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Prima infanzia, Quartu partecipa al bando regionale “Primi passi”

Il Comune di Quartu parteciperà al bando regionale “Primi Passi”, con cui si intende rafforzare i servizi educativi per la prima infanzia dai zero ai 3 anni nella fase di emergenza determinata dall’epidemia da Covid-19.

Nell’Albo Pretorio è stato pubblicato il testo dell’avviso pubblico con cui il dirigente del settore Pubblica Istruzione determina la partecipazione del banco. Due le linee di intervento: il supporto alle famiglie e il supporto al mantenimento delle strutture per l’infanzia nei comuni in cui i servizi sono stati danneggiati dall’emergenza Covid.

Il bando regionale si rivolge ai Comuni, alle Unioni di Comuni e ai soggetti potenzialmente beneficiari delle linee di intervento

[Foto da quibologna.tv]

A Quartu arriva “Il miracolo di Natale”

È in programma fino alle 19.00 di oggi la 24esima edizione del Miracolo di Natale. Nel sagrato della Basilica di Sant’Elena, i cittadini potranno donare beni di prima necessità a lunga scadenza e conservazione, prodotti per bambini, non giocattoli o indumenti. Tutta la manifestazione, ideata da Gennaro Longobardi, seguirà le disposizioni di sicurezza causa Covid. Quartu è uno de pochi comuni in cui “Il Miracolo di Natale” si potrà svolgere in totale sicurezza grazie al supporto della Pro Loco cittadina e dell’associazione “Sette note e più” e di tante associazioni di volontariato.

Sociale, la raccolta cibo della conferenza San Vincenzo

Il consiglio centrale di Quartu della società dii San Vincenzo de Paoli ricorda che per tutto il mese di novembre, negli ipermercati iperpan e nei market Har Dis di via Monsignor Angioni e via Fiume, è stata avviata una raccolta di vivere destinata ad aiutare le famiglie bisognose della città e dell’hinterland che si trovano in difficoltà a causa dell’emergenza Covid. I cittadini che volessero acquistare alimenti da donare ai più bisognosi potranno lasciare le derrate negli appositi spazi.

L’ONC nega l’accreditamento: cancellata l’esperienza ultraventennale di Sardegna Solidale

L’Organismo Nazionale di Controllo ha deliberato di decretare la fine della gestione dei “volontari per volontari” del Centro di servizio isolano. Ignorate le motivazioni addotte da Sardegna Solidale e la voce di 267 sindaci e dei vescovi sardi. Ora la mobilitazione riparte.

La straordinaria mobilitazione di 267 sindaci, la presa di posizione dei vescovi sardi e le migliaia di firme raccolte, insieme alle ragioni portate all’attenzione dell’Organismo Nazionale di Controllo presieduto da Francesco Profumo (presidente dell’Acri – l’associazione che rappresenta collettivamente le Fondazioni di origine bancaria – e della Compagnia di San Paolo), lo scorso 9 settembre nel corso di una audizione speciale, sono state ignorate: il 28 ottobre l’ONC ha confermato l’inammissibilità dell’associazione Csv Sardegna Solidale Odv alla seconda fase della manifestazione di interesse. Di fatto, l’Onc ha deciso in questo modo di porre fine all’esperienza ultraventennale di Sardegna Solidale.

Nello specifico, l’Organismo Nazionale di Controllo ha ritenuto che l’associazione Sardegna Solidale non avesse titolo per poter essere accreditata e ciò perché non era il soggetto a cui oltre vent’anni fa, il Co.Ge. della Sardegna e la Regione Sardegna avevano affidato il compito di organizzare e gestire il Centro di servizio per il volontariato. L’Onc non dice chi è il vincitore e il titolare di quel bando e si trincera dietro una interpretazione giuridica soggettiva. Quella dell’Onc è dunque una decisione ingiusta e irrispettosa della storia e dell’identità del Csv Sardegna Solidale che, con un vero e proprio cavillo interpretativo, “smontato” dai rappresentanti di Sardegna Solidale nel corso dell’audizione del 9 settembre, cancella l’esperienza del Csv sardo, unico in Italia interamente gestito da volontari (compreso il Direttore-volontario) e da organizzazioni di volontariato, con lo slogan-programma “Volontari per Volontari”.

