Quartu, il Liceo G. Brotzu è la prima scuola della città a introdurre la Carriera Alias. L’iniziativa permette alle persone in transizione di aver riconosciuto l’utilizzo del nome e dei pronomi che ritengono più adatti.
La carriera Alias è una procedura che consente a una persona iscritta al liceo e che sta affrontando un percorso di transizione di utilizzare all’interno dell’istituto il proprio nome scelto e i pronomi correlati. La procedura nasce dalla risposta a un bisogno concreto. “Ci siamo attivati partendo dal bisogno pratico di una studentessa” ci racconta Gabriele, rappresentante d’istituto. “Ma quando siamo andati a parlare con la dirigete, aveva già attivato la procedura. Collaborando, è stato facile portare avanti l’iniziativa”.
La dirigente Greca Piras si è mossa “per rispondere a un bisogno. Se nella comunità scolastica qualcuno non sta bene è nostro dovere migliorare la situazione”. La dirigente ha “accolto le richieste dei ragazzi, ma ci stavamo già muovendo come consiglio d’istituto. Abbiamo iniziato le procedure di attivazione e il consiglio ha approvato la proposta all’unanimità”.
“Penso che sia giusto lasciare spazio a loro” ha continuato prima di lasciare la scrivania ai rappresentanti, che specificano come “non ci siano stati casi di discriminazione. Il corpo docenti si è dimostrato estremamente rispettoso e ha accolto la proposta con entusiasmo. Molti docenti utilizzavano un linguaggio inclusivo anche prima di questa possibilità”.
“Abbiamo in progetto l’idea di trasformare un bagno in disuso in un bagno gender-free, per chi avesse bisogno di uno spazio ulteriormente sicuro” conclude la dirigente Greca Piras, che mira a un liceo sempre più “inclusivo e rispettoso, dove la comunità scolastica stia bene”.
In occasione del World Wetlands Day, la giornata mondiale delle zone umide che verrà celebrata il 2 febbraio, la fondazione MEDSEA lancia il concorso sulle zone umide in Sardegna #WWDSardegna per sensibilizzare sul tema dell’ambiente e promuovere habitat preziosi per la loro biodiversità.
Tema di quest’anno è quello di agire per le zone umide, da qui l’hashtag internazionale #ActForWetlands, un appello a investire capitale finanziario, umano e politico nel salvataggio delle zone umide del mondo, evitandone la scomparsa e ripristinando quelle che l’uomo ha degradato.
Dal 2 al 9 febbraio, tutte le foto a tema stagni e lagune di Sardegna postate sui profili pubblici Instagram con l’hashtag #WWDSArdegna e #ActForWetlands e indirizzate a @medsea_foundation, accompagnate da un breve pensiero , verranno selezionate e valutate da una giuria di esperti che sceglierà le migliori sulla base dell’efficacia del messaggio.
In palio dei premi tra cui una GoPro Hero 7 – Action Camera Digitale 4K HD e alcuni kit da “wetlanders”, per esplorare e conoscere meglio questi ambienti naturali e le loro produzioni a cura delle aziende sarde Nieddittas e Riso iFerrari e dell’Associazione fotografi naturalisti della Sardegna (AFNI).
In giuria siederanno le responsabili della comunicazione e marketing Francesca Mattana di Riso iFerrari e Francesca Figus dell’azienda ittica Nieddittas, il coordinatore dell’AFNI Sardegna Gianluca Doa, lo scrittore Fabrizio Caramagna, tra i massimi esperti di aforismi in Italia, e la vicepresidente della fondazione MEDSEA ed economista dell’ambiente, Vania Statzu. L’obiettivo del concorso è quello di accrescere la conoscenza sull’importanza delle zone umide e valorizzare il loro ruolo ai fini di una maggiore tutela e promozione.
In Italia si contano 57 siti designati come Zone Umide di Importanza Internazionale (Siti Ramsar), con una superficie di 73.982 ettari. Di questi, la Sardegna ne conta ben 9, tra cui l’ultimo nato alla foce del Rio Posada: questa peculiarità rende la Sardegna una delle Regioni con più superficie di zone umide RAMSAR in Italia con il 17% della superficie nazionale.
