Sociale, la raccolta cibo della conferenza San Vincenzo

Il consiglio centrale di Quartu della società dii San Vincenzo de Paoli ricorda che per tutto il mese di novembre, negli ipermercati iperpan e nei market Har Dis di via Monsignor Angioni e via Fiume, è stata avviata una raccolta di vivere destinata ad aiutare le famiglie bisognose della città e dell’hinterland che si trovano in difficoltà a causa dell’emergenza Covid. I cittadini che volessero acquistare alimenti da donare ai più bisognosi potranno lasciare le derrate negli appositi spazi.

L’ONC nega l’accreditamento: cancellata l’esperienza ultraventennale di Sardegna Solidale

L’Organismo Nazionale di Controllo ha deliberato di decretare la fine della gestione dei “volontari per volontari” del Centro di servizio isolano. Ignorate le motivazioni addotte da Sardegna Solidale e la voce di 267 sindaci e dei vescovi sardi. Ora la mobilitazione riparte.

La straordinaria mobilitazione di 267 sindaci, la presa di posizione dei vescovi sardi e le migliaia di firme raccolte, insieme alle ragioni portate all’attenzione dell’Organismo Nazionale di Controllo presieduto da Francesco Profumo (presidente dell’Acri – l’associazione che rappresenta collettivamente le Fondazioni di origine bancaria – e della Compagnia di San Paolo), lo scorso 9 settembre nel corso di una audizione speciale, sono state ignorate: il 28 ottobre l’ONC ha confermato l’inammissibilità dell’associazione Csv Sardegna Solidale Odv alla seconda fase della manifestazione di interesse. Di fatto, l’Onc ha deciso in questo modo di porre fine all’esperienza ultraventennale di Sardegna Solidale.

Nello specifico, l’Organismo Nazionale di Controllo ha ritenuto che l’associazione Sardegna Solidale non avesse titolo per poter essere accreditata e ciò perché non era il soggetto a cui oltre vent’anni fa, il Co.Ge. della Sardegna e la Regione Sardegna avevano affidato il compito di organizzare e gestire il Centro di servizio per il volontariato. L’Onc non dice chi è il vincitore e il titolare di quel bando e si trincera dietro una interpretazione giuridica soggettiva. Quella dell’Onc è dunque una decisione ingiusta e irrispettosa della storia e dell’identità del Csv Sardegna Solidale che, con un vero e proprio cavillo interpretativo, “smontato” dai rappresentanti di Sardegna Solidale nel corso dell’audizione del 9 settembre, cancella l’esperienza del Csv sardo, unico in Italia interamente gestito da volontari (compreso il Direttore-volontario) e da organizzazioni di volontariato, con lo slogan-programma “Volontari per Volontari”.

Ora, nel pieno della seconda ondata della pandemia, in cui il mondo della solidarietà è chiamato a una nuova mobilitazione, il Csv Sardegna Solidale entra in una fase di estrema incertezza e di larga mobilitazione.

I volontari sardi – con il sostegno di vescovi e sindaci – sono decisi a difendere le loro ragioni, la loro identità e la loro storia costruita grazie al Comitato Promotore del Csv Sardegna Solidale che l’Onc non ha voluto riconoscere e che è stato il soggetto vincitore del bando emanato nel 1997 permettendo di esercitare per oltre vent’anni la titolarità sul Csv Sardegna Solidale.

L’Organismo Nazionale di Controllo, in attuazione di quanto previsto dalla nuova riforma del Terzo Settore, svolge infatti, nell’interesse generale, funzioni di indirizzo e di controllo dei Centri di servizio per il volontariato italiani. È costituito da tredici membri designati per legge (non eletti). Sette membri sono designati dall’Acri (compreso, per legge, il presidente), due dal Forum del Terzo Settore (di cui uno obbligatoriamente del mondo del volontariato, anche se oggi così non è), due dal Csvnet, uno dal Ministero del Lavoro e Welfare e uno dalla Conferenza Stato-Regioni. Nessuno dei componenti dell’Onc è volontario e la maggioranza dei membri è di provenienza del mondo delle fondazioni bancarie.

