Amministrative, quasi 400mila sardi al voto

28 comuni e quasi 400mila sardi al voto per le elezioni amministrative. Seggi aperti dalle ore 07.00 alle 23.00

Tra questi, Cagliari, Sassari e Alghero, tutti e tre con amministrazioni uscenti di centrosinistra e altri due comuni sopra i 15mila abitanti: Monserrato e Sinnai.

Nel capoluogo, i candidati sindaco con tre: Francesca Ghirra (centrosinistra), Paolo Truzzu (centrodestra) e Angelo Cremone per la lista civica Verdes.

Sette liste per la Ghirra: Siamo Cagliari, Sinistra per Cagliari, Donne per Francesca Ghirra, Cagliari Citta D’Europa, Marzia Cilloccu per Cagliari, Campo Progressista Sardegna e Partito Democratico

Undici Iiste per Truzzu: Sardegna Forte per Cagliari, Sardegna 20Venti, Popolari per Cagliari, Fortza Paris, Cagliari Civica, Riformatori Sardi, Partito Sardo d’Azione, Unione di Centro, Forza Italia, Lega Salvini Sardegna e Fratelli D’Italia.

Sette i candidati sindaco per la città di Sassari. Mariolino Andria (centrodestra), Mariano Brianda (centrosinistra), Maurilio Murru (M5S),  Lino Mura, Marilena Brudoni e Ninni Campus, tutte e tre candidati con liste civiche e Giuseppe Doneddu, candidato per Partito Comunista. Nessuna ricandidatura per il sindaco uscente Nicola Sanna.

Ad Alghero, tre candidati sindaci: il sindaco uscente Mario Bruno per la coalizione del centrosinistra; Mario Conoci (centrodestra) e Roberto Ferrara (M5S).

Quattro i candidati a Monserrato con Tomaso Locci (lista civica, Caterina Argiolas (centrodestra), Valentina Picciau (centrosinistra) e Gianfranco Vacca (M5S). tre i candidati sindaco a Sinnai, città al voto dopo la scomparsa del sindaco Matteo Aledda. In lizza Katiuscia Concas, Tarcisio Anedda e Rita Matta (M5S).

Tra comuni tra i 5mila e i 15mila vanno al voto San Gavino, Bosa, Tortolì, Castelsardo e Sorso.

Sotto i 5mila abitanti si vota a Calasetta, Esterzili, Genoni, Guasila, Samatzai, Sant’Anna Arresi, Serrenti, Villasimius, Magomadas, Sini, Sorradile, Golfo Aranci, Illorai, Putifigari, Onanì, Ortueli, Sarule e Villagrande Strisaili.

Quartu, doppia mozione di sfiducia per Delunas

Le mozioni di sfiducia per il sindaco di Quartu Sant’Elena Stefano Delunas viaggiano sui social.

In mattinata di giovedì, l’annuncio della mozione firmata dai quattro consiglieri comunali Guido Sbandi (M5S), Tonio Pani, Romina Angius e Dino Cocco (Polo Civico). Nel pomeriggio, i consiglieri comunali del Partito Democratico hanno pubblicato un’altra mozione, datata 20 dicembre 2018, con le sette firme del gruppo consiliare. Questa mattina, è arrivata la doppia firma delle consigliere del gruppo “Oggi è domani”. Una per ogni mozione.

Per la discussione in aula bastano dodici firme ma i tempi però sono più lunghi di quanto annunciato dalla prima mozione. Secondo il regolamento del Consiglio Comunale , la mozione di sfiducia viene messa in discussione non prima di dieci giorni e non oltre trenta giorni dalla sua presentazione.

