Giù le mani dagli appelli

di Alessandro PiluduVice direttore College Universitario Sant’Efisio e Responsabile Area Sociale della Cooperativa Starter

Premetto che il diritto di sciopero è sacrosanto, difendere e/o reclamare i propri diritti è giusto e doveroso.

I docenti universitari hanno indetto uno sciopero nazionale che sta interessando la corrente sessione di esami estiva per ottenere lo sblocco definitivo degli scatti stipendiali, 80 milioni di euro per le borse di studio, 6 mila concorsi per professori associati, 4 mila per ordinari e altrettanti per ricercatori a tempo determinato di tipo B.

Tutto ciò è corretto e condivisibile. Il nostro è un paese nel quale l’insegnamento è vituperato e scarsamente considerato come degno di cura ed attenzione. Ci si ricorda degli insegnanti solo quando, purtroppo, finiscono loro malgrado sulle pagine della cronaca per risse con studenti o genitori. Ed a poco vale la considerazione comune dei docenti universitari come agiati signori di mezza età seduti su polverosi e spesso poco utilizzati scranni ottocenteschi.
Non sono tutti così, tanti sono precari, e lo scatto contrattuale vale per l’operaio come per il cattedratico.

Ma il rovescio della medaglia sono gli studenti.
Migliaia di ragazzi spaesati girano per le nostre università carichi di ansia e frustrazione per appelli saltati, esami rimandati, sessioni di laurea posticipate. Tanti devono rimodulare il proprio vivere per conseguenza dello sciopero. Qualcuno ne pagherà forse care conseguenze (pensate a chi non potrà partecipare ad un concorso perché laureatosi la sessione successiva all’ultima utile alla partecipazione causa sciopero).

Le promesse di appelli suppletivi non stanno trovando piena realizzazione e le difficoltà aumentano per tutti. Lo sciopero è iniziato durante il governo vacante conseguentemente alle elezioni politiche di marzo, speriamo che dopo quella ci sia anche la risoluzione di questa vertenza che colpisce tante famiglie: dei docenti e degli studenti.

#giùlemanidagliappelli è l’hashtag con cui gli studenti contestano lo sciopero sui social scattandosi selfie con cartelli di protesta, come sono lontani i cortei studenteschi.

Seguici su:
error

I diritti di Tutti – Parte I

di Maria Bernardetta Cabras

Nel paese di Tutti vivevano molti anziani e pochi giovani.

Le famiglie preferivano spostarsi a vivere nella Grande Città, dove tutto era a portata di mano: le scuole, gli ospedali, le autostrade che portano al nord, l’aeroporto, i negozi.

Successe che, un giorno, Maria e Giacomo, due fratelli gemelli di 8 anni, dovettero salutare Ettore, l’amico della fattoria dove avevano giocato i giochi più belli, compreso cavalcare Pedro il puledro.

La fattoria chiudeva e con essa una parte del loro cuore. Poi partirono Giada e il suo papà, maestro di musica del paese.

Fu una tristezza immensa veder caricare sul camioncino le chitarre, i violini, i sassofono, l’arpa e il fantastico pianoforte a coda.

Chi avrebbe suonato la musica a Tutti?

Per continuare a leggere l’articolo clicca qui

Seguici su:
error

Giornalismo del futuro: mission impossible?

di Alessandro Atzeni

Una notizia per essere tale deve essere necessariamente trattata in maniera imparziale per poi scatenare i pensieri soggettivi del lettore e l’opinione dei più giovani, in questo senso, ha un ruolo primario nella diffusione del sapere oggettivo dei fatti.

I ragazzi sono già nel futuro, pensano e scrivono secondo dettami che si modificano velocemente, cambiano ogni giorno e, soprattutto, si sanno adattare a qualsiasi innovazione.

Per questo gli abbiamo dato spazio, andandoli a trovare nel posto da cui tutto ha inizio, la scuola.

Ai ragazzi della redazione di Euclinews, il giornale scolastico del liceo Euclide di Cagliari, abbiamo chiesto cosa pensassero dell’informazione contemporanea, come immaginassero il giornalismo del futuro e da questi piccoli input è nata una discussione con molti punti di vista differenti.

Per questo ringraziamo il prof. Walter Orrù, tutor della redazione, che ha partecipato attivamente all’intervista, inserendo delle piccole provocazioni che hanno aiutato i ragazzi a far emergere la propria opinione e le proprie idee.

Per continuare a leggere l’articolo clicca qui

Seguici su:
error
  • 1
  • 3
  • 4
PS logo inverted


Profilo Sociale - Periodico Online - Registrazione Tribunale di Cagliari n.4 del 26 aprile 2018