“Facciamo Luce sull’Endometriosi, l’Italia si illumina di giallo”, iniziative anche a Quartu

Il Comune di Quartu aderisce alla campagna  “Facciamo Luce sull’Endometriosi – L’Italia si illumina di Giallo”. In occasione della giornata mondiale della consapevolezza sull’endometriosi, il 27 marzo 2021, la facciata del palazzo comunale sarà illuminata da una luce gialla, per stimolare la conoscenza e favorire percorsi di prevenzione sulla malattia che colpisce più di 3 milioni di donne in Italia, 175 milioni nel mondo.

La luce gialla verrà accesa dalla presidentessa del Consiglio Comunale Rita Murgioni. La luce resterà puntata sulla facciata del comune sabato 27 e domenica 28 marzo

Sociale, la richiesta del deposito della solidarietà: «Dateci una mano»

Il responsabile del deposito della solidarietà, Tonino Meloni, lancia un nuovo appello per aiutare le famiglie bisognose della città. La difficile situazione, frutto del COVID, ha fatto aumentare i numeri delle persone in difficoltà che usufruiscono dei servizi offerti dalla Conferenza San Vincenzo de Paoli come la Mensa del viandante in via Montenegro. Per aderire alla campagna si può portare il cibo a lunga conservazione oppure fare un versamento alla conferenza vincenziana. 

L’ONC nega l’accreditamento: cancellata l’esperienza ultraventennale di Sardegna Solidale

L’Organismo Nazionale di Controllo ha deliberato di decretare la fine della gestione dei “volontari per volontari” del Centro di servizio isolano. Ignorate le motivazioni addotte da Sardegna Solidale e la voce di 267 sindaci e dei vescovi sardi. Ora la mobilitazione riparte.

La straordinaria mobilitazione di 267 sindaci, la presa di posizione dei vescovi sardi e le migliaia di firme raccolte, insieme alle ragioni portate all’attenzione dell’Organismo Nazionale di Controllo presieduto da Francesco Profumo (presidente dell’Acri – l’associazione che rappresenta collettivamente le Fondazioni di origine bancaria – e della Compagnia di San Paolo), lo scorso 9 settembre nel corso di una audizione speciale, sono state ignorate: il 28 ottobre l’ONC ha confermato l’inammissibilità dell’associazione Csv Sardegna Solidale Odv alla seconda fase della manifestazione di interesse. Di fatto, l’Onc ha deciso in questo modo di porre fine all’esperienza ultraventennale di Sardegna Solidale.

Nello specifico, l’Organismo Nazionale di Controllo ha ritenuto che l’associazione Sardegna Solidale non avesse titolo per poter essere accreditata e ciò perché non era il soggetto a cui oltre vent’anni fa, il Co.Ge. della Sardegna e la Regione Sardegna avevano affidato il compito di organizzare e gestire il Centro di servizio per il volontariato. L’Onc non dice chi è il vincitore e il titolare di quel bando e si trincera dietro una interpretazione giuridica soggettiva. Quella dell’Onc è dunque una decisione ingiusta e irrispettosa della storia e dell’identità del Csv Sardegna Solidale che, con un vero e proprio cavillo interpretativo, “smontato” dai rappresentanti di Sardegna Solidale nel corso dell’audizione del 9 settembre, cancella l’esperienza del Csv sardo, unico in Italia interamente gestito da volontari (compreso il Direttore-volontario) e da organizzazioni di volontariato, con lo slogan-programma “Volontari per Volontari”.

Ora, nel pieno della seconda ondata della pandemia, in cui il mondo della solidarietà è chiamato a una nuova mobilitazione, il Csv Sardegna Solidale entra in una fase di estrema incertezza e di larga mobilitazione.