Ore 12.30. «Una mozione senza loghi di partito che necessita di dodici firme per essere discussa in consiglio comunale. Attendiamo la partecipazione di altri consiglieri per cercare di porre fine a questa consiliatura» scrive sulla sua pagina facebook, Sbandi. «Siamo fermamente convinti che questa gestione amministrativa sia ormai da tempo giunta al capolinea – scrive Tonio Pani sui social – Come abbiamo fatto in altre occasioni (senza mai raggiungere il numero sufficiente), stamattina, abbiamo depositato presso la Presidenza del Consiglio una Mozione di sfiducia al Sindaco. Attendiamo la partecipazione di altri consiglieri per cercare di porre fine a questa consiliatura del “Tira a campare”

Ore 18.15. «Il Gruppo consiliare del Partito Democratico attende da giorni, se non da mesi, di ricevere una risposta per la condivisione di una mozione di sfiducia all’amministrazione comunale quartese. Da mesi è pronta con le sette firme del Partito Democratico una mozione che aspetta ulteriori cinque sottoscrizioni» affermano in una nota i consiglieri del Partito Democratico di Quartu, Marco Piras, Francesco Piludu, Rita Murgioni, Barbara Cadoni, Maria Tecla Brai, Mauro Ligas e Stefano Busonera.

«Non si comprende perché, attraverso i social e i media, quattro consiglieri non abbiamo condiviso un atto che deve essere, per sua natura, plurale e senza paternità ma solo risolutore di una grave situazione politica ed amministrativa. Il PD – concludono i consiglieri – resta a disposizione di chiunque, di opposizione e maggioranza, voglia porre termine a questa amministrazione, anche attraverso il prossimo e imminente voto contrario al Bilancio di Previsione»

«Quest’oggi abbiamo firmato entrambe le mozioni di sfiducia presentate dai nostri colleghi di opposizione – scrivono le consigliere comunali Marcella Marini, Chiara Pili e Valeria Piras sulla pagina facebook “Oggi è domani” -Non ci interessa avere la paternità dell’azione, ma ci interessano solo i risultati, così come abbiamo dimostrato durante tutta la nostra azione politica. Abbiamo firmato questi documenti per evitare qualsiasi incomprensione o fraintendimento, ma riteniamo che in questa fase queste azioni siano alquanto superflue. Martedì 18 è prevista la discussione del bilancio in aula, quello che per noi è il momento cruciale in cui ogni consigliere ha la possibilità di votare la sfiducia verso chi governa la nostra città. Cogliamo l’occasione – proseguono le consiglierei – per comunicare alla cittadinanza, a cui eventualmente posso sfuggire alcuni iter procedurali, che la mozione di sfiducia necessità di 12 firme per essere protocollata e di 10 giorni di deposito per essere discussa, perciò il conto alla rovescia non è ancora iniziato. Mentre abbiamo un’unica certezza: se ci sarà la volontà da parte di tutte le forze politiche si metterà fine a questa consiliatura nell’immediato con la mancata approvazione del bilancio»

Il prossimo consiglio comunale è stato convocato per martedì 18 giugno alle ore 18.00. Tra i punti all’ordine del giorno ci sarà anche il Bilancio di previsione finanziario 2019/2021. Lo scorso 30 maggio, l’assessorato regionale agli Enti Locali ha firmato un decreto nel quale da al Comune di Quartu, e alle altre amministrazioni che non hanno ancora approvato il bilancio, un termine ultimo per l’ok definitivo del documento pena il commissariamento.

Europee 2019: la Lega vince a Quartu, Salvini il più votato

Anche a Quartu, la Lega si conferma il partito più votato alle Europee ma il vero vincitore di queste consultazioni è stato l’astensionismo con la percentuale dei votanti ferma al 36,38%, –3,57% rispetto al 2014.

La terza città della Sardegna conferma il trend nazionale e regionale con il 28,38% pari a 6.023 voti. Secondo posto per il Movimento 5 Stelle con il 25,82% 5.480 voti. Terzo posto per il Partito Democratico con 4.575 voti e il 21,55%.

Alle loro spalle tutto confermato rispetto ai dati nazionali con Forza Italia (9,56% e 2.029 voti), Fratelli d’Italia (6,42% e 1.362 voti). Alle loro spalle, La Sinistra e+ Europa con il 2,35% e 2,05% (499 e 436 voti), seguono Europa Verde 1,72% (365), Partito Comunista 0,58% (124), Partito Animalista 0,43% (91 voti), Popolo della Famiglia-Alternativa Popolare con 0,42% (89), Partito Pirata 0,28% (60); Casapound 0,24% (52 voti) i Popolari per l’Italia con lo 0,16% (34) . Chiude Forza Nuova con lo 0,03% (7).

