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Mese: Settembre 2019

Ajò Insieme diventa movimento politico, Stefano Secci: “Fare rete per la città”

Ajó insieme – Cittadinanza attiva” diventa un movimento politico. L’associazione, presieduta da Stefano Secci, è pronta per “scendere in campo” in vista delle elezioni comunali quartesi previste tra maggio e giugno del 2020.  

Tra le parole d’ordine del movimento, presentato sabato mattina a Casa Xaxa,: i cittadini, la comunità e fare rete. Ajò Insieme punterà su un nuovo modo di stare e vivere la città privilegiando la qualità della vita, la valorizzazione dei talenti, una riqualificazione del patrimonio immobiliare e storico della città; uno sviluppo turistico del territorio a partire dal litorale. Una società giusta che investe sul valore e il benessere della persona. Il riscatto della città.

«Ajó Insieme nasce come una associazione che vuole dare vita e fermento alla vita politica quartese – racconta Secci –  Con l’avvicinarsi della competizione elettorale abbiamo voluto fare un passo importante: diventare un movimento per dare un contributo alla crescita di Quartu. Abbiamo l’ambizione di farlo insieme ad altri e per questo abbiamo la necessità di fare rete con altre associazioni»

«L’amministrazione è ferma e le incombenze che abbiamo nella nostra comunità sono tante: il decoro della città, le manutenzioni, tutto quello che i cittadini sentono più vicino. È necessario fare equità perché è il sale del convivere civile. Se un cittadino ha l’onere di pagare il dovuto, anche in termini di tributi, è giusto che gli venga restituito un servizio degno di questo nome»

Il nuovo movimento è formato dai soci dell’associazione e dai simpatizzanti che si sono riuniti negli scorsi mesi per lavorare insieme:  «La dinamicità di una associazione è importante perché arrivano tante menti, professionalità che possano portare avanti questo movimento politico» prosegue Secci, pronto a ripartire dopo il 2016, anno nel quale ha lasciato il ruolo di presidente del consiglio comunale: «Da quel giorno ho iniziato a vedere la città con occhi diversi. Ho appreso e acquisito consigli e nozioni che possono sfuggire a chi sta all’interno del palazzo». Ajò Insieme punta anche su etica e morale politica, tematiche già affrontate durante alcuni incontri con altre associazioni cittadine.

Il movimento nasce dal senso di protagonismo dei cittadini: «Ajó Insieme vuole essere una miglioramento di tanti aspetti della nostra città, sia dal punto di vista politico per cambiare mentalità cosi che non ci siano più i patronati o i padronati della politica e che si lavori tutti insieme per la crescita comune. Sino ad oggi la politica è stato un continuo scontro. È necessario incontrarci. Questo è il nostro obiettivo: fare incontrare associazioni, movimenti civici e i partiti che con buon senso vogliono ricostituire il tessuto sociale della città che è mortificato. Ajò vuole accompagnare il riscatto di questa città e far che i cittadini vivano dove la qualità della vita e la sostenibilità ambientale siano migliori».

Sul sociale e l’associazionismo, Secci ha le idee chiare: « Il volontariato non funziona se non si danno gli strumenti per operare. Le associazioni devono vedere riconosciuto il lavoro che fanno per la città. Dobbiamo dare a tutti la possibilità di essere presenti e dobbiamo impegnarci per dare una casa, uno spazio per tutti». 

[Andrea Matta]

La festa di Sant’Elena e l’icona “scritta” da un quartese

L’icona scelta per l’edizione di quest’anno della Festa di Sant’Elena Imperatrice a Quartu è stata “scritta” da Paolo Tatulli, 31enne, parrocchiano della Basilica di Sant’Elena Imperatrice. Da due anni a questa parte è  novizio presso il monastero di Santa Maria delle Grazie, nell’Abbazia greca di san Nilo, a Grottaferrata in provincia di Roma. Si tratta di un un monastero cattolico di storia millenaria, nel quale si vive la spiritualità del monachesimo orientale di san Basilio il Grande e dove viene officiato il rito bizantino-greco.

Profilo Sociale ha chiesto a Paolo com’è nata l’idea dell’icona che ha rappresentato la santa: «Le icone non si disegnano, ma si ”scrivono”. L’icona è teologia e preghiera dipinta, perché nelle sue forme e colori deve rispondere a dei canoni ben stabiliti che comunicano significati teologici»

Buona lettura.

 

«Nel rito bizantino le icone rivestono un ruolo fondamentale all’interno della liturgia: esse non sono un quadro o un oggetto decorativo sacro, ma sono parte integrante della liturgia nella Chiesa universale, nella quale, dalla loro tavola dipinta, sono finestre aperte col Regno dei Cieli e strumento di preghiera viva per il sacerdote che celebra la divina liturgia (la santa messa) e per il popolo di Dio radunato in preghiera, sia in chiesa che nelle proprie case. Nelle chiese di rito bizantino, i fedeli ci testimoniano la loro caratteristica fede quando entrano in chiesa: si segnano dinanzi all’icona del Cristo, della Madre di Dio e dei santi loro devoti. Ne baciano la superficie e poggiano la propria fronte a contatto con l’immagine, perché nonostante sappiano di stare dinanzi a qualcosa di materiale, venerano invece la presenza del prototipo che ne è rappresentato, rendendo onore alla persona di Gesù e di Maria.

