le parole gridate per tutta la mattina, parole che hanno bisogno di una cassa di risonanza, finchè non saranno ascoltate per davvero.

«Siamo qui per manifestare a favore dei diritti delle donne che verranno danneggiati in futuro e sono costantemente minacciati in tempi recenti dal disegno di legge Pillon.

In questo periodo storico ed in questa fase politica che stiamo vivendo è necessario protestare contro un disegno di legge che chiaramente è a sfavore delle donne, soprattutto vittime di violenze e delle famiglie.

Non bisogna mai perdere di vista la strada che è stata fatta in questi secoli, le donne hanno ottenuto dei diritti che prima erano inimmaginabili, ma il cammino non finisce mai.

La lotta per i diritti continua e non si deve mai fermare, quindi è in torto chiunque pensi che ormai abbiamo raggiunto il livello massimo o che non abbiamo nulla di cui lamentarci perchè viviamo in un paese occidentale e tutto ci è concesso.

Noi siamo ragazze e non siamo ancora entrate nel mondo del lavoro ma abbiamo già avuto esperienza in moltissimi contesti di quanto possa essere limitante l’essere donna.

Ovviamente non per nostra volontà, noi cerchiamo di combattere contro questa concezione, però molte persone imponendoci delle categorie, ci impediscono di essere noi stesse al massimo».

In diretta dai Giardini Pubblici Cagliari la #manifestazione dell’ #8marzo#nonunadimeno #mancunademancu

Pubblicato da Profilo Sociale su Venerdì 8 marzo 2019

Dal latte al formaggio: pastori e bambini in piazza a Sant’Andrea Frius

di Daniele Lecca

Nella giornata di ieri, domenica 17 febbraio, niente latte versato nelle strade di Sant’Andrea Frius. La protesta dei pastori sardi ha preso una piega totalmente diversa: i pastori del paese in collaborazione con l’oratorio Sant’Andrea Apostolo hanno insegnato ai bambini del paese cosa si può fare con il latte.

Un pomeriggio produttivo, tra bambini e adulti, dove si è fatto sia il formaggio che la ricotta. Maria, Andrea, Vitalia e Angela hanno spiegato passo passo come il latte diventa formaggio. I bambini più coraggiosi, hanno immerso le mani nella cagliata e hanno fatto “la rottura”, uno dei passaggi più importanti e poi hanno diviso la cagliata dal siero, mettendola nelle fuscelle, dando così vita alle forme di formaggio. E a fine serata tutti i partecipanti hanno portato a casa un po’ di quel formaggio.

«Una manifestazione per far capire anche ai più piccoli l’importanza di ciò che stanno vivendo i nostri pastori sardi» afferma Don Angelo, organizzatore della manifestazione «È importante che anche loro capiscano i grandi sacrifici che comporta questo lavoro»

Protesta pastori, in centinaia sotto il palazzo della Regione

di Daniele Lecca

La protesta dei pastori sardi non si ferma e oggi in particolar modo “invade” il capoluogo sardo.

Sono in centinaia i pastori schierati davanti alla sede della Regione in viale Trento a Cagliari per lottare contro quei 60 centesimi.

L’obiettivo è uno, raggiungere un accordo sul prezzo del latte, «Se non raggiungiamo, almeno, un euro non ci fermiamo» afferma uno dei pastori scesi in piazza «60 centesimi non bastano minimamente per coprire le spese di produzione, ce ne vogliono, come minimo 80».

Sono arrivati da tutta la Sardegna, come Antonio Pischedda di Villaperuccio che attribuisce a questa situazione un profondo senso di tristezza.

Una protesta grande quanto un’isola, tante le manifestazioni e i gesti di solidarietà: in molti paesi della provincia lenzuola bianche stese nelle finestre, tanti i bar che hanno deciso di non servire latte nella giornata di oggi, alcune attività commerciali hanno chiuso le serrande per partecipare ai vari cortei organizzati.

Latte versato sotto il palazzo della Regione Sardegna in Viale Trento

In mattinata sono scesi in piazza gli studenti per dare la loro solidarietà ai pastori. Manifestazioni analoghe anche in altri centri dell’isola come Sassari e Iglesias.

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