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Marco Deplano (TPI News): il nuovo consiglio regionale tra novità e note stridenti

Marco Deplano – Elezioni Regionali Sardegna 2019

L'analisi di Marco Deplano, giornalista di TPI sul nuovo consiglio regionale della RAS – Regione Autonoma della Sardegna tra novità e note stridenti.Leggi l'intervento completo sul nostro sito:⤵️http://www.profilosociale.it/marco-deplano-tpi-news-novitanotestridenti/

Pubblicato da Profilo Sociale su Lunedì 11 marzo 2019

Intervento delle 14.48 del 25.02.2019

Quale consiglio regionale si formerà?

Sappiamo che c’è una legge elettorale che è stata molte volte criticata ma mai modificata in radice, a parte un recente intervento che riguardava l’interruzione della parità di genere.

Sappiamo anche che chi supererà il 40% avrà un premio di maggioranza che garantirà una governabilità piuttosto solida, almeno teoricamente, all’interno del consiglio regionale perchè si raggiungerà il 60%.

Questo è il primo elemento su cui potersi concentrare perchè in effetti questa legge elettorale già nella scorsa legislatura aveva visto una forza che aveva raccolto diverse decine di migliaia di voti, Sardegna Possibile di Michela Murgia rimanere fuori dal consiglio regionale.

Oggi abbiamo una nuova composizione dei competitor che vede Centrodestra e Centrosinistra con il terzo posto per la prima volta occupato dal Movimento 5 Stelle che la scorsa tornata elettorale delle regionali non si era presentato, questo è un elemento di novità.

Ciò che è rimasto di quel vocabolario, di quelle forze indipendentiste con gradazione differente ci racconta ancora una volta un problema di sintesi che sembrava superato, Autodeterminatzione si poneva come una espressione di varie sigle ma fuori sono rimaste Sardi Liberi con Mauro Pili e Maninchedda che aveva un esperienza tutto sommato assimilabile a quella di altre sigle che stavano dentro il partito di Murgia.

L’elemento della Lega è uno dei più distorti, rispetto anche alla nostra collocazione geografica.

Ebbene oggi questa Lega si presenta come uno dei capisaldi della politica italiana con un riverbero importante in Sardegna (passando dallo 0% al 13%).

Per quanto riguarda il futuro è difficile fare un pronostico perchè c’è un termine stridente, la storia del Partito Sardo d’Azione era certamente diversa, distinta o antitetica rispetto a quella di un partito come la Lega e invece oggi sono appaiate.

Questa è una tornata elettorale che poteva essere rivoluzionaria.

Nei contenuti non lo è stata, invece vengono confermate delle usanze che poi di fatto non sono state sconfessate neanche questa volta.

Il voto strutturato in Sardegna funziona ancora e quindi i partiti che sono più radicati, almeno come organizzazioni, continuano ad essere estremamente concreti nel portare voti (un po’ meno nel consenso).

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