L’Onc è rimasto sordo alle ragioni documentali, tutte messe a disposizione, e alla straordinaria mobilitazione a favore di Sardegna Solidale.

A ritenere “inaccettabile” la decisione dell’Onc, giunta lo scorso 29 luglio, di non accreditare Sardegna Solidale era stata per prima la Conferenza Episcopale Sarda che lo scorso 3 agosto con una nota aveva chiesto “un ripensamento della decisione adottata”, ritenuta “ingenerosa per tutti coloro che si impegnano – particolarmente in questa fase storica – a trovare soluzioni di unità e di fraternità per la nostra gente”. I vescovi avevano anche richiamato l’udienza speciale concessa il 30 novembre del 2018 da Papa Francesco ai volontari di Sardegna Solidale durante la quale Bergoglio incoraggiò Sardegna Solidale “a proseguire con spirito di intesa e di unità; potrete così diffondere più capillarmente la cultura della solidarietà”.

Alla lettera dei vescovi era poi seguito l’8 agosto l’appello del presidente del Comitato promotore di Sardegna Solidale, don Angelo Pittau, al presidente dell’Onc Francesco Profumo, nel quale il sacerdote villacidrese, chiedendo un incontro che consentisse a Sardegna Solidale di poter esporre le sue ragioni, così spiegava: “L’Onc sembra avvalersi di un cavillo burocratico assolutamente inconsistente e pretestuoso, frutto di una lotta sotterranea che ci ha calunniato in questi anni, che ci ha portato a processi che abbiamo sempre vinto. Tutto questo ci offende e tristemente ci fa rammaricare per una persecuzione ingiusta e costante che ci fa diventare vittima. Ecco perché noi e tutti i volontari sentiamo ingiusta questa decisione di inammissibilità”.

Anche padre Salvatore Morittu, fondatore dell’associazione Mondo X Sardegna e figura rappresentativa del volontariato isolano, lo scorso 9 agosto aveva espresso la sua vicinanza a Sardegna Solidale con una lettera nella quale si legge: “Perché sfiduciare chi e coloro che si sono spesso sostituiti all’azione dello Stato, assicurando servizi vitali per famiglie e comunità? La nostra associazione si oppone fermamente alla decisione dell’Onc ed è al fianco del Csv Sardegna Solidale, grata e riconoscente di quanto è stato fatto e – siamo certi – sarà fatto per stare accanto agli ultimi con forza e legittimità”.

La mobilitazione a favore di Sardegna Solidale è poi proseguita grazie ai sindaci sardi. Su iniziativa del primo cittadino di Ozieri Marco Murgia, ben 267 avevano infatti sottoscritto in queste settimane una lettera di solidarietà nella quale, riconoscendo che “le organizzazioni di volontariato, anche grazie al supporto loro offerto dal Csv Sardegna Solidale, rappresentano, specie per le amministrazioni locali, un prezioso strumento che opera ed interviene anche dove le istituzioni non riescono o non arrivano”, confidano “nel buon senso delle donne e degli uomini che compongono l’Organismo Nazionale di Controllo affinché intervengano per risolvere la situazione inquadrandola nella giusta dimensione”.

A sostegno della richiesta di Sardegna Solidale di rivedere il mancato accreditamento da parte dell’Onc centinaia di attestati di altrettante organizzazioni ed era anche stata organizzata anche una raccolta di firme lanciata dall’associazione Amici di Sardegna che sulla piattaforma charge.org aveva portato 3500 persone a chiedere all’Onc di rivedere la sua posizione.

Oggi la mobilitazione, temporaneamente sospesa in attesa delle definitive determinazioni dell’Onc, riprende. Su diversi fronti e con maggiore vigore per informare e sensibilizzare l’opinione pubblica sulle ingiuste decisioni adottate dell’Onc.