Basti pensare allo Stagno di Cagliari (Santa Gilla) e al Parco Regionale Molentargius-Saline, entrambi siti di importanza internazionale. Sono tra le più importanti aree umide d’Europa, riconosciute negli elenchi ufficiali delle aree umide da sottoporre a tutela: “Siti di Importanza Comunitaria” e “Zone di Protezione Speciale” per l’Unione Europea[6] e “Zona umida di importanza internazionale” ai sensi della convenzione di Ramsar.
La giornata delle zone umide è stata istituita dalla convenzione di Ramsar (Iran) già nel 1971. Il trattato intergovernativo fornisce il quadro guida per la conservazione e l’uso corretto delle zone umide e delle loro risorse, per sensibilizzare sull’importanza di stagni e lagune per il nostro ecosistema. Entrata in vigore nel 1975, la convenzione ha visto quasi il 90% degli Stati membri delle Nazioni Unite da tutto il mondo diventare presto parti contraenti.
Negli ultimi 50 anni si stima che il 35% delle zone umide mondiali siano andate perdute, l’85% negli ultimi 3 secoli. Spesso bonificate e degradate perché ritenute zone malsane e poco attraenti. La scomparsa di questi habitat è tre volte più veloce di quella delle foreste.
Ambienti preziosissimi in grado di mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici in corso, le zone umide costiere proteggono ad esempio dall’impatto delle tempeste marine, sono in grado di raccogliere velocemente le acque alluvionali in caso di piogge estreme e mitigare gli effetti disastrosi per l’uomo. Inoltre, stagni e lagune sono capaci di assorbire e immagazzinare grandi quantità di CO2. Non in ultimo, sono casa per una moltitudine di specie di uccelli, alcune delle quali a rischio estinzione.
La perdita di questi ambienti porta, tra i vari effetti, ad una maggiore esposizione alle inondazioni ed eventi meteorologici estremi, alla perdita di biodiversità del pianeta e all’aumento del carbonio ed emissioni di metano nell’atmosfera.
Crediti:
La Fondazione MEDSEA, con base a Cagliari, lavora per la tutela degli ecosistemi marini e costieri del Mediterraneo e la protezione del patrimonio culturale. Dal 2015 si occupa di numerosi progetti di salvaguardia delle zone umide costiere e riduzione della plastica monouso.
Anche quest’anno la Città di Quartu Sant’Elena celebra la ricorrenza del 27 gennaio, “Giornata della Memoria” dedicata alle vittime dell’Olocausto e delle leggi razziali. Una giornata per non dimenticare e per riflettere sul valore insopprimibile della democrazia e della libertà, nel nostro paese e nel mondo.
Il punto all’Ordine del Giorno del Consiglio comunale del 25 gennaio
Approvato all’unanimità, impegna il Sindaco e la Giunta ad istituire nel bilancio comunale un capitolo di spesa dedicato al sostegno di iniziative, incontri e viaggi da attuarsi a favore delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado del Comune di Quartu Sant’Elena riguardanti la Giornata della Memoria e la Giornata del Ricordo.
Le celebrazioni del 27 gennaio
Nella mattinata del 27 gennaio, alle ore 9:00, la Presidente del Consiglio Rita Murgioni ed una delegazione di rappresentanti comunali hanno deposto una rosa ai piedi della targa dedicata alla Giornata della Memoria in Piazza Azuni.
Alle 10:30, in piazza XXVIII Aprile, si è tenuto l’incontro fra gli studenti dell’Istituto Primo Levi e le autorità comunali.
Dopo i saluti dell’Assessore alla Pubblica Istruzione Cinzia Carta e del Presidente della Commissione istruzione Maria Caterina Giua, sono seguiti gli interventi e le letture di alcuni passi e poesie scelte dai docenti e dagli studenti, fra cui la lettura del celebre passo di “Se questo è un uomo” di Primo Levi: «Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate, anche le nostre».
Una selezione di brani musicali a tema, selezionati dai docenti e dai ragazzi della scuola e suonati dagli studenti, ha accompagnato la manifestazione.