I volontari sardi – con il sostegno di vescovi e sindaci – sono decisi a difendere le loro ragioni, la loro identità e la loro storia costruita grazie al Comitato Promotore del Csv Sardegna Solidale che l’Onc non ha voluto riconoscere e che è stato il soggetto vincitore del bando emanato nel 1997 permettendo di esercitare per oltre vent’anni la titolarità sul Csv Sardegna Solidale.

L’Organismo Nazionale di Controllo, in attuazione di quanto previsto dalla nuova riforma del Terzo Settore, svolge infatti, nell’interesse generale, funzioni di indirizzo e di controllo dei Centri di servizio per il volontariato italiani. È costituito da tredici membri designati per legge (non eletti). Sette membri sono designati dall’Acri (compreso, per legge, il presidente), due dal Forum del Terzo Settore (di cui uno obbligatoriamente del mondo del volontariato, anche se oggi così non è), due dal Csvnet, uno dal Ministero del Lavoro e Welfare e uno dalla Conferenza Stato-Regioni. Nessuno dei componenti dell’Onc è volontario e la maggioranza dei membri è di provenienza del mondo delle fondazioni bancarie.

L’Onc è rimasto sordo alle ragioni documentali, tutte messe a disposizione, e alla straordinaria mobilitazione a favore di Sardegna Solidale.

A ritenere “inaccettabile” la decisione dell’Onc, giunta lo scorso 29 luglio, di non accreditare Sardegna Solidale era stata per prima la Conferenza Episcopale Sarda che lo scorso 3 agosto con una nota aveva chiesto “un ripensamento della decisione adottata”, ritenuta “ingenerosa per tutti coloro che si impegnano – particolarmente in questa fase storica – a trovare soluzioni di unità e di fraternità per la nostra gente”. I vescovi avevano anche richiamato l’udienza speciale concessa il 30 novembre del 2018 da Papa Francesco ai volontari di Sardegna Solidale durante la quale Bergoglio incoraggiò Sardegna Solidale “a proseguire con spirito di intesa e di unità; potrete così diffondere più capillarmente la cultura della solidarietà”.

Alla lettera dei vescovi era poi seguito l’8 agosto l’appello del presidente del Comitato promotore di Sardegna Solidale, don Angelo Pittau, al presidente dell’Onc Francesco Profumo, nel quale il sacerdote villacidrese, chiedendo un incontro che consentisse a Sardegna Solidale di poter esporre le sue ragioni, così spiegava: “L’Onc sembra avvalersi di un cavillo burocratico assolutamente inconsistente e pretestuoso, frutto di una lotta sotterranea che ci ha calunniato in questi anni, che ci ha portato a processi che abbiamo sempre vinto. Tutto questo ci offende e tristemente ci fa rammaricare per una persecuzione ingiusta e costante che ci fa diventare vittima. Ecco perché noi e tutti i volontari sentiamo ingiusta questa decisione di inammissibilità”.

Anche padre Salvatore Morittu, fondatore dell’associazione Mondo X Sardegna e figura rappresentativa del volontariato isolano, lo scorso 9 agosto aveva espresso la sua vicinanza a Sardegna Solidale con una lettera nella quale si legge: “Perché sfiduciare chi e coloro che si sono spesso sostituiti all’azione dello Stato, assicurando servizi vitali per famiglie e comunità? La nostra associazione si oppone fermamente alla decisione dell’Onc ed è al fianco del Csv Sardegna Solidale, grata e riconoscente di quanto è stato fatto e – siamo certi – sarà fatto per stare accanto agli ultimi con forza e legittimità”.

La mobilitazione a favore di Sardegna Solidale è poi proseguita grazie ai sindaci sardi. Su iniziativa del primo cittadino di Ozieri Marco Murgia, ben 267 avevano infatti sottoscritto in queste settimane una lettera di solidarietà nella quale, riconoscendo che “le organizzazioni di volontariato, anche grazie al supporto loro offerto dal Csv Sardegna Solidale, rappresentano, specie per le amministrazioni locali, un prezioso strumento che opera ed interviene anche dove le istituzioni non riescono o non arrivano”, confidano “nel buon senso delle donne e degli uomini che compongono l’Organismo Nazionale di Controllo affinché intervengano per risolvere la situazione inquadrandola nella giusta dimensione”.

