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STARTER, bilancio positivo per “Artigiani in Mostra”

Bilancio positivo per la quinta edizione di “Artigiani in Mostra”, la mostra mercato organizzata da STARTER con il contributo della Fondazione di Sardegna e ospitata nel temporary store in via Eligio Porcu 24 e, nelle giornate della Festa di Sant’Elena, lungo tutta via Porcu grazie al supporto del Comitato Stabile per i festeggiamenti della Santa Patrona di Quartu. 

In un post pubblicato sulla pagina facebook della cooperativa, lo staff ha ringraziato «i tanti visitatori che non  hanno fatto mancare complimenti e apprezzamenti per questa iniziativa. Ringraziamo gli artigiani – prosegue il post –  che ogni volta rispondono con rinnovato entusiasmo al nostro invito e ai nuovi compagni di viaggio che di volta in volta si uniscono al gruppo scoprendo l’importanza della rete, del sostegno reciproco, della cooperazione. Da domani si inizia a programmare la nuova edizione natalizia di “Artigiani in Mostra”, quindi invitiamo tutti a seguire la nostra pagina per scoprire le news sulla nuova edizione».

Ajò Insieme diventa movimento politico, Stefano Secci: “Fare rete per la città”

Ajó insieme – Cittadinanza attiva” diventa un movimento politico. L’associazione, presieduta da Stefano Secci, è pronta per “scendere in campo” in vista delle elezioni comunali quartesi previste tra maggio e giugno del 2020.  

Tra le parole d’ordine del movimento, presentato sabato mattina a Casa Xaxa,: i cittadini, la comunità e fare rete. Ajò Insieme punterà su un nuovo modo di stare e vivere la città privilegiando la qualità della vita, la valorizzazione dei talenti, una riqualificazione del patrimonio immobiliare e storico della città; uno sviluppo turistico del territorio a partire dal litorale. Una società giusta che investe sul valore e il benessere della persona. Il riscatto della città.

«Ajó Insieme nasce come una associazione che vuole dare vita e fermento alla vita politica quartese – racconta Secci –  Con l’avvicinarsi della competizione elettorale abbiamo voluto fare un passo importante: diventare un movimento per dare un contributo alla crescita di Quartu. Abbiamo l’ambizione di farlo insieme ad altri e per questo abbiamo la necessità di fare rete con altre associazioni»

«L’amministrazione è ferma e le incombenze che abbiamo nella nostra comunità sono tante: il decoro della città, le manutenzioni, tutto quello che i cittadini sentono più vicino. È necessario fare equità perché è il sale del convivere civile. Se un cittadino ha l’onere di pagare il dovuto, anche in termini di tributi, è giusto che gli venga restituito un servizio degno di questo nome»

Il nuovo movimento è formato dai soci dell’associazione e dai simpatizzanti che si sono riuniti negli scorsi mesi per lavorare insieme:  «La dinamicità di una associazione è importante perché arrivano tante menti, professionalità che possano portare avanti questo movimento politico» prosegue Secci, pronto a ripartire dopo il 2016, anno nel quale ha lasciato il ruolo di presidente del consiglio comunale: «Da quel giorno ho iniziato a vedere la città con occhi diversi. Ho appreso e acquisito consigli e nozioni che possono sfuggire a chi sta all’interno del palazzo». Ajò Insieme punta anche su etica e morale politica, tematiche già affrontate durante alcuni incontri con altre associazioni cittadine.

Il movimento nasce dal senso di protagonismo dei cittadini: «Ajó Insieme vuole essere una miglioramento di tanti aspetti della nostra città, sia dal punto di vista politico per cambiare mentalità cosi che non ci siano più i patronati o i padronati della politica e che si lavori tutti insieme per la crescita comune. Sino ad oggi la politica è stato un continuo scontro. È necessario incontrarci. Questo è il nostro obiettivo: fare incontrare associazioni, movimenti civici e i partiti che con buon senso vogliono ricostituire il tessuto sociale della città che è mortificato. Ajò vuole accompagnare il riscatto di questa città e far che i cittadini vivano dove la qualità della vita e la sostenibilità ambientale siano migliori».