Social, le challenge accorciano le distanze

[Daniele Lecca]

#IoRestoACasa, è questo l’hashtag ufficiale che spopola sui social in questi ultimi giorni. I social mostrano la loro vera identità, unire, stroncare le distanze, diventano quaderni su cui scrivere pensieri. Dai più piccoli ai più grandi, tutti collegati in rete per sentire meno la mancanza di cari, amici e non solo. Le dirette spopolano su facebook e Instagram, da Fiorello a Chiara Ferragni, tutti live per fare compagnia a migliaia di fan a casa. Non solo dirette ma anche le challenge sono le protagoniste di questi tempi, per combattere la noia. 

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#coronavirus #iorestoacasa

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Partiamo da #blackandwhite, una challenge tutta al femminile, basta condividere una propria foto in bianco e nero, nominando altre ragazze: «Troppo spesso noi donne ci critichiamo invece di sostenerci e vedere che ognuna è bella a modo suo. Siamo belle come siamo. Siamo le prime a doverci accettare! Carica una foto in cui appari sola in bianco e nero ed etichetta altre donne per fare lo stesso. Ti scelgo perché sei bella e mi ispiri. Diamo qualcosa di positivo. Costruirci invece che distruggere».

Continuiamo con #TorneremoAViaggiare, si posta una foto di un viaggio già fatto per non dimenticare i posti favolosi che abbiamo visitato e che vorremo visitare.

Non mancano anche le challenge per i più piccoli, come #AndràTuttoBene, che consiste nel disegnare arcobaleni su fogli e lenzuola, un messaggio di speranza verso il futuro.

La Sportivo Challenge, la Baby Challenge o la Pigiama Challenge sono tutte molto simili, basterà condividere una foto in tenuta sportiva o durante un workout, una foto da piccoli o una foto in pigiama.

Arriviamo anche alle più strane come la Neomelodico Challenge che consiste nel condividere una canzone neomelodica e taggare alcuni amici che faranno lo stesso come la Carota Challenge in cui ognuno deve disegnare una carota, fare lo screen e condividerla taggando altri amici.

Tutte challenge molto simpatiche per combattere la noia, ora tocca te scegline una e tagga i tuoi amici.

La memoria delle vittime innocenti delle mafie diventa impegno

A Cagliari, Mogoro e Suelli incontro con i genitori del piccolo Dodò, ucciso dalla ’ndrangheta a soli dieci anni

Domenico aveva solo dieci anni e stava giocando a calcetto con il papà quando, il 25 giugno del 2009 a Crotone, fu raggiunto da un proiettile sparato da una banda che voleva colpire un uomo finito del mirino delle cosche locali. Il piccolo Domenico, Dodò per chi lo conosceva, morì dopo essere rimasto in coma per tre mesi, mentre altre nove persone che si trovavano lì per caso rimasero ferite. Oggi i genitori di Dodò, Giovanni Gabriele e Francesca Anastasio, da sempre lontani dalle faide e dalla ’ndrangheta, rendono viva la memoria del piccolo partecipando alle iniziative organizzate da Libera e dall’associazione che riunisce i familiari delle vittime innocenti delle mafie.

Per raccontare la loro esperienza ai giovani Giovanni Gabriele e Francesca Anastasio saranno protagonisti nell’isola di quattro incontri, organizzati da Libera Sardegna in collaborazione con il CSV Sardegna Solidale e inseriti nell’ambito delle iniziative “Verso il 21 marzo”, organizzate in vista della Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie che quest’anno verrà celebrata a Palermo.

Il primo appuntamento con l’incontro dal tema “La memoria e i familiari di vittime delle mafie diventa impegno. Ricordando Dodò” è per lunedì 10 febbraio a Cagliari alle 11.30 presso l’Istituto tecnico industriale Marconi, in via Valerio Pisano. Insieme ai genitori di Dodò, parleranno i rappresentanti di istituto del Buccari-Marconi insieme al dirigente scolastico Gian Carlo Della Corte e al referente di Libera Sardegna Giampiero Farru.