Preferenze. Matteo Salvini è stato il candidato più votato con 3.119 voti di preferenza. Al secondo posto, Alessandra Todde (M5S) con 2.360 voti, terzo Andrea Soddu (PD) con 2.225 voti. Quarto Massimiliano Piu (Lega) 1038, quinta Sonia Pili (1018) poi Donato Forcillo (M5S) 996, poi Silvio Berlusconi (FI) con 845 voti, seguito da Salvatore Cicu 729. 516 voti per Alessandra Zedda (FdI). 203 voti per Maria Cristina Ibba (La Sinistra).

Dalle Regionali alle Europee. Quello di domenica, per i cittadini quartesi, è stata la terza chiamata al voto in cinque mesi. Rispetto alle elezioni regionali di febbraio (altra competizione e altra affluenza), crescono i voti di lista di tutte e cinque i primi partiti.
La Lega è passata dai 3.541 ai 6.023 (dal 12,08% al 28,38%), tra i quali potrebbero esserci anche quelli del Partito Sardo d’Azione, assente alle Europe, che alle regionali ha portato a casa 3276 voti di lista. Cresce anche il Movimento 5 Stelle: dai 2.954 di febbraio ai 5.480 di ieri (dal 10,07% al 25,82%). Sale anche il Partito Democratico anche senza un candidato cittadino in lista da 4.063 voti a 4.575 (dal 13,86% al 21,55%). Sale anche Forza Italia, da 1.1618 a 2.029 voti (dal 5,52% a 9,56%) e Fratelli d’Italia da 1.155 a 1.362 (dal 3,94% a 6,42%).

Europee 2019: in Sardegna la Lega è il primo partito; 7mila voti di differenza tra M5S e Pd

Ballo a tre parties. Il numero 3 è la costante della elezioni Europee in Sardegna. Tre sono i partiti che spartiscono da soli oltre il 70% dell’elettorato. 3,33% è la distanza tra il primo partito Lega 27,57% e Pd 24,27%.

Nell’isola dell’astensionismo, la Lega conferma il trend nazionale e diventa il primo partito con oltre 135mila voti. Rispetto al dato nazionale, M5S passa davanti al Partito Democratico: 25,70% contro 24,27% con soli settemila voti di distanza 126.301 contro 119.260. Alle loro spalle si conferma il trend della penisola con Forza Italia (7,81% e 38.389 voti) e Fratelli d’Italia (6,24% e 30.681 voti). Alle loro spalle, due sole liste superano il 2% La Sinistra 2,19% e 10.710 voti e + Europa 2,09% con 10.269 voti, seguono Europa Verde 1,60% (7.863), Partito Comunista 0,87% (4.299), Popolo della Famiglia-Alternativa Popolare con 0,45% (2.234), Partito Animalista 0,41% (2.019), Casapound con 0,32% (1.590) Partito Pirata 0,24% (1.160); i Popolari per l’Italia con lo 0,17% (817) . Chiude Forza Nuova con lo 0,07% (366).

La situazione è diversa in Sicilia dove il Movimento 5 Stelle è il primo partito con il 31,18% (479.562 voti), seguito dalla Lega (20,77%, 319.439 voti), poi il sorpasso di Forza Italia 16,99% (261.340) sul Partito Democratico 16,63% e 255.741 voti. Fratelli d’Italia è al 7,62% con 117.131 voti. Sotto il due percento gli altri partiti e movimenti che vanno dall’1,89% di + Europa allo 0,13% di Forza Nuova.

La somma delle due regioni dice che il Movimento 5 Stelle è primo partito delle circoscrizione con 29,85% (605.863 voti), seconda la Lega con il 22,42% (454.935 voti), Partito Democratico con il 18,48% (375.001), Forza Italia al 14,77% (299.729), Fratelli d’Italia al 7,28% (147.812 voti). Gli alti partiti sono sotto il due percento.

