fbpx

Autore: NC

Nasce la consulta mobilità sostenibile

Nasce a Cagliari la Consulta Mobilità Sostenibile. La consulta è costituita da associazioni e gruppi che si occupano di mobilità pedonale, ciclistica e micro-mobilità elettrica, intende presentare istanze condivise su tematiche di comune interesse all’amministrazione comunale di Cagliari e dei Comuni dell’hinterland. Come prima azione, la Consulta ha verificato lo stato del sistema ciclabile di Cagliari individuando le azioni prioritarie che andrebbero realizzate per correggere situazioni di maggiore pericolo e insicurezza per gli utenti vulnerabili della strada.

L’ONC nega l’accreditamento: cancellata l’esperienza ultraventennale di Sardegna Solidale

L’Organismo Nazionale di Controllo ha deliberato di decretare la fine della gestione dei “volontari per volontari” del Centro di servizio isolano. Ignorate le motivazioni addotte da Sardegna Solidale e la voce di 267 sindaci e dei vescovi sardi. Ora la mobilitazione riparte.

La straordinaria mobilitazione di 267 sindaci, la presa di posizione dei vescovi sardi e le migliaia di firme raccolte, insieme alle ragioni portate all’attenzione dell’Organismo Nazionale di Controllo presieduto da Francesco Profumo (presidente dell’Acri – l’associazione che rappresenta collettivamente le Fondazioni di origine bancaria – e della Compagnia di San Paolo), lo scorso 9 settembre nel corso di una audizione speciale, sono state ignorate: il 28 ottobre l’ONC ha confermato l’inammissibilità dell’associazione Csv Sardegna Solidale Odv alla seconda fase della manifestazione di interesse. Di fatto, l’Onc ha deciso in questo modo di porre fine all’esperienza ultraventennale di Sardegna Solidale.

Nello specifico, l’Organismo Nazionale di Controllo ha ritenuto che l’associazione Sardegna Solidale non avesse titolo per poter essere accreditata e ciò perché non era il soggetto a cui oltre vent’anni fa, il Co.Ge. della Sardegna e la Regione Sardegna avevano affidato il compito di organizzare e gestire il Centro di servizio per il volontariato. L’Onc non dice chi è il vincitore e il titolare di quel bando e si trincera dietro una interpretazione giuridica soggettiva. Quella dell’Onc è dunque una decisione ingiusta e irrispettosa della storia e dell’identità del Csv Sardegna Solidale che, con un vero e proprio cavillo interpretativo, “smontato” dai rappresentanti di Sardegna Solidale nel corso dell’audizione del 9 settembre, cancella l’esperienza del Csv sardo, unico in Italia interamente gestito da volontari (compreso il Direttore-volontario) e da organizzazioni di volontariato, con lo slogan-programma “Volontari per Volontari”.

Ora, nel pieno della seconda ondata della pandemia, in cui il mondo della solidarietà è chiamato a una nuova mobilitazione, il Csv Sardegna Solidale entra in una fase di estrema incertezza e di larga mobilitazione.

I volontari sardi – con il sostegno di vescovi e sindaci – sono decisi a difendere le loro ragioni, la loro identità e la loro storia costruita grazie al Comitato Promotore del Csv Sardegna Solidale che l’Onc non ha voluto riconoscere e che è stato il soggetto vincitore del bando emanato nel 1997 permettendo di esercitare per oltre vent’anni la titolarità sul Csv Sardegna Solidale.

L’Organismo Nazionale di Controllo, in attuazione di quanto previsto dalla nuova riforma del Terzo Settore, svolge infatti, nell’interesse generale, funzioni di indirizzo e di controllo dei Centri di servizio per il volontariato italiani. È costituito da tredici membri designati per legge (non eletti). Sette membri sono designati dall’Acri (compreso, per legge, il presidente), due dal Forum del Terzo Settore (di cui uno obbligatoriamente del mondo del volontariato, anche se oggi così non è), due dal Csvnet, uno dal Ministero del Lavoro e Welfare e uno dalla Conferenza Stato-Regioni. Nessuno dei componenti dell’Onc è volontario e la maggioranza dei membri è di provenienza del mondo delle fondazioni bancarie.

L’Onc è rimasto sordo alle ragioni documentali, tutte messe a disposizione, e alla straordinaria mobilitazione a favore di Sardegna Solidale.

A ritenere “inaccettabile” la decisione dell’Onc, giunta lo scorso 29 luglio, di non accreditare Sardegna Solidale era stata per prima la Conferenza Episcopale Sarda che lo scorso 3 agosto con una nota aveva chiesto “un ripensamento della decisione adottata”, ritenuta “ingenerosa per tutti coloro che si impegnano – particolarmente in questa fase storica – a trovare soluzioni di unità e di fraternità per la nostra gente”. I vescovi avevano anche richiamato l’udienza speciale concessa il 30 novembre del 2018 da Papa Francesco ai volontari di Sardegna Solidale durante la quale Bergoglio incoraggiò Sardegna Solidale “a proseguire con spirito di intesa e di unità; potrete così diffondere più capillarmente la cultura della solidarietà”.