A sostegno della richiesta di Sardegna Solidale di rivedere il mancato accreditamento da parte dell’Onc centinaia di attestati di altrettante organizzazioni ed era anche stata organizzata anche una raccolta di firme lanciata dall’associazione Amici di Sardegna che sulla piattaforma charge.org aveva portato 3500 persone a chiedere all’Onc di rivedere la sua posizione.

Oggi la mobilitazione, temporaneamente sospesa in attesa delle definitive determinazioni dell’Onc, riprende. Su diversi fronti e con maggiore vigore per informare e sensibilizzare l’opinione pubblica sulle ingiuste decisioni adottate dell’Onc.

Fase 2, prosegue l’impegno di Sardegna Sociale

La Fase 2 non ferma le attività solidali delle associazioni di volontariato presenti sul territorio. Per Sardegna Sociale, le iniziative ideate durante il periodo emergenziale proseguiranno sino a quando sarà necessario per contribuire a sollevare i cittadini più deboli in questo periodo di difficoltà.

«Sardegna Sociale è in prima linea sin dai primi giorni di emergenza – ha affermato in una nota il presidente dell’associazione, Salvatore Serra – e, in breve tempo, ci siamo accorti di quanto sia necessario proseguire le iniziative legate alla spesa solidale. In questo inizio di Fase 2 si potrebbe pensare che il pericolo del disagio sociale sia destinato a rientrare in breve tempo, ma purtroppo per tanti non sarà così semplice tornare alla “normalità”. In tanti hanno perso il lavoro o non potranno contare sui redditi stagionali, mentre il bisogno di mangiare non può essere delegato a un domani migliore».

Il presidente dell’associazione ha anche precisato alcuni numeri per identificare il fenomeno del crescente disagio sociale: «Tramite il combinato di segnalazioni da parte di terzi e contatti diretti con persone che chiedevano una mano per sfamarsi, stiamo aiutando oltre cento famiglie. Siamo una realtà giovane, ma questo non ci ferma dal voler proseguire quest’opera, convinti che la solidarietà non sia qualcosa da dimenticare nella Fase 2, ma che ci deve portare a proseguire il nostro impegno, umano e sociale. Per realizzare questo nostro intento abbiamo bisogno di appellarci ancora alla generosità dei Sardi. Aiutateci ad aiutare – conclude il presidente – e noi garantiamo, attraverso i nostri volontari, che faremo di tutto perché nessuno si senta escluso dall’accesso ai beni essenziali. Da soli possiamo fare poco, assieme possiamo fare la differenza»