Nella nostra Abbazia è attivo un laboratorio di iconografia, nel quale si esercita l’arte di “scrivere” icone con la tecnica esclusivamente tradizionale: tavola in legno, gessatura con gesso di Bologna e colla di coniglio, pigmenti naturali disciolti con una mistura di uovo e aceto o vino, foglia oro. L’iconografia è l’attività principale dei lavori che svolgo in monastero. L’icona di sant’Elena segna praticamente l’inizio del mio percorso iconografico in Abbazia ed è quindi la prima icona che ho scritto. Quando il nostro maestro di iconografia, mi chiese con quale icona volessi iniziare, non ho avuto alcun dubbio: doveva essere sant’Elena e per diversi motivi. A sant’Elena è consacrata la mia città e la mia parrocchia di origine, nella quale ho ricevuto il battesimo e tutti gli altri sacramenti; qui il mio cammino personale di fede e umano ha avuto dei punti di svolta; qui la comunità intera mi ha voluto da sempre e mi vuole un gran bene e alla notizia del mio percorso vocazionale non ha cessato di sostenermi nella preghiera, cosa alla quale sono molto grato. Inoltre, l’Imperatrice Elena, colei che ritrovò la croce di Cristo, è tra le sante più importanti nell’oriente cristiano e soprattutto nelle chiese di rito bizantino, il 21 Maggio viene ricordata con grandi onori in insieme al suo figlio Costantino.

Le icone non si disegnano, ma si  “scrivono”, per questo ho detto prima: “scrivere”. L’icona è teologia e preghiera dipinta, perché nelle sue forme e colori deve rispondere a dei canoni ben stabiliti che comunicano significati teologici.

L’icona di sant’Elena che ho scelto è presa da un’immagine già esistente, alla quale mi sono ispirato. In genere nelle icone ci sono modelli che si fissano e si riproducono costantemente: sant’Elena e Costantino insieme, oppure l’icona dell’Esaltazione della Santa Croce dove Elena con Costantino, il vescovo di Gerusalemme ed il popolo adorano la Santa Croce.

La presente icona rappresenta solo la santa, in posizione frontale ed eretta, tipica nelle icone, perché stabilisce un contatto diretto col fedele e instaura subito un dialogo di preghiera. È vestita con un abito regale damascato: il porpora è il colore che portano le regine o le spose, è decorato con gemme e perle per risaltarne la nobiltà del personaggio. Porta una corona sul capo perché è un’imperatrice, i suoi capelli sono velati da un velo azzurro, perché in oriente le figure femminili portano sempre i capelli coperti in segno di dignità. Con una mano regge la Croce, elemento che contraddistingue la storia della sua santità, e con l’altra mano la indica per rimandare la memoria del fedele al mistero della salvezza portata da Cristo. Attorno alla testa porta il nimbo, cioè l’aureola, segnata con punzonatura. Il fondo è in foglia d’oro e rappresenta la luce d’eternità in cui sono immersi i nostri santi. La cornice non è elemento decorativo, ma ha il compito di significare la separazione tra il nostro mondo e il Regno dei Cieli, che è già qui su questa terra, ma non ancora del tutto. Ai lati della santa ho voluto riportare l’iscrizione del suo nome in greco (Aghìa Eléni) e in latino, sia per stabilire una comunione tra la mia parrocchia di origine e il mio cammino monastico nel rito bizantino-greco, sia per esaltare l’unione mai divisa tra Oriente e Occidente, unione ancora salda nel nostro monastero di Grottaferrata.

Faccio dono di questa icona di sant’Elena Imperatrice alla Basilica omonima e a tutta la sua comunità, grato al Signore dei segni di grazia ricevuti in essa e con la preghiera che la nostra santa offra per la città di Quartu le grazie necessarie e la salvezza derivante da Cristo»

Artigiani in Mostra, temporary store visitabile fino al 30 settembre

Proseguirà fino al prossimo 30 settembre, “Artigiani in Mostra”, l’iniziativa organizzata da STARTER Cooperativa Sociale e ospitata nel temporary store in via Eligio Porcu 24 a Quartu Sant’Elena 

«Siamo molto soddisfatti di questa nuova esperienza che si avvia alla conclusione. I visitatori hanno ammirato le creazioni dei nostri makers che da tre settimane partecipano alla mostra-mercato. I curiosi e gli appassionati hanno apprezzato i manufatti per la loro preziosità e originalità» ricorda Rita Boi, referente di STARTER per la manifestazione. Ma “Artigiani in Mostra” non si ferma: «Dal 1 ottobre ci metteremo al lavoro per l’edizione natalizia, un altro appuntamento tanto atteso dagli artigiani e dagli estimatori per gli acquisti natalizi. Il nostro è quindi un’arrivederci alla prossima edizione di Artigiani in Mostra firmata STARTER».

