50 giovani pronti a cambiare Quartu

Il gruppo di Cambiamo Quartu ha centrato l’obiettivo, ossia quello di avviare un vero e proprio progetto di cambiamento per la città di Quartu attuando la cosiddetta democrazia partecipativa.

Un cambiamento che parte dai giovani.

Ai cosiddetti millennials (nati dal 1980 in poi) era infatti dedicato l’incontro che si è svolto nella serata di ieri presso la sala dell’Antica Casa Olla in via Eligio Porcu.

Sono state tante le idee proposte dai giovani quartesi per recuperare la città che amano, discussi su sei tavoli tematici divisi in:

  • cultura (istruzione, cultura, beni culturali, tradizioni);
  • territorio (urbanistica, servizi, pedonalità, infrastrutture, metropolitana, ciclabilità);
  • ambiente (Molentargius, Poetto, saline, costa marittima, Sette Fratelli);
  • sviluppo (fondi europei, organizzazione, sburocratizzazione, nuove tecnologie, partecipazione, lavoro);
  • turismo (accoglienza, tradizioni, promozione);
  • sociale (tempo libero, sociale, sport, salute).

Consultate la galleria delle attività di ieri sera e seguite gli aggiornamenti sui prossimi incontri sulla pagina Facebook.

L’educativa domiciliare, il corso targato Starter

Pubblicato da STARTER Cooperativa Sociale su Mercoledì 27 febbraio 2019
La video presentazione del corso da parte del docente Pier Paolo Cavagna

La Cooperativa Starter di Quartu S.E., editrice del nostro giornale online è sempre attiva nella programmazione di nuovi corsi per formare nuovi lavoratori e professionisti in ambito socio sanitario.

Il 14 aprile è in programma L’educativa domiciliare, diretto da Pier Paolo Cavagna, pedagogista e psicologo.

Il docente Pier Paolo Cavagna

Verrà rilasciato un attestato di frequenza

OBIETTIVI

Questo servizio rappresenta una possibilità di impiego reale molto comune per Educatori Professionali SdE e Pedagogisti. Nessun corso di formazione universitario, però, prepara sul versante pratico il professionista al contatto con la realtà professionale quotidiana. Così gli operatori arrivano al loro primo impiego con dubbi e paure, e sono spesso costretti a procedere per tentativi ed errori nel difficile percorso di costruzione di una identità professionale seria e riconosciuta.

FINALITÀ

Il corso mira a fornire indicazioni e strumenti utili nella fase di avvio del servizio educativo domiciliare, a partire dagli aspetti legati alle problematiche fiscali sino al difficile compito di gestione del nucleo familiare. E lo fa con un’ottica dinamica ed esperienziale, con presentazione di casi di studio reali e di esperienze pregresse.

DESTINATARI

Sono ammessi anche coloro in possesso di una formazione universitaria almeno triennale in ambito psicoeducativo o sanitario

Il corso è rivolto a studenti, laureati e professionisti in:

  • pedagogia / scienze pedagogiche;
  • scienze dell’educazione;
  • scienze della formazione / primaria;
  • educatori professionali;
  • scienze del servizio sociale;
  • terapisti della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva;
  • terapisti occupazionali;
  • tecnici della riabilitazione psichiatrica.

INFO E COSTI

PROMOZIONE: se ti iscrivi entro il 22 marzo il costo sarà di €50, dopo sarà di €60.

Per ulteriori domande e per iscriversi contattare la referente:
Dott.ssa Elisabetta Boeddu
349 1583926
e.boeddu@cooperativastarter.it

Per tutte le altre info visita l’evento cliccando qui

I diritti di tutti – Parte IV

di Maria Bernardetta Cabras

…che i cartelli dei diritti erano stati imbrattati con una specie di colla nera, che nascondeva le scritte: qualcuno, nella notte, doveva aver combinato questo dispetto.

Arrivati alla Piccola Fonte, si accorsero che la pozzanghera dei giochi col fango era stata prosciugata.

Era chiaro che a Tutti qualcuno aveva in mente un piano per distruggere i diritti naturali dei…

CONTINUA A PAGINA 27 DELLA RIVISTA DI FEBBRAIO 2019

CLICCA QUI PER LEGGERE

Disfiamoci dell’albero e non di noi stessi

di Elisabetta Boeddu – psicologa e counselor

Il Christmas Blues è un fenomeno associato al periodo natalizio che in molte persone scatena angoscia, ansia, tono dell’umore basso, crisi di pianto e pensieri negativi.

Ecco perché ad alcuni, nonostante addobbi, decorazioni, lucine, riunioni familiari e scambi di regali, capita di sentirsi pensierosi, appesantiti o, addirittura, profondamente tristi.

Il Natale attiva quelli che la psicologia definisce potenziali stressors:

  • pranzi e cene di famiglia con parenti spesso poco graditi o che non si frequentano da tempo;
  • acquisti dell’ultimo minuto;
  • festeggiamenti e convenevoli sociali spesso vissuti come un obbligo;
  • scadenze lavorative;
  • bilanci personali in prossimità del Capodanno;
  • puntuali e imbarazzanti domande di amici e parenti.