In tanti hanno ancora bisogno di aiuto…

Pian piano la vita ritornerà alla normalità per molti di noi…ma tante famiglie continuano e continueranno ad essere in difficoltà. 𝗘' 𝗼𝗿𝗮 𝗱𝗶 𝘂𝗻𝗶𝗿𝗰𝗶 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗳𝗼𝗿𝘁𝗲 𝗱𝗶 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗶𝗻𝘂𝗮𝗿𝗲 𝗮 𝘀𝗼𝘀𝘁𝗲𝗻𝗲𝗿𝗲 𝗹𝗲 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗲 𝗶𝗻 𝗱𝗶𝗳𝗳𝗶𝗰𝗼𝗹𝘁𝗮̀.𝗦𝗮𝗿𝗱𝗲𝗴𝗻𝗮 𝗦𝗼𝗰𝗶𝗮𝗹𝗲 proseguirà le proprie iniziative regolarmente anche dopo l'apertura delle attività. 💪Continueremo a fornire il nostro contributo anche per i prossimi mesi, garantendo il nostro supporto a chi sta affrontando con fatica questo periodo. 💚𝐀𝐈𝐔𝐓𝐀𝐂𝐈 𝐀𝐃 𝐀𝐈𝐔𝐓𝐀𝐑𝐄𝐂𝐨𝐦𝐞? ♥️𝐂𝐨𝐧 𝐥𝐞 𝐝𝐨𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢♥️𝐏𝐮𝐨𝐢 𝐝𝐨𝐧𝐚𝐫𝐞 𝐥'𝐢𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐯𝐮𝐨𝐢 𝐞 𝐩𝐮𝐨𝐢 ♥️👉 𝐏𝐚𝐲𝐩𝐚𝐥: https://www.paypal.me/sardegnasociale👉 𝐁𝐨𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐨 𝐛𝐚𝐧𝐜𝐚𝐫𝐢𝐨 intestato a: 𝐒𝐚𝐫𝐝𝐞𝐠𝐧𝐚 𝐒𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞𝐈𝐁𝐀𝐍: IT13M0306909606100000169363”Causale: 𝐂𝐨𝐥𝐥𝐞𝐭𝐭𝐚 𝐀𝐥𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐂𝐨𝐯𝐢𝐝-𝟏𝟗

Pubblicato da Sardegna Sociale su Domenica 17 maggio 2020

La Cagliari SoloWomen Run slitta a fine estate

Un nuovo rinvio per la Cagliari SoloWomen Run. La corsa, prevista il prossimo domenica  7 giugno, è stata rinviata a fine estate «ma solo in presenza delle condizioni di sicurezza necessarie per organizzare un evento a così alta partecipazione solidale». L’annuncio è arrivato nella giornata di sabato 9 maggio. «Sarà quindi necessario mantenere un confronto costante con il Comune e le altre istituzioni prima di fissare l’attesa nuova data», si legge in una nota.

Si tratta di un secondo rinvio per l’edizione 2020: dopo la prima data fissata lo scorso 8 marzo, la diffusione del Coronavirus aveva costretto ad un secondo spostamento per la seconda domenica di giugno. «Il primo obbligo per gli organizzatori, infatti, è tutelare le fasce più deboli in un clima di incertezza che riguarda tanti settori in tutta Italia, compreso quello dei grandi eventi».

Organizzata da 42K in collaborazione con Apd Miramar, Comune di Cagliari e Asi, con il patrocinio della Regione e del Consiglio regionale della Sardegna,  la Cagliari SoloWomen Run è la corsa  numero uno in Italia grazie alle 17.699 già iscritte. 

«Il successo della Cagliari SoloWomenRun – ricorda nella nota l’ ideatrice della corsa, Isa Amadi – è abbinato alla forte spinta partecipativa delle associazioni sarde che ogni anno moltiplicano il loro entusiasmo, avviando in tutta l’isola una campagna di crownfunding attraverso le iscrizioni. Il nostro pensiero va a tutte coloro che attenderanno il via libera insieme a noi, pronte a festeggiare insieme in un contesto sicuro».

Nessun cambiamento per le donne che hanno già aderito alla manifestazione, la maggior parte delle quali ha ritirato t-shirt, pettorale e kit Swr prima del lockdown. Per tute le altre, comprese le nuove iscritte che si aggiungeranno nel frattempo, sarà possibile recarsi al Punto Rosa presso il “Centro commerciale La Playa” nei giorni che precederanno la corsa, con date e negli orari che, come sempre, verranno comunicati attraverso il sito ufficiale solowomenrun.it e sui social network collegati all’ evento. 

La corsa, che fa del sociale il suo punto di forza, ha contribuito a sostenere la comunità sarda nel corso dell’emergenza Coronavirus. La società organizzatrice, 42K srl, ha donato 3mila euro al Comune di Cagliari nell’ambito dell’iniziativa promossa per raccogliere fondi a favore di famiglie, imprese, professionisti e ospedali.

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