Sul sociale e l’associazionismo, Secci ha le idee chiare: « Il volontariato non funziona se non si danno gli strumenti per operare. Le associazioni devono vedere riconosciuto il lavoro che fanno per la città. Dobbiamo dare a tutti la possibilità di essere presenti e dobbiamo impegnarci per dare una casa, uno spazio per tutti». 

[Andrea Matta]

La festa di Sant’Elena e l’icona “scritta” da un quartese

L’icona scelta per l’edizione di quest’anno della Festa di Sant’Elena Imperatrice a Quartu è stata “scritta” da Paolo Tatulli, 31enne, parrocchiano della Basilica di Sant’Elena Imperatrice. Da due anni a questa parte è  novizio presso il monastero di Santa Maria delle Grazie, nell’Abbazia greca di san Nilo, a Grottaferrata in provincia di Roma. Si tratta di un un monastero cattolico di storia millenaria, nel quale si vive la spiritualità del monachesimo orientale di san Basilio il Grande e dove viene officiato il rito bizantino-greco.

Profilo Sociale ha chiesto a Paolo com’è nata l’idea dell’icona che ha rappresentato la santa: «Le icone non si disegnano, ma si ”scrivono”. L’icona è teologia e preghiera dipinta, perché nelle sue forme e colori deve rispondere a dei canoni ben stabiliti che comunicano significati teologici»

Buona lettura.

 

«Nel rito bizantino le icone rivestono un ruolo fondamentale all’interno della liturgia: esse non sono un quadro o un oggetto decorativo sacro, ma sono parte integrante della liturgia nella Chiesa universale, nella quale, dalla loro tavola dipinta, sono finestre aperte col Regno dei Cieli e strumento di preghiera viva per il sacerdote che celebra la divina liturgia (la santa messa) e per il popolo di Dio radunato in preghiera, sia in chiesa che nelle proprie case. Nelle chiese di rito bizantino, i fedeli ci testimoniano la loro caratteristica fede quando entrano in chiesa: si segnano dinanzi all’icona del Cristo, della Madre di Dio e dei santi loro devoti. Ne baciano la superficie e poggiano la propria fronte a contatto con l’immagine, perché nonostante sappiano di stare dinanzi a qualcosa di materiale, venerano invece la presenza del prototipo che ne è rappresentato, rendendo onore alla persona di Gesù e di Maria.

Nella nostra Abbazia è attivo un laboratorio di iconografia, nel quale si esercita l’arte di “scrivere” icone con la tecnica esclusivamente tradizionale: tavola in legno, gessatura con gesso di Bologna e colla di coniglio, pigmenti naturali disciolti con una mistura di uovo e aceto o vino, foglia oro. L’iconografia è l’attività principale dei lavori che svolgo in monastero. L’icona di sant’Elena segna praticamente l’inizio del mio percorso iconografico in Abbazia ed è quindi la prima icona che ho scritto. Quando il nostro maestro di iconografia, mi chiese con quale icona volessi iniziare, non ho avuto alcun dubbio: doveva essere sant’Elena e per diversi motivi. A sant’Elena è consacrata la mia città e la mia parrocchia di origine, nella quale ho ricevuto il battesimo e tutti gli altri sacramenti; qui il mio cammino personale di fede e umano ha avuto dei punti di svolta; qui la comunità intera mi ha voluto da sempre e mi vuole un gran bene e alla notizia del mio percorso vocazionale non ha cessato di sostenermi nella preghiera, cosa alla quale sono molto grato. Inoltre, l’Imperatrice Elena, colei che ritrovò la croce di Cristo, è tra le sante più importanti nell’oriente cristiano e soprattutto nelle chiese di rito bizantino, il 21 Maggio viene ricordata con grandi onori in insieme al suo figlio Costantino.