Dal punto di vista della psicologia sociale, il Natale si basa sul meccanismo del dono, che non solo ci permette di stabilire e mantenere i legami sociali, ma che spesso crea una condizione di dipendenza psicologica, legata alla regola del dover ricambiare. Il nostro comportamento, infatti, anche nel periodo natalizio, così come in altre situazioni della vita quotidiana, è fortemente condizionato ed indirizzato dalle norme socialmente costruite e condivise. Sotto Natale è doveroso acquistare dei doni (con costo commisurato al bene che ti voglio), ricambiare quelli ricevuti, ringraziare per i doni indesiderati, condividere con gioia il momento ed essere tutti più buoni.

Meccanismi inconsapevoli ci guidano e ci portano a comportarci in modo idealistico o il più vicino possibile a ciò che è desiderabile socialmente.

Spesso di fronte all’obbligo di essere più buoni, di prendere parte alla frenesia natalizia, di acquistare necessariamente i regali e di organizzare un Capodanno insolito e divertente, si risponde però con vissuti di costrizione e limitazione della propria libertà personale, fino ad arrivare, in maniera più o meno consapevole, a reazioni di anticonformismo e resistenza vera e propria: nessun acquisto, nessun messaggio di auguri, capodanno vissuto come fosse un giorno qualunque.

I bilanci di fine anno

Durante tali ricorrenze inoltre le persone tendono a fare un bilancio della propria vita, spesso a partire dalle domande tipiche del periodo: “quando ti sposi?”, “quando ti laurei’?”, “cosa farai a Capodanno?”. Il periodo quindi ci costringe a mettere a confronto il Sé reale con il Sé ideale, prendendo maggiormente consapevolezza della discrepanza esistente tra quello che vorremmo essere e ciò che siamo nella realtà.

Insomma, a volte siamo tutti più buoni, è vero.

Altre volte, invece, soffriamo lo stress e non solo per la fatica di perdere i kg di troppo, accumulati sotto l’albero.

Il Natale dei semplici: riassaporiamo il gusto dell’attesa

[Andrea Matta]

Buon Natale a tutti voi. A chi crede, a chi non crede. Dalle colonne della nostra rivista e dal sito internet di Profilo Sociale (che festeggia il suo primo Natale, ndr) abbiamo cercato di raccontarvi delle buone notizie. Oggi cercherò di fare dei buoni auguri per tutti.  Potranno sembrarvi banali ma è quello di cui tanti hanno bisogno.

Il primo augurio è che questo sia il “Natale dei semplici”, delle piccole cose, del riabituarsi al bello, non solo artistico o architettonico ma soprattutto alla bellezza di chi ci sta accanto. Spesso ci viene chiesto di vivere il Natale come fanno i bambini: in attesa di qualcosa (i regali) o qualcuno (Babbo Natale o Gesù Bambino, a seconda della tradizione e/o cultura). Anche noi adulti dovremmo riassaporare il gusto dell’attesa. Una parola che sembra quasi un controsenso nell’epoca dal tutto e subito, del like e del consenso immediato. Fermiamoci a pensare al Natale che stiamo trascorrendo, a quanto siamo cresciuti in questi anni e a com’è cambiato il nostro punto di vista: da bambini e ragazzi che aspettavano i regali a uomini e donne che viaggiano per recuperare l’ultimo regalo. Abbiamo bisogno di lentezza. Forse ci farebbe bene.

Il secondo augurio è che nessuno stia da solo. Lev Tolstoj scrisse “La felicità è reale solo quando condivisa”. Questa frase, ripresa anche dal protagonista del film “Into The Wild”, oggi  vuole essere un invito a stare in compagnia, a condividere (e non solo sui social), sorridere e ridere anche della vita.

Il terzo augurio è quello di riuscire a vedere negli altri qualcuno con cui crescere e non un disagio, un problema, una minaccia. Succede spesso se si pensa a qualcuno che nasce in un piccolo e sperduto paesino, viene da lontano e in più di una occasione viene fermato dai potenti che fanno di tutto per rinviare, spostare, annullare il prossimo. Da un piccolo bambino nato in una mangiatoia ai tanti umani sparsi per il mondo, il passo è breve. Ad invertire la rotta potrebbero essere utili anche i media che spesso raccontano sempre e solo notizie negative. Le buone notizie arrivano solo nel periodo natalizio quando siamo o dovremmo essere più buoni. Cambiamo marcia: diciamo anche quello che fanno di buono le nostre realtà. Dal vicino di casa alla grande multinazionale, qualcuno ha qualche buona e bella notizia da raccontare.

Questo è il primo Natale di Profilo Sociale, la rivista della STARTER Cooperativa Sociale. Auguri dunque a Nicola Cabras, presidente della cooperativa che ci dà fiducia. Ad Alessandro Atzeni e Davide Toro, testa e braccia per progetti importanti con i quali ho la fortuna di condividere più di un’avventura. Un augurio anche a tutte le persone che hanno scritto per Profilo Sociale nei primi tre numeri. Il Natale e il nuovo anno porteranno sorprese.

Buon Natale a tutti voi.

 

(foto tratta da pixabay.com – @aleksa_86)

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