Mattematics, la matematica diventa social

Matteo Serraamministratore di Mattematics, il profilo Instagram che si pone come obiettivo quello di insegnare la matematica ai propri follower, racconta questa missione ai microfoni di RSE Radio Sant’Elena.

https://www.instagram.com/mattematics7/

Perché hai voluto aprire questo progetto?

L’obiettivo principale è quello di fornire un aiuto ed un supporto immediato a chi mi segue.

Quello che mi son sempre detto quand’ero studente, era che mi mancasse il poter trovare online un esercizio immediato che mi potesse aiutare a svolgere i miei compiti.

Tutto ciò che si trovava erano lezioni su YouTube di almeno un’ora ma svolte sempre da professori, quindi col metodo di un professore, insomma, delle vere e proprie ripetizioni.

Quindi mi son detto, voglio fare qualcosa di veloce, esercizi in pillole in cui i consigli che do sono sullo svolgimento e sull’argomento trattato.

La dimensione social è molto importante perchè posso coinvolgere tramite la rubrica domenicale “A voi la scelta”, chi mi segue.

In questo modo possono proporre o votare tramite un sondaggio, l’argomento che vorrebbero svolgessi.

Negli argomenti trattati cerco per quanto più mi è possibile di seguire il programma che si sta facendo nelle scuole.

Il livello che volevo tenere era quello dei ragazzi al quarto e quinto anno di un liceo scientifico, dalla maturità imminente, poi però ho spaziato con gli argomenti poichè mi hanno cercato anche ragazzi dell’università che devono preparare “Analisi 1” ad esempio.

Sono una specie di fratello maggiore che spiega un esercizio di matematica, l’ho voluto fare col desiderio di mettere a disposizione su uno strumento moderno come il social, qualcosa che sapessi fare.

Do ripetizioni da parecchi anni quindi ormai so dove sono carenti i ragazzi.

È interessante quindi l’uso che viene fatto del social.

Molte persone oggi si lamentano perché i ragazzi lo usano continuamente “chissà per far cosa”, ecco, molte volte fanno anche cose utili come questa.

Concludiamo facendoci di una domanda:

queste attività di divulgazione scientifica possono entrare in curriculum e far acquisire punteggio ai candidati?

Continuità territoriale, Alitalia vince il primo round

Alitalia si aggiudica, in via provvisoria, le sei rotte per la continuità territoriale sarda: Cagliari-Roma; Cagliari-Milano; Alghero-Roma; Alghero-Milano; Olbia-Roma; Olbia-Milano.

Le buste con le dieci offerte presentate delle compagnie aree Alitalia e Air Italy sono state aperte nella mattinata di martedì nell’assessorato regionali ai Trasporti di Cagliari. La graduatoria provvisoria, sulla base dei conteggi effettuati dalla commissione di gara, sarà formalizzata entro il mese di gennaio. La continuità territoriale sarà valida dal prossimo 17 aprile 2019 fino al 2022. Dalla pubblicazione del bando sarà necessario attendere sei mesi che permetteranno alla compagnia aerea di accettare gli oneri di servizio senza alcuna compensazione economica.

Per la rotta Cagliari-Fiumicino, Air Italy ha offerto il 3% in meno rispetto alla base d’asta fissata a oltre 33milioni di euro arrivando a 25,2 punti (tra offerta tecnica ed economica); Alitalia ha offerto un ribasso del 25% ottenendo 88 punti. Per la rotta Cagliari-Linate ha offerto un ribasso del 5% (base d’asta di oltre 34 milioni) con 34.67 punti. Alitalia ha offerto un ribasso del 18% ottenendo oltre 88 punti. Air Italy ha offerto al ribasso anche per le rotte che collegano Olbia con Fiumicino (16% sulla base di 10 milioni di euro) con 51,10 punti e Linate (16%, base d’asta oltre nove milioni) con 78 punti. Per la prima rotta, Alitalia ha offerto il ribasso del 29% che sono valsi 93 punti della commissione e del 15% con 89,25 punti. Su Alghero-Roma e Alghero-Milano, l’unica compagnia ad aver presentato offerte è stata Alitalia con un ribasso del 31% sulla prima rotta (base d’asta di oltre 12 milioni)  e sulla seconda con un ribasso del 16% (base d’asta oltre 10 milioni) ottenendo per entrambi 88 punti.

Barumini, oltre 150mila presenze nel 2018

Numeri in crescita per la Fondazione Barumini Sistema Cultura che mette insieme l’area Archeologica “Su Nuraxi”, il Polo Museale “Casa Zapata” e il Centro Culturale “Giovanni Lilliu”. Si passa dagli oltre 139mila visitatori del 2017 ai 150mila del 2018. Dati che confermano il gradimento dei visitatori e dei turisti per una destinazione turistica ambita in una delle aree interne più apprezzate della nostra isola.

Nell’area archeologica “Su Nuraxi” i visitatori sono stati oltre 88mila: 51mila stranieri, in particolare francesi (17mila), tedeschi (oltre 8mila), spagnoli (3mila) e olandesi (2mila) e 38mila italiani. Dati positivi per “Casa Zapata”, passata in un anno da 35mila visitatori a 38mila e per il centro culturale “Giovanni Lilliu” dai quasi 16mila ai 22mila.

