Dune Chia, 40mila euro raccolti per la campagna di Gruppo d’Intervento Giuridico

Quarantamila euro raccolti in una settimana. Sono questi i primi numeri della campagna promossa dall’associazione ambientalista Gruppo d’Intervento Giuridico che nei giorni scorsi ha stipulto un contratto preliminare di compravendita per atto pubblico con uno dei comproprietari per quattro ettari delle dune e della spiaggia di Chia.

La campagna, denominata “Salviamo insieme dune e spiagge di Chia”, ha raccolto le prime sottoscrizioni e il sostegno pubblico di Piero Pelù e Piero Marras. «Nonni che contribuiscono per i nipotini, collette organizzate sui luoghi di lavoro, turisti che vogliono difendere il loro mare, Sardi via dall’Isola da troppi anni che non intendono mancare alla difesa della propria Terra, bambini che offrono i loro soldini per la spiaggia dell’estate» racconta l’associazione con una nota pubblicata sul suo sito internet.

«Purtroppo non è azzardato ipotizzare un futuro privatizzato per dune e spiaggia – prosegue GrIG – .Per non parlare di altamente probabili integrazioni normative che consentano la produzione di volumetrie edilizie da concentrare subito a ridosso di dune e spiaggia. Si tratta del cosiddetto trasferimento di volumetrie, riconosciuto in giurisprudenza» . L’area delle dune ha una estensione di 9,5 ettari, intestati a otto privati con quote diverse. «L’obiettivo – conclude la nota che raccoglie anche i dati per la sottoscrizione –  salvaguardare le dune e la spiaggia anche per le generazioni future e garantirne la fruizione pubblica». 

“Musicanto”, musica e beneficenza all’auditorium della Basilica di Sant’Elena

Sabato 29 dicembre alle ore 21 nell’auditorium della Basilica di Sant’Elena a Quartu è in programma “Musicanto“. Organizzata da spettacolart.it, dell’associazione culturale Gong in collaborazione con l’associazione The Flame e Stefania Adamu, la serata è dedicata ad alcuni dei musicisti più intessanti del panorama sardo.

Sul palco si alterneranno:  Gigi Marras, chitarra e voce, con Francesco Sotgiu, percussioni e Piero Di Rienzo al contrabbasso, presenta il nuovo disco “Quando sarò più giovane”; Chiara Effe, chitarra e voce, con Emilia Mulas al clarinetto insieme a Fancesco Sotgiu, percussioni; Lavinia Viscuso, voce, presenta alcuni brani del prossimo cd; Mübin Dünen, chitarra, ney, santur e voce, presenta alcuni brani del nuovo cd; Andrea Andrillo, chitarra e voce, presenta alcuni brani del nuovo cd; Panky Alma voce e percussioni, feat. Francesco Carboni, chitarra e Luca Attene al basso, presenta alcuni brani del nuovo cd; Claudio Deoricibus, chitarra new flamenco, presenta alcuni brani dei suoi cd; Alberto Sanna one man band e Tony Carboni, il poliedrico artista presenta una performance ironica. La seratà verrà presentata da Stefania Adamu.

Il ricavato sarà devoluto ai giovani per dar loro la possibilità di partecipare di un corso di avviamento alla musica condotto dal noto musicista polistrumentista Francesco Sotgiu.

Vescovi sardi: no al business delle armi in Sardegna

I vescovi sardi dicono no al business della armi in Sardegna e in Italia e chiedono un impegno alla riconversione delle industrie che le fabbricano. A partire dal messaggio di Papa Francesco, in occasione della cinquantaduesima Giornata Mondiale della Pace “La buona politica è al servizio della pace” e della Marcia della Pace in programma a Villacidro,i vescovi della Sardegna affermano la loro contrarietà alle fabbriche che generano morte chiede l’impegno di istituzioni, Università, scuole, imprese, associziazioni di lavoratori per «studiare con serietà, impegno e profondo senso di responsabilità la possibilità di un lavoro dignitoso per gli operai attualmente impegnati in tali attività»

«Oggi, anche nella nostra Regione, abbiamo bisogno di una buona politica che faccia crescere il lavoro libero, creativo, solidale e partecipativo. Un lavoro degno – si legge in una nota – che permetta ad ogni lavoratrice e lavoratore di tornare a casa ogni sera con la soddisfazione di aver guadagnato un pane dignitoso e di aver contribuito al progresso della società. Un lavoro che possa far crescere e consolidare la Pace, rispettoso della vita umana e della salvaguardia del creato».