Nel pomeriggio Giovanni Gabriele e Francesca Anastasio saranno invece a Mogoro. Appuntamento a partire dalle 16.30 nella sala convegni della Fiera dell’Artigianato (piazza Martiri della Libertà). Insieme al sindaco Sandro Broccia, interverranno anche il dirigente scolastico Tullio Corona, Isa Saba e Nanda Sedda di Libera Sardegna, il referente del Sa.Sol 31 di Mogoro Donato Porceddu e il referente del presidio territoriale di Libera “Rosario Livatino” di Mogoro Gigi Napoleone. Coordina Ignazia Scanu. All’iniziativa parteciperanno le organizzazioni di volontariato del territorio e gli studenti dell’istituto comprensivo statale di Mogoro.

Martedì 11 febbraio Giovanni Gabriele e Francesca Anastasio saranno protagonisti di altri due incontri. Il primo, dal tema “La classe dei banchi vuoti. Ricordando Dodò”, è in programma alle 9 presso la Scuola secondaria di primo grado Alfieri di via de Gioannis a Cagliari. Interverranno anche con la dirigente scolastica Gabriella Artizzu, il docente Claudio Ronzitti, e Nanda Sedda e Carlo Veglio di Libera Sardegna.

Alle 14.30 invece appuntamento a Suelli presso la sala conferenze della biblioteca comunale in via Gramsci. Insieme ai genitori di Dodò a parlare del tema “La classe dei banchi vuoti. Ricordando Dodò” ci saranno anche il sindaco Massimiliano Garau, il parroco don Michele Piras, la dirigente dell’Istituto comprensivo “Mezzacapo” Paola Gianfriglia, Isa Saba di Libera Sardegna, e Gian Luigi Boi e Antioco Dessì del Presidio Territoriale di Libera Trexenta-Gerrei “Lea Garofalo”. All’incontro parteciperanno gli studenti della scuola secondaria di secondo grado di Suelli.

A Cagliari in 4mila alla giornata di Libera

Erano in 4mila giunti in piazza del Carmine a Cagliari per la XXIV Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, organizzata da Libera in collaborazione con Sardegna Solidale.

Abbiamo il dovere di non farci sopraffare dalla rassegnazione e credere che il bene può prevalere. Perché questa è l’eredità che ci ha lasciato Emanuela: la storia può cambiare solo se gli uomini sono disposti a cambiare. La strage di via D’Amelio ha segnato nei familiari delle vittime solchi profondi di sofferenza. Ma noi non vogliamo vendetta, perché siamo animati solo da un desiderio di giustizia, legalità e memoria.

Claudia Loi, sorella di Emanuela, agente di scorta del giudice Borsellino morta a Palermo nella strage di via d’Amelio del 19 luglio 1992

Il momento principale è stata la lettura dei nomi delle 1012 vittime innocenti delle mafie, tra i quali sono presenti anche quattro sardi.

  • Bonifacio Tilocca (padre del sindaco di Burgos e ucciso da un attentato dinamitardo nel 2004);
  • don Graziano Muntoni, ucciso ad Orgosolo nel 1998;
  • il carabiniere di Nuxis Antonio Pubusa, caduto nella strage di Bellolampo nel 1949 per mano del bandito Salvatore Guliano.

La giornata si era aperta in piazza dei Centomila dove i giovani dell’Istituto Nautico hanno scoperto un pannello in ricordo di Emanuela Loi e dei giudici Falcone e Borsellino.

La breve cerimonia ha preceduto l’inizio del corteo, conclusosi in piazza del Carmine dove i giovani cagliaritani si sono uniti agli studenti provenienti dal resto dell’isola.

Al termine della lettura dei nomi piazza del Carmine si è collegata con Padova (città dove si è tenuta la manifestazione nazionale della Giornata) per seguire l’intervento di don Ciotti e ha chiuso in musica, con gli interventi della Carovana Folk e di Mor e la sua band, una mattinata di impegno, entusiasmo e commozione.

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