Curiosi e appassionati potranno vedere le creazioni di “Kreoarte” Francesco Porro e Francesca Fiori; “Cabai” di Guido Baire; Collettivo “Bobboi Bags & More”; “Arte su carta” di Alessandra Steri; Le ceramiche di Luca Plantas;  “Anomalye” di Giorgia Luppi; “Pitzinnas” di Angelo Cadelano;  “Forchetta Sarda” di Stefano Gessa; ” Furighedda di Sarah Paolucci; “Tessili Crabolu; “Arti Noa” di Delia Sanna; “Cochi’s Art” di Noemi Mascia; “Giochiamo sul mondo” di Filippo Corona; “Mendula”, “Silula” di Milena Carta”; “R di Rosalba”  e tanti altri.  

L’edizione 2019 di Artigiani in Mostra è realizzata con il contributo della Fondazione di Sardegna.

Il temporary store è visitabile da 09.30 alle 13.00 e dalle 17.00 alle 20.00. 

Quartu, chiusa la scuola di via Turati per una perdita idrica

La scuola media di via Turati resterà chiusa fino a tutta la giornata di lunedì 23 settembre. La decisione è arrivata con una ordinanza sindacale, richiesta dal Dirigente dell’istituto comprensivo n.1 “Porcu-Satta” e disposta in considerazione dell’assenza di acqua potabile.

Secondo quanto riporta il sito dell’amministrazione comunale, a causa di una perdita idrica è stato necessario provvedere alla chiusura della valvola della rete idrica.  

Le lezioni riprenderanno martedì 24 settembre.

 

Plastic Free GC: a Cagliari una mattinata dedicata all’ambiente

Una mattinata dedicata alla sensibilizzazione verso i i temi della tutela ambientale, con particolare attenzione verso quello marino e all’emergenza legata all’abbandono della plastica nei mari e al fenomeno delle microplastiche. Sono questi i temi principali della manifestazione #PlasticFreeGC, in programma sabato 21 settembre a Cagliari promossa dal Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera, su mandato del Ministero dell’Ambiente della tutela del Territorio e del Mare. 

«L’hasthtag #PlasticFreeGC- si legge nella nota di presentazione -costituisce lo slogan identificativo della campagna di comunicazione ed educazione ambientale in materia di lotta alla dispersione delle microplastiche nell’habitat marino» 

Paper boat on waves from plastic bottles on white background, copy space. Stop plastic pollution concept

Accanto alla Direzione Marittima di Cagliari, che organizza il momento di partecipazione attiva e di riflessione sui temi ambientali, ci saranno le istituzioni e le associazioni che hanno scelto di aderire al progetto:Regione Sardegna, del Comune di Cagliari, dell’Autorità di Sistema Portuale del mare di Sardegna, dell’Università degli Studi di Cagliari, dell’ARPA Sardegna, de2ll’Area Marina Protetta di Capo Carbonara, del WWF, della Croce Rossa Italiana, di Legambiente, dell’Istituto Nautico “Buccari-Marconi”, del CTM Cagliari, della Lega Navale di Cagliari, del CUS Cagliari, dell’Acqua Smeraldina Sardegna, dell’Associazione Parco di Molentargius, delle associazioni sportive dilettantistiche di canoa.

L’iniziativa, aperta a tutti coloro vorranno partecipare, prenderà il via alle ore 09.00 nel piazzale antistante la sede della Direzione marittima di Cagliari, in piazza Attilio Deffenu, raduno dei partecipanti e apertura dell’“Info Point”. I volontari verranno divisi in due squadre: la prima raggiungerà la zona di via dei Calafati (fronte 4ª Regia) a bordo di un autobus messo a disposizione dal CTM di Cagliari (con partenza Molo Ichnusa); la seconda invece con una breve passeggiata ecologica si sposterà verso la pineta di Su Siccu, dove, sulla banchina antistante la sede della Lega Navale potrà assistere ad una dimostrazione operativa di intervento da parte del personale del IV° Nucleo Sub Guardia Costiera e dell’Arpas Sardegna.

Plastic Free GC a Cagliari | Sabato 21 settembre 2019 – video promo

🔴🔵 Il CUS Cagliari parteciperà alla giornata “#PlasticFreeGC” promossa dalla Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera e Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare contro #inquinamentomarino in programma sabato 21 settembre alle ore 09.00Il Centro Universitario Sportivo cagliaritano ha scelto di contribuire alla buona riuscita dell'iniziativa per la sua vicinanza ai temi ambientali e per l’importanza di poter condividere questa esperienza con altre realtà istituzionali e associative. 📰 Info e programma sul nostro sito ➡️ http://bit.ly/CUSCagliari_PlasticFreeGC 📽️ Ecco il video di presentazione realizzato da Massimiliano Porru dell'Ufficio Relazioni Esterne Direzione Marittima di Cagliari

Pubblicato da CUS Cagliari su Martedì 17 settembre 2019
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