Alla lettera dei vescovi era poi seguito l’8 agosto l’appello del presidente del Comitato promotore di Sardegna Solidale, don Angelo Pittau, al presidente dell’Onc Francesco Profumo, nel quale il sacerdote villacidrese, chiedendo un incontro che consentisse a Sardegna Solidale di poter esporre le sue ragioni, così spiegava: “L’Onc sembra avvalersi di un cavillo burocratico assolutamente inconsistente e pretestuoso, frutto di una lotta sotterranea che ci ha calunniato in questi anni, che ci ha portato a processi che abbiamo sempre vinto. Tutto questo ci offende e tristemente ci fa rammaricare per una persecuzione ingiusta e costante che ci fa diventare vittima. Ecco perché noi e tutti i volontari sentiamo ingiusta questa decisione di inammissibilità”.

Anche padre Salvatore Morittu, fondatore dell’associazione Mondo X Sardegna e figura rappresentativa del volontariato isolano, lo scorso 9 agosto aveva espresso la sua vicinanza a Sardegna Solidale con una lettera nella quale si legge: “Perché sfiduciare chi e coloro che si sono spesso sostituiti all’azione dello Stato, assicurando servizi vitali per famiglie e comunità? La nostra associazione si oppone fermamente alla decisione dell’Onc ed è al fianco del Csv Sardegna Solidale, grata e riconoscente di quanto è stato fatto e – siamo certi – sarà fatto per stare accanto agli ultimi con forza e legittimità”.

La mobilitazione a favore di Sardegna Solidale è poi proseguita grazie ai sindaci sardi. Su iniziativa del primo cittadino di Ozieri Marco Murgia, ben 267 avevano infatti sottoscritto in queste settimane una lettera di solidarietà nella quale, riconoscendo che “le organizzazioni di volontariato, anche grazie al supporto loro offerto dal Csv Sardegna Solidale, rappresentano, specie per le amministrazioni locali, un prezioso strumento che opera ed interviene anche dove le istituzioni non riescono o non arrivano”, confidano “nel buon senso delle donne e degli uomini che compongono l’Organismo Nazionale di Controllo affinché intervengano per risolvere la situazione inquadrandola nella giusta dimensione”.

A sostegno della richiesta di Sardegna Solidale di rivedere il mancato accreditamento da parte dell’Onc centinaia di attestati di altrettante organizzazioni ed era anche stata organizzata anche una raccolta di firme lanciata dall’associazione Amici di Sardegna che sulla piattaforma charge.org aveva portato 3500 persone a chiedere all’Onc di rivedere la sua posizione.

Oggi la mobilitazione, temporaneamente sospesa in attesa delle definitive determinazioni dell’Onc, riprende. Su diversi fronti e con maggiore vigore per informare e sensibilizzare l’opinione pubblica sulle ingiuste decisioni adottate dell’Onc.

Difendiamo il microcitemico

Le associazioni del comitato “difendiamo il microcitemico” annunciano una manifestazione – presidio per il 1  ottobre, sotto il consiglio regionale, a partire dalle ore 10.

La manifestazione, del tutto pacifica e rispettosa delle regole Anticovid-19, convocata per protestare contro lo scorporo del Microcitemico dall’AOB, a cui era stato accorpato faticosamente appena cinque anni fa, con la conseguente destrutturazione del Dipartimento Pediatrico, l’unica realtà della Sardegna capace di dare risposte assistenziali appropriate ai bisogni di salute complessi di bambini e adolescenti, sia per le patologie acute che croniche.

Le associazioni dei pazienti ritengono grave che la Giunta e il Consiglio, in un tempo di pandemia mondiale che mostra proprio in queste settimane una grave recrudescenza, lascino pazienti e cittadini alla mercè di una riforma fumosa, senza obiettivi definiti e condivisi con pazienti, operatori e i sindaci dell’Isola.

L’articolo 18 della nuova legge sanitaria assegna il Microcitemico, “l’ospedale dei sardi”, come lo chiamava professor Cao, ad una sigla vuota, la nuova Asl 8, inesistente e senza alcun progetto ragionato e definito. “L’intento di ridimensionare, di trasferire servizi e reparti è del tutto deleterio per la serenità di pazienti, delle loro famiglie e degli operatori. Si disarticolano i percorsi assistenziali e formativi già costituiti, aumentando le difficoltà organizzative e logistiche, separando organizzativamente le realtà assistenziale da unità operative che sono fondamentali per la gestione specialistica delle diverse patologie. Lo stesso problema riguarda i servizi, le visite specialistiche e i protocolli diagnostico-terapeutici istituiti dentro l’AOB”, commentano gli organizzatori.