«La produzione e il commercio delle armi – proseguono i vescovi – non contribuiscono certo alla Pace, anche se occupano molte persone e collocano in alto l’Italia nella classifica dei fabbricanti di armi. La Chiesa ha sempre sostenuto con fermezza che “la vendita e il traffico di armi costituiscono una seria minaccia per la Pace” (cfr Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa, n. 511). Nel mondo invece crescono sempre più le spese militari e si registrano ancora tanti “conflitti dimenticati”: lo scorso anno sono stati 378, sparsi in diverse parti del pianeta, di cui 20 classificati come guerre ad elevata intensità. La gravissima situazione economico-sociale non può legittimare qualsiasi attività economica e produttiva, senza che se ne valuti responsabilmente la sostenibilità, la dignità e il rispetto dei diritti di ogni persona. In particolare non si può omologare la produzione di beni necessari per la vita con quella che sicuramente genera morte. Tale è il caso delle armi costruite nel nostro territorio regionale e usate per una guerra, che ha causato e continua a generare nello Yemen migliaia di morti, per la maggior parte civili inermi. Un business tragico che sembra non avere nessun colpevole, poiché i vari Paesi interessati si scaricano a vicenda le responsabilità. La questione diviene ancor più lacerante, sotto il profilo etico e socio-economico, poiché tale produzione avviene in un territorio, il nostro, tra i più poveri del Paese, ancora privo di prospettive per il lavoro. Cosi ai nostri operai si offre uno stipendio sicuro, ma essi devono subire l’inaccettabile per mancanza di alternative giuste e dignitose» proseguono la nota.

«L’impegno per la riconversione delle industrie della morte – scrivono i vescovi – non può essere solo il grido appassionato e sicuramente profetico di quanti sentono con particolare passione la necessità di coltivare la Pace.  Può sembrare utopia, ma sappiamo che quando tale impegno è stato assunto da persone di buona volontà si è dimostrato realizzabile e fecondo. Come Chiesa dobbiamo e vogliamo lavorare soprattutto per la formazione delle coscienze e per ricordare a tutti il dovere del rispetto dei diritti di ogni uomo e di ogni donna, a qualunque Paese appartengano. C’è bisogno della preghiera e della responsabilità di tutta la comunità cristiana, c’è bisogno dell’impegno di ogni cittadino e di tutti i rappresentanti delle istituzioni cui stia veramente a cuore il bene comune»

Marcia della Pace a Villacidro tra solidarietà, lavoro e bene comune

Tutto pronto a Villacidro per la trentaduesima edizione della Marcia della Pace, in programma giovedì 28 dicembre, promossa dalla Caritas diocesana di Ales-Terralba, dalla Delegazione regionale Caritas Sardegna e dal CSV Sardegna Solidale. In piazza associazioni, volontari del mondo laico ed ecclesiale, studenti, pensionati, politici e sindacalisti.

«Ha sorpreso molti il tema della 52° Giornata Mondiale della Pace del 1° gennaio 2019: La buona politica a servizio della Pace – spiega in una nota il presidente del comitato promotore don Angelo Pittau -. Come ha sorpreso il sottotitolo La buona politica per la Sardegna: solidarietà, lavoro, bene comune, che abbiamo voluto dare alla 32° Marcia.