Le icone non si disegnano, ma si  “scrivono”, per questo ho detto prima: “scrivere”. L’icona è teologia e preghiera dipinta, perché nelle sue forme e colori deve rispondere a dei canoni ben stabiliti che comunicano significati teologici.

L’icona di sant’Elena che ho scelto è presa da un’immagine già esistente, alla quale mi sono ispirato. In genere nelle icone ci sono modelli che si fissano e si riproducono costantemente: sant’Elena e Costantino insieme, oppure l’icona dell’Esaltazione della Santa Croce dove Elena con Costantino, il vescovo di Gerusalemme ed il popolo adorano la Santa Croce.

La presente icona rappresenta solo la santa, in posizione frontale ed eretta, tipica nelle icone, perché stabilisce un contatto diretto col fedele e instaura subito un dialogo di preghiera. È vestita con un abito regale damascato: il porpora è il colore che portano le regine o le spose, è decorato con gemme e perle per risaltarne la nobiltà del personaggio. Porta una corona sul capo perché è un’imperatrice, i suoi capelli sono velati da un velo azzurro, perché in oriente le figure femminili portano sempre i capelli coperti in segno di dignità. Con una mano regge la Croce, elemento che contraddistingue la storia della sua santità, e con l’altra mano la indica per rimandare la memoria del fedele al mistero della salvezza portata da Cristo. Attorno alla testa porta il nimbo, cioè l’aureola, segnata con punzonatura. Il fondo è in foglia d’oro e rappresenta la luce d’eternità in cui sono immersi i nostri santi. La cornice non è elemento decorativo, ma ha il compito di significare la separazione tra il nostro mondo e il Regno dei Cieli, che è già qui su questa terra, ma non ancora del tutto. Ai lati della santa ho voluto riportare l’iscrizione del suo nome in greco (Aghìa Eléni) e in latino, sia per stabilire una comunione tra la mia parrocchia di origine e il mio cammino monastico nel rito bizantino-greco, sia per esaltare l’unione mai divisa tra Oriente e Occidente, unione ancora salda nel nostro monastero di Grottaferrata.

Faccio dono di questa icona di sant’Elena Imperatrice alla Basilica omonima e a tutta la sua comunità, grato al Signore dei segni di grazia ricevuti in essa e con la preghiera che la nostra santa offra per la città di Quartu le grazie necessarie e la salvezza derivante da Cristo»

Quartu, chiusa la scuola di via Turati per una perdita idrica

La scuola media di via Turati resterà chiusa fino a tutta la giornata di lunedì 23 settembre. La decisione è arrivata con una ordinanza sindacale, richiesta dal Dirigente dell’istituto comprensivo n.1 “Porcu-Satta” e disposta in considerazione dell’assenza di acqua potabile.

Secondo quanto riporta il sito dell’amministrazione comunale, a causa di una perdita idrica è stato necessario provvedere alla chiusura della valvola della rete idrica.  

Le lezioni riprenderanno martedì 24 settembre.

 

L’ultima diretta in FM di Radio Golfo degli Angeli

Venerdì 20 settembre a partire dalle ore 09.00 andrà in onda l’ultima diretta in FM di Radio Golfo degli Angeli, la storica emittente radiofonica della città di Quartu. 

«I messaggi e tutte le manifestazioni d’affetto giunte in redazione per l’uscita di Radio Golfo degli Angeli dalll’FM, ci costringono piacevolmente a riattivare il segnale per regalarvi l’ultima diretta» scrive Renato Perra, il direttore dell’emittente, sulla pagina facebook. 

La diretta sarà condotta da Kiko Lecca.  Sarà l’occasione per risentire le tante voci che hanno accompagnato gli ascoltatori dal 2 settembre 1977 fino al 2 settembre 2019, giorno in cui è stata spenta la frequenza dei 94.100 FM.

Radio Golfo degli Angeli non finisce: gli ascoltatori potranno continuare ad ascoltarla sul DAB+  Digital Radio al canale 10 C. 

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