Secondo il comitato “Difendiamo il Micricitemico“, composto da Abos Onlus, Asgop Onlus, Federazione Rete Sarda Diabete Ets-Odv, L’altra Cicogna Onlus e Thalassa Azione Onlus Aps, “non è uno scorporo fatto per dare cure maggiori e migliori, per offrire innovazione e ricerca. Assistiamo con molta apprensione a scelte che non hanno alcuna considerazione dei cittadini, soprattutto di quelli più fragili. Mancano medici, mancano infermieri e oss, si ridimensionano, si spostano o addirittura si cancellano interi reparti senza una ragionevole spiegazione e senza garantire e tutelare il diritto alla salute di tutti i sardi”.

La memoria delle vittime innocenti delle mafie diventa impegno

A Cagliari, Mogoro e Suelli incontro con i genitori del piccolo Dodò, ucciso dalla ’ndrangheta a soli dieci anni

Domenico aveva solo dieci anni e stava giocando a calcetto con il papà quando, il 25 giugno del 2009 a Crotone, fu raggiunto da un proiettile sparato da una banda che voleva colpire un uomo finito del mirino delle cosche locali. Il piccolo Domenico, Dodò per chi lo conosceva, morì dopo essere rimasto in coma per tre mesi, mentre altre nove persone che si trovavano lì per caso rimasero ferite. Oggi i genitori di Dodò, Giovanni Gabriele e Francesca Anastasio, da sempre lontani dalle faide e dalla ’ndrangheta, rendono viva la memoria del piccolo partecipando alle iniziative organizzate da Libera e dall’associazione che riunisce i familiari delle vittime innocenti delle mafie.

Per raccontare la loro esperienza ai giovani Giovanni Gabriele e Francesca Anastasio saranno protagonisti nell’isola di quattro incontri, organizzati da Libera Sardegna in collaborazione con il CSV Sardegna Solidale e inseriti nell’ambito delle iniziative “Verso il 21 marzo”, organizzate in vista della Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie che quest’anno verrà celebrata a Palermo.

Il primo appuntamento con l’incontro dal tema “La memoria e i familiari di vittime delle mafie diventa impegno. Ricordando Dodò” è per lunedì 10 febbraio a Cagliari alle 11.30 presso l’Istituto tecnico industriale Marconi, in via Valerio Pisano. Insieme ai genitori di Dodò, parleranno i rappresentanti di istituto del Buccari-Marconi insieme al dirigente scolastico Gian Carlo Della Corte e al referente di Libera Sardegna Giampiero Farru.

Nel pomeriggio Giovanni Gabriele e Francesca Anastasio saranno invece a Mogoro. Appuntamento a partire dalle 16.30 nella sala convegni della Fiera dell’Artigianato (piazza Martiri della Libertà). Insieme al sindaco Sandro Broccia, interverranno anche il dirigente scolastico Tullio Corona, Isa Saba e Nanda Sedda di Libera Sardegna, il referente del Sa.Sol 31 di Mogoro Donato Porceddu e il referente del presidio territoriale di Libera “Rosario Livatino” di Mogoro Gigi Napoleone. Coordina Ignazia Scanu. All’iniziativa parteciperanno le organizzazioni di volontariato del territorio e gli studenti dell’istituto comprensivo statale di Mogoro.

Martedì 11 febbraio Giovanni Gabriele e Francesca Anastasio saranno protagonisti di altri due incontri. Il primo, dal tema “La classe dei banchi vuoti. Ricordando Dodò”, è in programma alle 9 presso la Scuola secondaria di primo grado Alfieri di via de Gioannis a Cagliari. Interverranno anche con la dirigente scolastica Gabriella Artizzu, il docente Claudio Ronzitti, e Nanda Sedda e Carlo Veglio di Libera Sardegna.

Alle 14.30 invece appuntamento a Suelli presso la sala conferenze della biblioteca comunale in via Gramsci. Insieme ai genitori di Dodò a parlare del tema “La classe dei banchi vuoti. Ricordando Dodò” ci saranno anche il sindaco Massimiliano Garau, il parroco don Michele Piras, la dirigente dell’Istituto comprensivo “Mezzacapo” Paola Gianfriglia, Isa Saba di Libera Sardegna, e Gian Luigi Boi e Antioco Dessì del Presidio Territoriale di Libera Trexenta-Gerrei “Lea Garofalo”. All’incontro parteciperanno gli studenti della scuola secondaria di secondo grado di Suelli.

PS logo inverted


Profilo Sociale - Periodico Online

Editore: Starter s.c.s. - Quartu Sant'Elena (CA), via Eligio Porcu 116 - P.Iva 03564920928

Direttore responsabile Andrea Matta - Registrazione Tribunale di Cagliari n.4 del 26 aprile 2018

Hosting provider: Netsons s.r.l. - Pescara (PE), via Tirino 99 - P.Iva 01838660684

Webdesign e sviluppo: Nicola Cabras, Starter scs