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Il sangue sul martello de “S’accabbadora”

Un’indagine medica trova le prove di veridicità su una delle leggende della storia sarda

I reperti, trovati in un luogo tenuto segreto, che provano l’esistenza de “S’Accabbdora” (foto FP)

Gianfranco Tore, docente di Storia della Sardegna all’università di Cagliari, parla di una “vera e propria prova regina” che dimostra che

Quattro medici, a otto mani, hanno esaminato e verificato le prove recuperate in un paese del sud Sardegna. “Un giorno un mio paziente mi ha presentato un martello in legno con delle tracce di sangue che aveva trovato in una nicchia della vecchia casa dei nonni.” spiega il cardiologo Augusto Marini, “Ho coinvolto i colleghi per capire, anche storicamente, a cosa potesse essere servito. Qualche tempo più tardi un altro paziente mi disse che sapeva che i nonni conoscevano un’ “accabbadora” nel paese vicino, quel paese era lo stesso dove c’erano i reperti trovati nella nicchia”.

Secondo Wikipedia “Il termine sardo femina accabadora, femina agabbadòra o, più comunemente, agabbadora o accabadora (s’agabbadóra, lett. “colei che finisce”, deriva dal sardo s’acabbu, “la fine” o dallo spagnolo acabar, “terminare”) denota la figura storicamente non comprovata di una donna che si incaricava di portare la morte a persone di qualunque età, nel caso in cui queste fossero in condizioni di malattia tali da portare i familiari o la stessa vittima a richiederla.”. “Nella nicchia abbiamo trovato una “mazzocca di olivastro”, murata e nascosta dietro un telo in orbace a strisce, ma ancora parzialmente aperta. Non solo: all’interno della parete c’era un tronchetto di legno avvolto in ritagli di giornale “il tutto legato con uno spago che in Sardegna prende il nome di marredda. Il legno si rivelò essere uno scalpello con punta piatta, noto col nome di sa misericordia, i reperti cartacei tratti da periodici religiosi. Ritagli che riportavano date risalenti agli anni ’20 del Novecento. Un rosario con vaghi di legno e medaglietta e un foglio piegato in quattro, con scritti a matita e in bella grafia, nove nomi di persone con il numero uno – 1 – di fianco. Vi era una moneta di rame, un dente umano e un piccolo pezzo di legno tarlato” spiega Aldo Cinus, medico di base e oculista, “i nomi per il periodo ci hanno dimostrato che non erano solo persone anziane e che quello dovesse essere l’elenco delle persone da “assistere”.

I reperti trovati e le tracce di sangue, esaminate dal Dottor Antonio Demontis, anatomopatologo, hanno dimostrato che l’utilizzo fosse diretto, probabilmente per spezzare la terza vertebra celebrale o portando all soffocamento tramite l’ostruzione dell’apparato laringofaringeo.

“In molti paesi molti disabili gravi e anziani terminali” chiarisce Mariano Staffa, medico di base, dentista e esperto di tradizioni popolari, “venivano accompagnati alla morte con medicine come arsenico, diventando lui stesso “accabbadore” ma in alcuni casi il medico non poteva e si trovava una persona, in molti casi l’ostetrica, che poneva termine alle vite più difficili o, determinava che il neonato era “nato morto” se la situazione di malformazione avrebbe complicato la vita o creato maldicenze demoniche presenti nella tradizione.”

“Da tempo ci domandiamo se il mito, la tradizione, il rituale de s’accabadura siano mai esistiti, questa nostra riflessione vuole portare qualche mattoncino verso l’esistenza di una reale tradizione di facilitazione del trapasso quando questo era particolarmente doloroso e difficile. Allo stato attuale del dibattito appare complesso affermare con certezza assoluta l’esistenza de s’accabadura, ma è difficile pure negarlo. Nel profondo del cuore non credo sia così importante sapere se nel nostro passato sia esistita una simile pratica o se ne sia sempre stato coltivato il mito. Quello che è certo, senza il men che minimo dubbio, è che per oltre venticinque secoli si è favoleggiato sull’esistenza di particolari figure che agevolavano la morte non per cattiveria o per trarne qualche vantaggio, ma solo per misericordiosa pietà al fine di abbreviare la sofferenza peri-mortale.” chiarisce il Dottor Staffa nella presentazione del libro “ Accabadora mito e realtà. Storia e reperti di un ritrovamento” edito da Isopalma e disponibile in diverse librerie dell’area cagliaritana oltre che in internet,

su Amazon https://www.amazon.it/Accabadora-realt%C3%A0-Storia-reperti-ritrovamento/dp/8894521966

Ibs https://www.ibs.it/accabadora-mito-realta-storia-reperti-libro-vari/e/9788894521962?inventoryId=349163916

Libreria universitaria https://www.libreriauniversitaria.it/accabadora-mito-realta-storia-reperti/libro/9788894521962

Il dottor Augusto Marini interviene ad una recente presentazione del libro, con gli altri autori, organizzata a Quartu Sant’Elena presso Casa Olla in collaborazione con il Gruppo folk Città di Quarto 1928 e sostenuta dalla Fondazione di Sardegna
Fonte: Bimbimbici official e https://fiabitalia.it

Bimbimbici 2021 il 10 ottobre a Quartu Sant’Elena

Bimbimbici è una manifestazione nazionale promossa da FIAB in intesa con il Ministero dell’istruzione. L’obiettivo é quello di incentivare la mobilità sostenibile e l’utilizzo della bicicletta come mezzo di trasporto nei bambini e nei ragazzi. 

