Dopo di noi, autonomia e libertà: il progetto ANFASS Cagliari

Noi speriamo che ce la caviamo da soli..”. È questo il nome del progetto a carattere regionale, messo in campo dall’ANFFAS Onlus di Cagliari (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale),  L’associazione è impegnata da sessanta anni nella tutela dei diritti e nella promozione della piena inclusione sociale delle persone con disabilità intellettiva e/o relazionale.

Il progetto è finanziato dal Ministero della Salute e delle Politiche Sociali e la sua finalità è quella di promuovere innovativi percorsi di autonomia personale ed abitativa per le persone con disabilità.

L’associazione cagliaritana, partner del progetto realizzato su scala nazionale, ha avviato le azioni progettuali nel mese di ottobre 2018 nei comuni di Cagliari e Iglesias grazie al coinvolgimento di sette persone dell’associazione. I partecipanti al progetto, grazie alla condivisione di momenti di vita all’interno di una casa sita nel comune di Iglesias, hanno modo di vivere delle esperienze volte a favorire l’autonomia, l’adultità e il passaggio dal “con noi” dell’assistenza familiare al “dopo di noi” dell’età più adulta.

«In particolare – si legge nella nota dell’associazione –  sulla base dei singoli progetti di vita e dei percorsi già avviati sul tema della vita indipendente, si è ritenuto opportuno formare due gruppi distinti di destinatari: un primo gruppo, formato da quattro giovani di età compresa tra i 20 e i 30 anni hanno modo di sperimentarsi in processi finalizzati all’acquisizione di autonomie sul versante personale, sociale, lavorativo e abitativo, per una emancipazione dai propri genitori e lo sviluppo di un progetto personale di vita indipendente (sperimentazione di una “palestra di vita” per autonomie e vita indipendente, stage lavorativi). Nello specifico – spiega la nota –  i giovani hanno già realizzato quattro residenzialità all’interno dell’appartamento di Iglesias vivendo l’esperienza della co-abitazione tra giovani, dello stare insieme nel tempo libero e assaporando, nel contempo, la responsabilità del vivere “da soli” anche attraverso lo sviluppo di competenze socio lavorative attraverso degli stage».

«Un secondo gruppo di tre adulti di età compresa tra i 40 e i 60 anni per i quali è più evidente la necessità di avviare azioni legate al tema del “Dopo di Noi”, sviluppando una progettazione di vita in autonomia dai familiari ormai anziani (sperimentazione gruppo di convivenza per il “Dopo di Noi”). Anche il secondo gruppo ha sperimentato quattro residenzialità e si prepara, anche attraverso laboratori specifici, alla realizzazione di ulteriori tre esperienze».

Le azioni progettuali si basano sullo sviluppo della capacità di scelta personale, della responsabilizzazione e del pieno protagonismo delle persone coinvolte in coerenza con la metodologia di lavoro utilizzata dall’Anffas all’interno dei propri servizi e centrata su concetti di Qualità della Vita e Self Advocacy.

All’interno del progetto sono previste delle azioni di sostegno e di auto mutuo aiuto a favore dei familiari al fine di supportarli nella fase del distacco iniziale e nel percorso graduale di emancipazione e autonomia del proprio familiare. Allo stesso modo, sono state avviate specifiche azioni formative rivolte agli operatori e volontari convolti nell’attuazione del progetto, in modo da favorire l’adesione a pratiche d’intervento innovative. Particolare attenzione è stata data alla promozione dell’iniziativa e al coinvolgimento del territorio con specifiche azioni finalizzate alla creazione della rete, indispensabile nell’accompagnare ed ampliare le opportunità di inclusione sociale e lavorativa.

Il progetto Noi speriamo che ce la caviamo da soli…” ha preso avvio a livello nazionale nell’agosto 2018 grazie al sostegno del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali; si concluderà a febbraio 2020 per una attività totale di18 mesi. Il valore complessivo del progetto è di oltre 900mila euro»

Il progetto è articolato in 12 regioni e sviluppato da tredici associazioni che operano nel campo della disabilità. Ognuna di queste associazioni ha dato il via ad un serie di iniziative messe in un sistema di confronto e scambio di buone pratiche su scala nazionale. Gli individui coinvolti sono 52 mentre quelli coinvolti nel processo più ampio di indagine e promozione sono 208. Inoltre sono 158 i volontari e 26 gli operatori attivi.

«L’obiettivo del progetto è favorire l’autonomia e la libertà di scelta in modo graduale, già prima del “Dopo di noi“, senza attendere che essa si imponga improvvisa col venir meno del sostegno familiare. Contemporaneamente ogni associazione si è confrontata con le famiglie, in una azione di mutuo aiuto, allo scopo di misurarsi con l’idea di autonomia, creare senso di fiducia e superare la fase di “distacco” iniziale, che può essere difficile tanto per il ragazzo, quanto per il genitore» conclude la nota dell’associazione.

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anfass cagliari, autonomia, libertà

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  • Buongiorno,

    mi chiamo Daniele Cardia, ho 37 anni e convivo con un Tumore al Cervello (ASTROCITOMA PILOCITICO) dal 1997. In questo ventennio ho subito una decina di interventi chirurgici, con tanto anche di giorni di coma, un deficit facciale sx, una lesione al nervo ottico sx ed un a deambulazione precaria. Oggi cammino come Dottor House con il mio bastone ed i miei “barcollamenti”, ma sono passato da uno statro di allettato, alla carrozzina a come sono oggi. In questi anni ho scritto anche un libro sulla mia storia con il messaggio di non mollare mai. Oggi lavoro, mi sono iscritto in palestra e proseguo con la riabilitazione. Sia a secco e sia in piscina. Assumerò per tutta la vita 6 pastiglie al giorno (neurologiche e farmaci per la pressione).
    Visto il mio equilibrio precario, il mio occhio che a volte non mette bene a fuoco ed una stanchezza eccessiva a causa dei farmaci e della mia “nocciolina”, nonostante la mia età oggi vivo con i miei genitori ed i miei fratelli vivono all’Estero. Oggi vivo anche grazie all’assistenza dei miei genitori e non rimango mai da solo. Ma un domani come farò? Ecco perche sono qui a chiedervi aiuto.
    Confido in voi .
    Daniele Cardia

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