20 anni dopo

di Alessandro Atzeni

20 anni dopo è il romanzo successivo a I Tre Moschettieri, in cui Alexandre Dumas colloca molto tempo dopo D’Artagnan e tutta la compagnia.

Le avventure del primo libro paiono sbiadite ma mai dimenticate del tutto, anzi, fonte quotidiana di crescita culturale sia personale che collettiva.

Queste avventure sono le stesse che Fabrizio de Andrè ha continuato a regalarci nei vent’anni successivi alla sua scomparsa, continuando a presentarci costantemente, in ogni avvenimento sociale di questo paese, la sua visione dei fatti.

Alla Sardegna Faber era legato visceralmente, tanto da averci vissuto dalla seconda metà degli anni settanta, per tutto il resto della sua vita, per questo oggi, vent’anni dopo, lo vogliamo omaggiare con l’ascolto dell’album dedicato all’Isola, un album inizialmente senza titolo, poi ribattezzato l’Indiano.

Museo in Transito: scuola, trasporto pubblico e cultura all’EXMA di Cagliari

Scuola, trasporto pubblico ed EXMA in rete per azioni culturali e di sostenibilità ambientali. Fino al prossimo 20 gennaio all’EXMA di Cagliari, la mostra-progetto “Quadri in azione“, esito della quarta edizione di Museo in Transito. Nelle sale sono esposti i lavori degli allievi di tre istituti superiori di Cagliari che hanno reinterpretato e messo “in azione” nel quotidiano, grazie alla collaborazione del CTM (Consorzio Trasporti Municipale) e affiancati da esperti e divulgatori di arte contemporanea, una selezione delle opere della Collezione Bartoli Felter.

Nella mostra, inaugurata lo scorso 19 dicembre, sarà possibile vedere le opere degli studenti. I ragazzi del corso PIA dell’Istituto Professionale Pertini hanno realizzato delle stole, stampate a mano con timbri auto-prodotti con materiale di riciclo, creando pattern a partire da motivi liberamente tratti dalle opere della Collezione. Gli studenti del Liceo Artistico Foiso Fois, hanno creato gli undici poster della campagna pubblicitaria che accompagna la mostra mentre i giovani del Liceo Classico Dettori curato la comunicazione della mostra creando dei brevi video-biografie degli autori scelti per la realizzazione delle opere.

“Il progetto, ideato promosso dall’associazione ArCoEs nell’ambito dell’alternanza scuola-lavoro (ASL) – si legge nella nota di presentazione – è un insieme di azioni di divulgazione culturale e promozione del patrimonio artistico della Sardegna. Come nelle scorse edizioni, gli studenti hanno utilizzato il linguaggio artistico per ricucire in modo nuovo il tessuto urbano e sociale, per creare originali legami e imprevisti scambi tra varie socialità e diversi territori urbani, facendo del Trasporto Pubblico un veicolo di promozione e divulgazione culturale”

CiRcO PaNiKo: acrobazia, musica e ironia senza animali al Parco di Molentargius

Un’altra settimana per il Circo Paniko al Parco Naturale Regionale Molenargius-Saline. Acrobati e artisti circensi avrebbero dovuto lasciare Cagliari domenica 13 gennaio ma il “Gran Cabaret Paniko” andrà avanti fino a domenica 20 per accontentare le tante richieste arrivate all’organizzazione.

In città dallo scorso 20 dicembre, nel tendone giallo a spicchi blu, il circo mette in scena ironia e acrobatica, musica dal vivo e grande presenza felliniana: a metà tra un festival e una grandissima festa acrobatica, rigorosamente senza animali.

Info & prenotazioni al 333 6298118 (d’obbligo e solo tramite chiamata, servizio attivo 10.00 – 19.00)

Intervista – La notte dei licei classici 2019

di Davide Atzori

[foto tratta dalla pagina Facebook Notte Nazionale del Liceo Classico]

Dopo la campanella, poco prima della lezione.

E’ il quinto compleanno per la Notte del liceo Classico a Cagliari.

Cinque anni sono tanti per un’iniziativa nata dalla diabolica idea di un professore siciliano, Rocco Schembra, che ha pensato di aprire al pubblico l’ingresso dei licei classici italiani, portatori sani di calcinacci e lancio dello sbuffo.

Almeno per una notte gli studenti potranno esorcizzare i casermoni adibiti all’istruzione, esibendosi in attività intellettuali volte alla valorizzazione della musica, della letteratura, del teatro, della poesia e della danza.

Chiunque potrà assistervi, a patto che si spogli da ogni preconcetto e sia disposto a vedere la bellezza anche dove apparentemente non c’è per fare un carico di cultura somministrata con eleganza e delicatezza.

Saranno tre le scuole cagliaritane partecipanti (i licei Dettori, Siotto ed Euclide), venerdi 11 Gennaio dalle ore 18.00 alle 24.00.

A seguire l’intervista alla professoressa Letizia Fassò, docente di Storia e Filosofia presso il Liceo Dettori. Ho fatto un po’ di  fatica a porle le domande poiché durante i miei anni grigi dello scientifico è stata una mia insegnante e Dio solo sa quanto la sudditanza psicologica giochi brutti scherzi.