Ora, nel pieno della seconda ondata della pandemia, in cui il mondo della solidarietà è chiamato a una nuova mobilitazione, il Csv Sardegna Solidale entra in una fase di estrema incertezza e di larga mobilitazione.

I volontari sardi – con il sostegno di vescovi e sindaci – sono decisi a difendere le loro ragioni, la loro identità e la loro storia costruita grazie al Comitato Promotore del Csv Sardegna Solidale che l’Onc non ha voluto riconoscere e che è stato il soggetto vincitore del bando emanato nel 1997 permettendo di esercitare per oltre vent’anni la titolarità sul Csv Sardegna Solidale.

L’Organismo Nazionale di Controllo, in attuazione di quanto previsto dalla nuova riforma del Terzo Settore, svolge infatti, nell’interesse generale, funzioni di indirizzo e di controllo dei Centri di servizio per il volontariato italiani. È costituito da tredici membri designati per legge (non eletti). Sette membri sono designati dall’Acri (compreso, per legge, il presidente), due dal Forum del Terzo Settore (di cui uno obbligatoriamente del mondo del volontariato, anche se oggi così non è), due dal Csvnet, uno dal Ministero del Lavoro e Welfare e uno dalla Conferenza Stato-Regioni. Nessuno dei componenti dell’Onc è volontario e la maggioranza dei membri è di provenienza del mondo delle fondazioni bancarie.

L’Onc è rimasto sordo alle ragioni documentali, tutte messe a disposizione, e alla straordinaria mobilitazione a favore di Sardegna Solidale.

A ritenere “inaccettabile” la decisione dell’Onc, giunta lo scorso 29 luglio, di non accreditare Sardegna Solidale era stata per prima la Conferenza Episcopale Sarda che lo scorso 3 agosto con una nota aveva chiesto “un ripensamento della decisione adottata”, ritenuta “ingenerosa per tutti coloro che si impegnano – particolarmente in questa fase storica – a trovare soluzioni di unità e di fraternità per la nostra gente”. I vescovi avevano anche richiamato l’udienza speciale concessa il 30 novembre del 2018 da Papa Francesco ai volontari di Sardegna Solidale durante la quale Bergoglio incoraggiò Sardegna Solidale “a proseguire con spirito di intesa e di unità; potrete così diffondere più capillarmente la cultura della solidarietà”.

Alla lettera dei vescovi era poi seguito l’8 agosto l’appello del presidente del Comitato promotore di Sardegna Solidale, don Angelo Pittau, al presidente dell’Onc Francesco Profumo, nel quale il sacerdote villacidrese, chiedendo un incontro che consentisse a Sardegna Solidale di poter esporre le sue ragioni, così spiegava: “L’Onc sembra avvalersi di un cavillo burocratico assolutamente inconsistente e pretestuoso, frutto di una lotta sotterranea che ci ha calunniato in questi anni, che ci ha portato a processi che abbiamo sempre vinto. Tutto questo ci offende e tristemente ci fa rammaricare per una persecuzione ingiusta e costante che ci fa diventare vittima. Ecco perché noi e tutti i volontari sentiamo ingiusta questa decisione di inammissibilità”.

Anche padre Salvatore Morittu, fondatore dell’associazione Mondo X Sardegna e figura rappresentativa del volontariato isolano, lo scorso 9 agosto aveva espresso la sua vicinanza a Sardegna Solidale con una lettera nella quale si legge: “Perché sfiduciare chi e coloro che si sono spesso sostituiti all’azione dello Stato, assicurando servizi vitali per famiglie e comunità? La nostra associazione si oppone fermamente alla decisione dell’Onc ed è al fianco del Csv Sardegna Solidale, grata e riconoscente di quanto è stato fatto e – siamo certi – sarà fatto per stare accanto agli ultimi con forza e legittimità”.