Turisti e visitatori passano da Barumini tutto l’anno. Se il picco delle visite è stato registrato ad agosto (15831 accessi a Su Nuraxi, 6633 a Casa Zapata e 3230 al Centro Lilliu) sono in aumento anche i numeri relativi ai mesi primaverili e a quelli invernali grazie al lavoro di destagionalizzazione portato avanti negli anni e agli eventi promossi dalla Fondazione come l’Expo Turismo Culturale in Sardegna o le mostre cittadine dedicate al territorio. A dicembre 2018, nelle tre destinazioni, i numeri sono cresciuti di oltre 700 unità (da 2309 a 3809 visitatori).

Ah ma è satira!?

Simone Gungui, amministratore delle pagine Facebook parodia “Luigi di Majo” e “Alessandro di Batista”, racconta la sua esperienza di satira e censura online ai microfoni di RSE Radio Sant’Elena.

Come ti è venuto in mente di creare queste pagine?

È iniziato tutto a settembre, a partire da un post che pubblicò il vero Luigi Di Maio, che sembrava esso stesso una parodia.

Allora iniziai per scherzo a farne io la “vera” parodia, quasi per gioco.

Questo gioco in due settimane raggiunse una dimensione importante con 15 mila fan, poi due settimane dopo aggiunsi quella di Di Battista che si trovava in quel periodo in Sud America.

Io l’ho immaginato come un finto umile che si vantava sui social di andare a sfamare i bambini poveri, e insomma è iniziato tutto da qui.

Poi hai fatto parlare anche il figlio

Ho avuto quest’intuizione partendo, come sempre, dai loro profili originali.

Ho notato che su Instagram, Alessandro Di Battista, pubblicava le foto insieme alla moglie ed al figlio, che ha meno di due anni, quindi ho immaginato che il figlio si mettesse a parlare meglio di Luigi Di Maio.

Da quel momento si sono scatenati i commenti di coloro che, non avendo capito che fosse una pagina satirica, scrivevano che fosse impossibile che quel bambino potesse parlare!

e da li i commenti di coloro che, non capendo che la pagina fosse di satira, dicevano è impossibile che questo bambino possa parlare

Quindi è capitato che le scambiassero per pagine reali e che prendessero per vere le tue dichiarazioni?

Sì, inizialmente ho un po’ sopravvalutato le persone (ironico), ho creato apposta la pagina col nome storpiato e, come se non bastasse, ho anche aggiunto nelle info di descrizione: “Pagina satirica” con l’indirizzo “@dimaioparodypage”.

Credevo che queste tre informazioni bastassero per far capire l’intenzione della pagina, ma comunque un buon 30% dei lettori continuava a cascarci, tant’è vero che questo costrinse Facebook a bloccarmi e mettermi davanti ad una scelta.

Una mattina infatti trovai un messaggio di Facebook che diceva: hai due opportunità, o cancellare la pagina o accettare la modifica del nuovo nome, ossia “Non ufficiale: Luigi di Majo”

Questo succedeva ad inizio novembre, però qualche giorno fa queste pagine sono sparite, perché?

Nessuno lo sa, non ho ricevuto alcun messaggio da parte di Facebook.

Non è successo solo a me, anche altre pagine sono scomparse tra cui “Di Maio che facesse cose”, gestita da Andrea Cecchin, un amico che ho contattato e a cui è successa una cosa fantastica:

Luigi Di Maio, quello vero, lo ha contattato dicendogli che il giorno dopo avrebbe chiamato Facebook per far tornare operativa la sua pagina.

Inizialmente credevo fosse un ulteriore fake ma la conferma che fosse l’originale è arrivata quando ho chiesto ad Andrea come avesse fatto Di Maio ad avere il suo numero.

Venne fuori che gli era stato dato da Chiara Appendino, sindaco di Torino per il Movimento 5 Stelle.

Com’è stato possibile vi chiederete.

La motivazione è che questo ragazzo gestisce anche un’altra pagina dal titolo “La Appendino proibisce cose”, che fu bloccata mesi fa da Facebook e la cui sindaca si è mobilitò per farla tornare attiva.

Infine questa mattina ho visto che tutte le pagine, comprese le mie sono tornate attive.

Per concludere, quanto è importante fare satira in Italia, quanto è difficile e quanto i protagonisti ci stanno aiutando?

Questo governo ci offre degli spunti impareggiabili, credevamo anni fa con Berlusconi o col PD di aver raggiunto livelli molto elevati ma in realtà li stiamo toccando ora.

Carbosulcis cambia rotta: innovazione e ricerca i nuovi obiettivi

Dal 1° gennaio l’ufficialità della notizia ormai diventata prassi da qualche tempo, la Carbosulcis ha smesso di estrarre il carbone così come deciso dalla Commissione Europea che ha approvato 4 anni fa il piano di aiuti per la conclusione dell’estrazione del minerale.

Le nuove parole d’ordine: innovazione e ricerca

I due nuovi obiettivi sono posti all’interno del Piano industriale 2018/2022 approvato dalla Giunta regionale, definito dall’assessore all’industria Maria Grazia Piras come un momento storico.

Cosa prevede il piano industriale 2018/2022?

  • La riconversione del sito tramite avvio di nuove attività finanziate con risorse proprie e con incentivi nazionali;
  • collaborazioni strategiche con altre società partecipate dalla Regione Sardegna (Igea e Sotacarbo);
  • la realizzazione di un nuovo lotto di discarica per rifiuti non pericolosi, il progetto Aria (in collaborazione con l’Infn);
  • un programma di ricerca e innovazione, insieme all’Università di Cagliari per verificare la fattibilità dello stoccaggio di energia in sottosuolo;
  • la messa in sicurezza delle infrastrutture in sottosuolo e delle aree di superficie della miniera, così come previsto dal piano di chiusura dei siti.

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