Per la prima volta nella sua lunga storia, quest’anno Bimbimbici sbarca a Quartu Sant’Elena. La manifestazione, organizzata dalla Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta (FIAB) con carattere nazionale, punta a promuovere la mobilità sostenibile e a diffondere l’uso della bicicletta tra i giovani e giovanissimi. L’evento é contemporaneamente una festa e una manifestazione. Infatti, Bimbimbici vuole far riflettere sulla necessità di creare zone verdi e piste ciclabili per aumentare la vivibilità dei centri urbani dando spazio alle persone. Un’occasione per tutti coloro che amano la bicicletta, la natura, l’ambiente.

L’appuntamento per bambini e i genitori è per domenica 10 ottobre alle ore 10 in piazza 28 aprile, fronte Palazzo Comunale. Qui si procederà alla registrazione dei partecipanti che oltre alla bici devono portare il caschetto. Ai bambini verrà fornito un biglietto della lotteria gratuita Bimbimbici, ma anche una maglietta a tema, snack, acqua e frutta fresca.

Al termine del percorso, che tocca i vari quartieri della città, è previsto anche un momento educativo, con focus sul rispetto delle norme del codice della strada. Alle ore 12.30 circa verrà effettuata l’estrazione della lotteria Bimbimbici, con in palio una bicicletta e tanti altri premi. L’iniziativa è inserita in un piano di mobilità sostenibile che vede la Giunta impegnata nei progetti necessari per chiudere tutti gli anelli della rete ciclabile e consentire ai quartesi e agli eventuali visitatori di muoversi agevolmente in città sulle due ruote, in sicurezza e in un ambiente pulito. Bimbimbici vuole sollecitare una riflessione sulla necessità di creare zone verdi e piste ciclabili per aumentare la vivibilità dei centri urbani dando spazio alle persone.

Fonte: Bimbimbici official e https://fiabitalia.it
Fonte: Bimbimbici official e https://fiabitalia.it

Sul piano nazionale, l’edizione 2021 si terrà in collaborazione con il progetto CleanAir@School. Infatti anche i giovani e giovanissimi ambasciatori del progetto CleanAir@School coordinato da ISPRA insieme al SNPA in 30 comuni italiani, testimonieranno il loro impegno concreto per migliorare la qualità dell’aria nelle loro città e combattere gli effetti nocivi sulla salute del biossido di azoto.

Calici di Solidarietà per la Mensa del Viandante

Venerdì 8 Ottobre 2021 alle ore 19.00 presso piazza Unione Sarda a Cagliari ritorna “Calici di Solidarietà”, promossa dal Rotary Club Quartu Sant’Elena unitamente al Rotaract Club Quartu Sant’Elena Margine Rosso.

L’iniziativa, che si colloca tra gli eventi socio-culturali intrapresi dal Rotary Club Quartu nel nuovo anno rotariano si svolgerà alla presenza Presidente Rotary Club Quartu Ernesto Batteta e dei soci, consentirà anche quest’anno la raccolta e destinazione di un importante contributo a favore della Mensa del Viandante di Quartu Sant’Elena e della Fondazione del Rotary International finalizzata alla l’eradicazione della poliomielite.

L’evento sarà realizzato con il contributo di alcune delle più prestigiose cantine isolane: in particolare con le degustazioni dei vini della Cantina Audarya, della Cantina delle Vigne di Piero Mancini e della cantina di Santadi accompagnati dal catering di Le Plus Bon.

Foto: pagina facebook Rotary Club Quartu Sant’Elena

inaugurazione_nido_quartu

I bambini tornano all’asilo comunale

Un grande giardino attrezzato, sala accoglienza all’ingresso, sala musica, mini-palestra, aule didattiche per il gioco e l’intrattenimento, zone relax e zone riposo, stireria e lavanderia, cucina professionale in grado di garantire pasti caldi giornalieri con prodotti freschi del territorio sulla base di esigenze specifiche basate sulla salute dei più piccoli.

Nel giorno della sua inaugurazione il nuovo asilo di Via de Cristoforis mantiene le promesse presentandosi come una struttura d’eccellenza per Quartu, in grado di competere con le migliori esperienze del capoluogo e dell’intera area metropolitana. 