Tra i candidati sardi, la più votata nella circoscrizione è stata Alessandra Todde (M5S) che nelle due isole ha raggiunto 88.206 preferenze (51.881 in Sardegna) guadagnandosi il terzo posto in lista. Il candidato più votato nell’isola è il Andrea Soddu (PD) con 66.562 preferenze (69.506 in totale). Il terzo sardo più votato nelle isole è Salvatore Cicu con 28.470 preferenze; quarto e quinto posto per i due candidati delle Legal Massimiliano Piu con 25.788 voti e Sonia Pili con 24.568 voti, lontani dai primi due posti che valgono un seggio. 13.536 voti per Alessandra Zedda (Fratelli d’Italia)

I numeri però non sono positivi per l’elezione di sardo all’Europarlamento. Secondo i primi calcoli, non ufficiali, gli otto seggi previsti per la circoscrizione andrebbero così ripartiti:
2 al M5S: Dino Gianrusso (116..794 voti) e Ignazio Corrao (115.377 voti)
2 alla Lega: Matteo Salvini (239.078) e Annalisa Tardino (32.792). Il vice premier potrebbe lasciare il posto a Francesca Donato (28.071).
2 al PD: Pietro Bartolo (135.098) e Caterina Chinnici (112.526). Se Bartolo dovesse accettare il seggio nel collegio del Centro potrebbe rientrare in corsa il sindaco di Nuoro.
1 a Forza Italia: Silvio Berlusconi (90.299) che potrebbe essere sostituto da Giuseppe Milazzo (74.727)
1 a Fratelli d’Italia: Giorgia Meloni (63.372) candidata in altri collegi che potrebbe essere sostituita da Raffaele Stanchinelli (30.299)

Segui i dati in tempo reale:

Dati nazionali
Circoscrizione Insulare
Sardegna
Sicilia


Europee 2019, Lega primo partito in Italia; Pd in leggero vantaggio sul M5S

La Lega è il primo partito in Italia dopo le elezioni Europee. Alle sue spalle, testa a testa tra il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle. Staccati Forza Italia e Fratelli d’Italia. Sinistra e verdi sotto il 3%. Sono questi i primi dati che arrivano dalle proiezioni sul voto europeo.

Al contrario di quanto accaduto in passato, i primi exit poll che davano la Lega tra il 27-31% (Piepoli per la RAI) sono stati confermati dalle proiezioni che piazzano il partito del ministro degli Interni intorno al 34% (terza proiezioni SWG per La7). Dietro la Lega, ll PD di Zingaretti è in leggero vantaggio rispetto al Movimento 5 Stelle: 22,00% contro 18,00% nella terza proiezioni SWG (La7). A seguire Forza Italia con l’8,5%, Fratelli d’Italia con il 6,4%, + Europa al 3,2%, Europa Verde 2,4%, Sinistra 1,7%.

I dati vengono confermati anche dalla proiezioni di SkyTg24 per Agenzia Quorum e YouTrend

Reazioni. «Una sola parola: Grazie Italia». Il primo tweet di Salvini arriva intono alle 23.30. In conferenza stampa, Salvini ha chiesto una accelerazione sul programma di governo e ha aggiunto «A livello nazionale non cambia nulla».

Il segretario nazionale del PD, Nicola Zingaretti, incontrando i giornalisti ha ringraziato le italiane, gli italiani e i giovani che hanno scelto la lista unitaria del PD. «Ora andiamo avanti con il nostro piano per l’Italia: la sfida è costruire un’alternativa a Matteo Salvini, un’alternativa credibile per salvare il nostro Paese».

«Gli italiani hanno raccontato che la coerenza di Fratelli d’Italia paga e ha pagato tanto in questa fase. Andiamo fieri del nostro risultato» afferma Giorgia Meloni che ricorda: «I dati raccontano che esiste una maggioranza alternativa a questo Governo ed è formata da Lega-Fratelli d’Italia»

Nessun commento, al momento, da parte del Movimento 5 Stelle. Per Nicola Fratoianni (La Sinistra) «Il nostro è un risultato negativo, molto al di sotto delle aspettative. Quello che mi preoccupa è che si sta allungando un’ombra nera sul paese».

Intanto inizia a comporsi il nuovo Parlamento Europeo

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