La mobilitazione a favore di Sardegna Solidale è poi proseguita grazie ai sindaci sardi. Su iniziativa del primo cittadino di Ozieri Marco Murgia, ben 267 avevano infatti sottoscritto in queste settimane una lettera di solidarietà nella quale, riconoscendo che “le organizzazioni di volontariato, anche grazie al supporto loro offerto dal Csv Sardegna Solidale, rappresentano, specie per le amministrazioni locali, un prezioso strumento che opera ed interviene anche dove le istituzioni non riescono o non arrivano”, confidano “nel buon senso delle donne e degli uomini che compongono l’Organismo Nazionale di Controllo affinché intervengano per risolvere la situazione inquadrandola nella giusta dimensione”.

A sostegno della richiesta di Sardegna Solidale di rivedere il mancato accreditamento da parte dell’Onc centinaia di attestati di altrettante organizzazioni ed era anche stata organizzata anche una raccolta di firme lanciata dall’associazione Amici di Sardegna che sulla piattaforma charge.org aveva portato 3500 persone a chiedere all’Onc di rivedere la sua posizione.

Oggi la mobilitazione, temporaneamente sospesa in attesa delle definitive determinazioni dell’Onc, riprende. Su diversi fronti e con maggiore vigore per informare e sensibilizzare l’opinione pubblica sulle ingiuste decisioni adottate dell’Onc.

Social, le challenge accorciano le distanze

[Daniele Lecca]

#IoRestoACasa, è questo l’hashtag ufficiale che spopola sui social in questi ultimi giorni. I social mostrano la loro vera identità, unire, stroncare le distanze, diventano quaderni su cui scrivere pensieri. Dai più piccoli ai più grandi, tutti collegati in rete per sentire meno la mancanza di cari, amici e non solo. Le dirette spopolano su facebook e Instagram, da Fiorello a Chiara Ferragni, tutti live per fare compagnia a migliaia di fan a casa. Non solo dirette ma anche le challenge sono le protagoniste di questi tempi, per combattere la noia. 

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#coronavirus #iorestoacasa

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Partiamo da #blackandwhite, una challenge tutta al femminile, basta condividere una propria foto in bianco e nero, nominando altre ragazze: «Troppo spesso noi donne ci critichiamo invece di sostenerci e vedere che ognuna è bella a modo suo. Siamo belle come siamo. Siamo le prime a doverci accettare! Carica una foto in cui appari sola in bianco e nero ed etichetta altre donne per fare lo stesso. Ti scelgo perché sei bella e mi ispiri. Diamo qualcosa di positivo. Costruirci invece che distruggere».

Continuiamo con #TorneremoAViaggiare, si posta una foto di un viaggio già fatto per non dimenticare i posti favolosi che abbiamo visitato e che vorremo visitare.

Non mancano anche le challenge per i più piccoli, come #AndràTuttoBene, che consiste nel disegnare arcobaleni su fogli e lenzuola, un messaggio di speranza verso il futuro.

La Sportivo Challenge, la Baby Challenge o la Pigiama Challenge sono tutte molto simili, basterà condividere una foto in tenuta sportiva o durante un workout, una foto da piccoli o una foto in pigiama.

Arriviamo anche alle più strane come la Neomelodico Challenge che consiste nel condividere una canzone neomelodica e taggare alcuni amici che faranno lo stesso come la Carota Challenge in cui ognuno deve disegnare una carota, fare lo screen e condividerla taggando altri amici.

Tutte challenge molto simpatiche per combattere la noia, ora tocca te scegline una e tagga i tuoi amici.

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