“Un servizio che ritorna in città con un grande punto di forza: l’innovazione e la qualità”, spiega l’Assessora Cinzia Carta, presente al taglio del nastro della nuova struttura insieme al personale delle due cooperative Cemea e La Clessidra che gestiranno l’operatività della struttura. “Il nuovo nido -prosegue l’assessore- è pensato per la famiglia a 360 gradi. L’offerta modulare è stata costruita attraverso il metodo della co-progettazione, avviata per la prima volta sotto la guida dell’Amministrazione che ha selezionato i suoi partners dopo una lunga ed attenta selezione. È stato fatto un grande lavoro, complimenti a quanti hanno contribuito a raggiungere il traguardo di questa giornata”

Grande attenzione nella costruzione è stata posta al criterio della qualità, attraverso la presenza di personale specializzato e nel rigoroso rispetto del rapporto numerico educatore/bambino indicato dalla normativa regionale e nazionale, con un rapporto di 1:4 per i neonati da sei ai 12 mesi, 1:8 dai 12 ai 24 mesi, ed infine 1:10 per i bimbi dai 24 mesi in su.  Garantito anche l’inserimento dei minori con disabilità o Bes, bisogni educativi speciali. “In tutto abbiamo 12 educatrici per 78 bambini, più il personale di servizio”, spiega Renato Perra, coordinatore di Cemea.

Mentre Dimitri Pibiri Presidente della cooperativa La Clessidra, aggiunge: “L’aspetto del personale è il dato fondamentale che incide sulla qualità del servizio e sulla retta: la tariffa mensile è costruita sul rispetto dei parametri standard che regolano il funzionamento di un servizio con queste caratteristiche”. Pibiri precisa ancora: “Attenzione: la retta nominale non rappresenta l’importo finale a carico delle famiglie perché l’intervento combinato dei “bonus Inps”, del bonus regionale “Nidi gratis” e  del contributo comunale consente alle famiglie di accedere ai servizi del Nido a senza eccessive difficoltà: la retta media per chi sceglie la soluzione del tempo pieno sarà per un Isee medio tra i 100 e i 150 euro al mese. Mentre per chi sceglie la frequenza di 5 ore sarà addirittura gratuita. Se consideriamo gli Isee più bassi la retta complessiva per la frequenza a tempo pieno è quasi simbolica, ovvero di circa 77 euro per 8 ore al giorno, comprensive di tutti i servizi base offerti dal nido, fra cui figurano l’innovativa offerta del counseling genitoriale e di supporto pedagogico alle famiglie. Sarà poi possibile modulare ulteriormente l’offerta sulla base di esigenze specifiche, con l’aggiunta di pacchetti aggiuntivi per gli adulti -ad esempio corsi serali di yoga o ginnastica dolce per le mamme-che ovviamente avranno un costo a parte”.

[Foto tratta da sito internet: comune.quartu.ca.it]

Nicola Puddu RSE

Radio Sant’Elena inaugura la nuova stagione radiofonica 2021

Da oggi lunedì 4 ottobre inizia la nuova stagione di Radio Sant’Elena. La direzione ha rilasciato una nota inaugurale che descriva le attività di quest’anno

“Proseguire il percorso intrapreso nella precedente stagione è l’obbiettivo della direzione, confermando lo zoccolo duro della programmazione 2020-21 e inserendo nuovi progetti” é l’obiettivo dichiarato dal direttore artistico di Radio Sant’Elena, Nicola Puddu. Infatti, “oltre alla trasmissione in FM, APP e streaming delle funzioni liturgiche della Basilica di Sant’Elena, perno della programmazione, la direzione artistica di RSE ha elaborato un palinsesto articolato e vario, in grado di incontrare le preferenze di un bacino di ascoltatori eterogeneo”. Si spazierà quindi dall’informazione alla tradizione, dalla letteratura alla spiritualità, dall’intrattenimento musicale al talk.

Ampio spazio sarà dedicato all’intrattenimento, al divertimento e al dialogo con il ritorno di programmi come “Benvenuto Weekend”, “buonaserAtutti!” e “Che Succede?”, senza tagliare fuori la musica di ieri e di oggi. “Siamo pronti per iniziare questa nuova avventura, entusiasti di entrare nelle case dei nostri radioascoltatori con le nostre voci, con i nostri progetti”, afferma la direzione di RSE. “Abbiamo una squadra eterogenea sia per età che per esperienza radiofonica, ma compatta nel lavoro e nell’obbiettivo di creare un prodotto di qualità, che accompagni la quotidianità di chi ci ascolta e segue” continua. “Siamo orgogliosi delle idee che proporremo nel corso della nuova stagione radiofonica, abbiamo ambizioni importanti. Anche senza i mezzi dei grandi network offriremo un servizio attento e di
qualità ai tanti che ci seguono” conclude la direzione.

La cultura e la lingua sarda manterranno ruolo importante durante il 2021 con “Tradizionis e Cantadas”, programma di versada campidanese, e “Su Fueddu de s’Evangengelu”, lettura del Vangelo del giorno in sardo. Tra le novità spicca l’appuntamento sulla figura di Dante Alighieri e la lettura in chiave teologica della Divina Commedia, con l’intento di divulgare il patrimonio della cultura e della letteratura italiana.

Sarà un autunno di ripartenza nel quale l’informazione cittadina e locale assumerà carattere di centralità sul fronte della cronaca (RSE News), della politica (RSE Talk) e dello sport (RSE Sport).

Il direttore Puddu conclude augurando agli ascoltatori un buon anno radiofonico e ricordando che “anche quest’anno Radio Sant’Elena sarà una radio per tutti, una radio di tutti”.

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