Oggi dove le diseguaglianze sono sempre più forti, dove le guerre si susseguono per mantenere il potere, per aumentare i guadagni, la Chiesa, ma anche ogni uomo di buona volontà “giusto”, non devono avere paura della politica: Papa Francesco ci spinge all’audacia di operare per la costruzione di un “regno”, in cui giustizia e pace si intrecceranno». Don Pittau ha ricordato la scelta del punto di partenza, Villacidro, «scivolata dal sogno della rinascita, del lavoro e del benessere, a un oggi senza speranza, con le fabbriche chiuse e la disoccupazione» e del luogo esatto dal quale partirà la marcia: piazza Italia, dietro l’Assl, in un quartiere al margine per andare nelle strade del paese per seminare speranza, ottimismo, futuro.

Programma

Dopo il raduno (ore 14.30) la partenza della Marcia è prevista alle ore 15.00 dopo la preghiera introduttiva guidata dal Vescovo di Ales- Terralba, mons. Padre Roberto Carboni e saluto.

La marcia proseguirà per via Corterisoni, via Guido Rossa, via Di Vittorio, via Nazionale, via Parrocchia, Piazza Rondò, via Dessì – fronte Parco- piazza Lavatorio, via Repubblica, via Ciusa.

L’arrivo in Piazza Madonna del Rosario è previsto per le ore 16.30.

In programma i saluti della sindaca di Villacidro, Marta Cabriolu, di Mons. Giovanni Paolo Zedda, Vescovo delegato della Conferenza episcopale sarda per il servizio della Carità e Vescovo di Iglesias: di Raffaele Callia, delegato regionale Caritas e Giampiero Farru, presidente CSV Sardegna Solidale.

Seguirà il messaggio di don Luigi Ciotti, (fondatore del Gruppo Abele e presidente dell’associazione Libera per la lotta alle mafie).

Le conclusioni saranno affidate a Don Angelo Pittau.

La prima iniziativa è in programma alle ore 10 nell’Auditorium Santa Barbara e vedrà come protagonistii bambini della scuola dell’infanzia e primaria con “Bambini anche noi per la pace”.

“Un futuro per i bambini di Michela”: il comune di Alghero apre un fondo di solidarietà

Il Comune di Alghero ha istituto un fondo di solidarietà a favore dei due figli di Michela Fiori, uccisa dal marito Marcello Tilloca il 23 dicembre scorso. Dopo l’annuncio dato al termine della marcia silenziosa, alla quale hanno partecipato oltre tremila persone , il sindaco di Alghero, Mario Bruno, ha confermato la nascita del fondo con un post sulla sua pagina facebook.

«Da ora è possibile effettuare erogazioni liberali tramite bonifico all’IBAN indicato, intestato al Comune di Alghero, specificando la causale: “Un futuro per i bambini di Michela”» scrive Bruno. L’amministrazione comunale ha deliberato un primo contributo da venticinquemila euro e un contributo iniziale del Banco di Sardegna. «Sarà possibile anche l’adozione di vicinanza cioè contributi mensili permanenti per contribuire a dare ai ragazzi strumenti atti ad assicurare gli studi, l’inserimento lavorativo futuro e l’attività sociale». Tra le altre iniziative messe in campo anche l’istituito di un comitato di gestione e indirizzo del fondo costituito dal Comune (avvocatura e servizi sociali), Diocesi, Banco di Sardegna, Dirigente scolastico, il curatore dei bambini (appena verrà nominato) e Società Sportiva Nettuno, la squadra di calcio dei ragazzi. Sarà possibile anche effettuare versamenti in contanti nelle filiali del Banco di Sardegna con causale: “un futuro per i bambini di Michela”»

Queste le coordinate:
Bonifico intestato a Comune di Alghero
Codice IBAN: IT87S0101584899000070688228
Causale: “Un futuro per i bambini di Michela

Al termine dell’autopsia, in corso nella giornata di oggi, il corpo verrà trasferito nella Chiesa del Santissimo Nome di Gesù dove sarà allestita la camera ardente. I funerali sono previsti per la giornata di sabato alle ore 10.30 in Cattedrale di Santa Maria. La funzione verrà celebrata dal vescovo Maurio Maria Morfino. Il sindaco Bruno ha firmato una ordinanza per la proclamazione del lutto cittadino per tutta la giornata di sabato.

 

[Foto tratta da pagina facebook: “Mario Bruno]

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