Si nasce alunni e si muore alunni.

Sono tanti gli spunti interessanti.

Fin dal principio  si è fatta chiarezza sugli obbiettivi dell’iniziativa, sullo stato di salute culturale tra i giovani liceali e sui cambiamenti generazionali.

Sono emerse riflessioni sull’importanza dell’informazione, sulla quotidiana lotta dei professori contro il disinteresse, su quanto sia difficile competere contro l’uso smodato degli smartphone.

Entrambi concordiamo sul fatto che la serata di venerdì abbia un grande potenziale.

Docenti e alunni hanno lavorato in sinergia, arricchendosi a vicenda, vincendo forse alcuni timori dettati dai rispettivi ruoli.

A questo giro mi sono preso una piccola soddisfazione: fingere di interrogarla.

Ci parli di questa iniziativa. Perché dovremmo andarci?

E’ nata quasi cinque anni fa in un liceo siciliano. L’obbiettivo era ed è tuttora quello di valorizzare la formazione del Liceo Classico con i suoi protagonisti: gli studenti. Ogni ragazzo che ha deciso di partecipare l’ha fatto di sua spontanea volontà e questo è ammirevole. È un’iniziativa rilevante poiché l’atmosfera che si viene a creare è di piacevole e allo stesso tempo caotica partecipazione. Durante le scorse edizioni c’è stata perfino una ressa di persone.
È stato un chiaro segnale di riuscita.

Ritiene che questo genere di manifestazioni possano essere utili per stimolare la sete di  conoscenza nelle nuove generazioni, in particolar modo nei confronti delle discipline classiche?

Secondo me sì, e ci tengo a precisare che ogni anno vengono invitati i ragazzi delle medie che hanno espresso preferenza verso gli indirizzi umanistici, accompagnati dai loro genitori. I giovani possono e devono appropriarsi con la loro vivacità della cultura classica.

Liceo classico come fucina di talenti, o è il talento a scegliere il liceo classico?

La preparazione del classico non sforna talenti e non è superiore a quella degli altri istituti.  La formazione è a tutto campo, apre la mente. Fino a pochi anni fa c’era da parte delle generazioni passate un vivace desiderio di informazione. Oggi c’è un calo di attenzione dovuto probabilmente alla tecnologia. Noto poco coinvolgimento nei confronti dell’attualità, verso ciò che sta fuori il perimetro del proprio naso. La sfida è far capire ai giovani che leggere è bello, che l’immediatezza che si può avere dai video online non è poi così utile ed appagante sulla lunga distanza.
È meglio focalizzarsi sull’interesse e la passione. Entrambi se coltivati possono dare grandi soddisfazioni. Il talento in ogni caso deve essere estrapolato e trattato con cautela.

Questa girandola di condivisioni virtuose può spazzare via i pregiudizi negativi riguardo gli studenti?

È certamente positivo mostrare coi fatti  un lato della medaglia completamente antitetico a quello del bullismo, dell’apatia, del mancato rispetto verso le autorità scolastiche etc.  Un bel modo per combattere i pregiudizi è smentirli. Ovviamente ogni allievo deve costantemente lavorare su se stesso.

La notte del liceo non rischia di diventare un’operazione intellettuale eccessivamente elitaria?

No, anzi ritengo che anche gli alunni degli altri istituti dovrebbero sentirsi coinvolti, principalmente per curiosità, per vedere qualche volto amico, anche per passare un venerdì divertente e vedere altro. È un’occasione per tutti. Da noi al Dettori, già da qualche anno, il catering è curato dai ragazzi dell’istituto Azuni. Alcuni sono portatori di handicap. Una collaborazione affascinante dove ciascuno ha la possibilità di mettere in mostra le proprie capacità.

Spiaggia di Porto Tramatzu, fine della servitù militare

Così come avverrà nel minor tempo possibile per altre spiagge sarde, quella di Porto Tramatzu a Capo Teulada, torna ad essere una meta aperta a tutti.

Il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, ha firmato a Roma, insieme al governatore Pigliaru, la cessione anticipata della spiaggia e una porzione del terreno retrostante.

Il decreto firmato ha in programma anche l’avvio dei procedimenti finalizzati al rilascio delle spiagge di Capo Frasca S’Enna e S’Arca e Punta S’Achivoni.

E’ un importante passo in avanti nello sviluppo socio-economico del territorio. Ho sempre affermato che la Difesa deve essere sempre più aperta e inclusiva in una moderna concezione dual use dei poligoni militari e delle aree addestrative e oggi lo stiamo dimostrando. E faremo ancora di più.

Elisabetta Trenta – Ministro della Difesa

È la prima volta che in Sardegna c’è una riduzione dello spazio assegnato di fatto alle servitù militari […] Ora Porto Tramatzu viene aperta a tutti i cittadini […] E intanto possiamo dire a ragione che da oggi la Sardegna ha una spiaggia in più, una spiaggia bellissima e non sarà l’unica.

Francesco Pigliaru – Presidente della Regione Sardegna

Dopo quarant’anni di attesa la cessione di Porto Tramatzu è oggi una realtà.

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