Intervento dell’Assessore all’Istruzione del Comune di Quartu Sant’Elena, Cinzia Carta, in occasione delle celebrazioni per la Giornata della memoria 2022
Intervento della Presidente della Commissione permanente all’Istruzione del Comune di Quartu Sant’Elena, Maria Caterina Giua, in occasione delle celebrazioni per la Giornata della memoria 2022
«Da mesi le persone con talassemia di tutta la regione stanno subendo gli effetti di numerosi disservizi, in particolare i 450 pazienti dell’Ospedale Microcitemico di Cagliari si ripetono continui rinvii delle terapie trasfusionali. Malgrado la dedizione e l’impegno degli operatori sanitari, la grave carenza di organico dei centri trasfusionali, a cui non pare si riesca a trovare soluzione, sta mettendo in ginocchio un opportuno approvvigionamento di sangue per il fabbisogno dell’intera popolazione sarda» lo afferma in una nota Maria Antonina Sebis, presidentessa di Thalassa Azione Onlus APS.
«Ciò significa per chi la trasfusione di sangue la deve eseguire ogni 15-20 giorni, non solo vivere nell’incertezza, nell’impossibilità di programmare l’attività scolastica, lavorativa e personale in attesa della terapia, ma minare la serenità e il benessere di pazienti, piccoli e grandi, e delle loro famiglie» prosegue la nota.
L’associazione parla di un ritorno al passato: «Stiamo tornando indietro di 40 anni e non siamo più disposti a tollerare questa situazione, dobbiamo salvaguardare la nostra salute e la nostra qualità di vita. Nonostante i numerosi appelli alle istituzioni preposte all’organizzazione della cura e della presa in carico dei pazienti con talassemia, che afferiscono a quattordici diversi “luoghi” di cura della Regione, ancora non esiste una rete regionale che garantisca un coordinamento nell’approccio multidisciplinare indispensabile per un’accettabile cura di questa patologia. Considerati i disagi che i pazienti e le loro famiglie stanno subendo e l’inerzia dell’Assessorato alla Sanità regionale chiederemo conto nelle sedi opportune dei danni arrecati a tutta la categoria di persone che rappresentiamo» conclude la presidentessa.
Nasce anche in Sardegna l’EPLI, una struttura di servizi e supporto per le Associazioni turistiche di promozione locale.
“Siate tutti profeti di libertà associativa” queste le parole del Presidente nazionale Pasquale Ciurleo, collegato in videoconferenza, “EPLI ha l’obiettivo ambizioso di rappresentare il punto di riferimento per le associazioni iscritte, fornendo loro assistenza e formazione costanti, al fine di aiutarle a svolgere al meglio la propria mission statutaria”.
Una struttura snella e innovativa per essere più vicino alle ProLoco, alla base c’è il federalismo territoriale e la necessità di organizzazione in linea con la normativa del Terzo Settore.
Il presidente regionale Romano Massa ha spiegato che “alla base c’è la volontà di rappresentare la storia millenaria della Sardegna, tradizioni, lingua e giochi antichi. Con EPLI creiamo un nuovo modo di fare ProLoco”.
Presenti i costumi delle ProLoco di Ollolai, Sestu, Cabras e Quartu Sant’Elena.
Un ringraziamento all’Assessore Gianni Chessa che presente ai lavori ha ribadito come “fosse fondamentale garantire la democrazia associativa e dare la possibilità a tutti di promuovere il nostro territorio”
L’Assessore regionale al turismo Gianni Chessa con il Presidente regionale EPLI Romano Massa
Presentato il direttivo che durerà in carica un anno perché solo dei 18 fondatori, a fronte di 70 già iscritti ad oggi e altre decine di realtà hanno espresso la volontà di aderire.
Il responsabile della comunicazione e dei social Pinna ha detto quale sarà l’impostazione comunicativa “Raccontiamo una storia di coraggio, di chi ha voluto iniziare un nuovo percorso per rappresentare i territori”.
Presentata la possibilità, tramite l’Associazione Promozione Italia ets, di partecipare al Servizio civile universale e del servizio civile digitale.
Dopo la presentazione dell’ente in diretta su Sardegna Live sulla pagina Facebook ufficiale dell’Ente ProLoco Sardegna si è proceduto con un momento formativo fiscale e legale per le ProLoco presenti.